Le conseguenze sulla superficie terrestre dopo il terremoto in Emilia

di Redazione 52 views0

Il terremoto che ha colpito l’Emilia la scorsa settimana, rimane tutt’ora un problema concreto, sia per gli sfollati che ancora sono in attesa di un sostegno da parte dello Stato, sia per la paura di nuove scosse. Il Dipartimento della Protezione Civile ha iniziato a lavorare fin da subito con l’Agenzia Spaziale Italiana, il Consiglio nazionale delle ricerche-Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell’ambiente el’INGV Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, per ottenere gli strumenti migliori e riuscire a scoprire le informazioni necessarie sulle conseguenze del sisma.

Grazie a questa collaborazione, infatti, è stato possibile vedere il tipo di deformazione della crosta terrestre avvenuta dopo le scosse dell’ultima settimana, soprattutto a causa di quelle di maggiore entità. Grazie ai satelliti, questi dati sono stati già forniti e nell’area presa in considerazione è stato rilevato un sollevamento di circa 15 centimetri e, come riporta il comunicato:

Questi dati concordano con quelli sismologici e mostrano un piano di rottura principale immergente verso Sud lungo il quale la parte meridionale di questo settore della PianuraPadana si è accavallato sul settore settentrionale (faglia di sovrascorrimento).

I radar sono stati d’aiuto anche durante questi giorni in cui le condizioni atmosferiche non sono state del tutto favorevoli: agiscono, infatti, sia di giorno che di notte e in tutti i tipi di condizioni, permettendo di svolgere un monitoraggio costante delle zone prese in analisi. Nelle immagini che vi mostriamo si può comprendere meglio la situazione e che conseguenze hanno avuto le scosse sismiche. Ogni colore (ciclo, o frangia) rivela l’intensità della deformazione, le fasce di colore concentriche indicano un sollevamento del suolo causato dalla rottura della faglia sismica al di sotto di uno o due chilometri di profondità. Le zone azzurre sono quelle in cui la deformazione non è stata di grande entità, mentre quelle rosse sono le più preoccupanti, perché hanno raggiunto il valore massimo di sollevamento.

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