Ilva di Taranto: per il tribunale del riesame non è necessario fermare gli impianti

di Redazione 82 views0

Il tribunale del riesame ha stabilito stamattina che l’impianto siderurgico dell’Ilva di Taranto potrà continuare a funzionare ma che è necessario finirla subito con le emissioni inquinanti. Per fare questo sarà necessario adeguare l’impianto alle migliori tecniche possibili.

Il cerino ora passa in mano ai custodi dell’impianto, visto che

non è compito del tribunale stabilire se e come occorra intervenire nel ciclo produttivo o, semplicemente, se occorra fermare gli impianti trattandosi di decisione che dovrà necessariamente essere assunta sulla base delle risoluzioni tecniche dei custodi

Loro dovranno

individuare quelle soluzioni che, nel giungere alla cessazione delle emissioni inquinanti, consentano di pregiudicare il meno possibile gli ulteriori interessi in gioco
ovvero il diritto al lavoro di tutte le persone impiegate nello stabilimento tarantino.

Nel testo dell’ordinanza si precisa anche che i custodi dovranno operare senza esercitare compromessi fra il diritto al lavoro e

i primari interessi alla vita, salute e integrità ambientali.

Detta così potrebbe sembrare una vittoria degli ambientalisti, ma non è così, perché il tribunale del Riesame ha stoppato il blocco delle specifiche lavorazioni e lo spegnimento degli impianti chiesto dal Gip Patrizia Todisco. Secondo il ministro dell’Ambiente Corrado Clini:

Le motivazioni del tribunale del riesame sul sequestro dello stabilimento Ilva di Taranto confermerebbe che gli impianti vanno chiusi non definitivamente ma solo in funzione degli specifici interventi di bonifica.

Messa in questo modo diventa difficile non condividere le scelte compiute oggi. Resta da capire quanto di questi saggi principi resterà solo sulla carta. Detta più bruscamente, bisognerà vedere quali modifiche verranno apportate all’impianto di Taranto e quali saranno le emissioni inquinanti alla fine del processo di modifica dei processi produttivi.

Io non sono molto fiducioso, ma aspetto che a parlare siano i fatti. Dimenticavo di aggiungere che l’ordinanza di oggi ha anche stabilito che l’attività inquinante è una scelta voluta della società. Ovvio ma è forse la prima volta che un atto di un’autorità giudiziaria evidenzia questa verità.

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