Legambiente diffida il sindaco di Roma sulla raccolta differenziata

di roberto bosio 128 views0

La sezione laziale di Legambiente ha inviato una diffida al sindaco di Roma Gianni Alemanno affinché attivi immediatamente la raccolta differenziata dell’organico attraverso il sistema del porta a porta esteso a tutta la città.

Come ricorda il presidente di Legambiente Lazio Lorenzo Parlati

L’organico costituisce il 33% dei rifiuti solidi urbani, dunque immaginiamoci quanto potrebbe diminuire la quantità di rifiuti gettati in discarica se nella Capitale si procedesse alla raccolta degli scarti organici per poi lavorarli e trasformarli in compost, cioè in fertilizzante.

Tutti possono partecipare a questa iniziativa di Legambiente: firmando la diffida, inviando segnalazioni al numero 06/85358051/77, oppure scrivendo a [email protected], e direi soprattutto partecipando alla raccolta porta a porta autogestita.

Gianni Alemanno non sembra gradire molto l’iniziativa di Legambiente. Nella risposta all’associazione ricorda che la sua amministrazione ha già aumentato la raccolta differenziata rispetto ai suoi predecessori – da un ridicolo 19% al 24% -, e afferma possibile un obiettivo del 50% nel giro di tre anni – il 65% viene considerato come una mission impossible -, ma solo a patto che arrivino più soldi dallo stato centrale.

Non si capisce perché – e in base a quale ragionamento – affermi che sia possibile arrivare a queste cifre solo aprendo una discarica temporanea…

L’impressione è che pensi più alle discariche che alla differenziata. Lo dimostra con un’altra sua frase riportata dai media:

Dobbiamo essere più realisti per evitare di fare la fine di Napoli: far aumentare la differenziata ed insieme realizzare gli impianti.

Neppure un accenno di mea culpa al fatto che l’azienda urbana che raccoglie i rifiuti – l’Ama – ha aumentato la sua fattura rifiuti del 45% in 5 anni, passando dagli oltre 488 milioni del
2007 ai 708 milioni del 2011, senza aver firmato un regolare contratto di servizio con la città.

L’ultimo risale al 2006, e da allora il servizio di nettezza urbana viene regolato solo da piani finanziari approvati annualmente dall’assemblea capitolina. Ogni ulteriore commento è inutile.

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