Smog: Ahvaz è la città più inquinata

di Elide 60 views0

L’OMS ha diffuso i dati sulla presenza di polveri sottili nel mondo. I dati non sono per nulla rassicuranti e c’è poco da gioire in Iran, perché è Ahvaz a detenere il primato in questo caso e non è un motivo che rende orgogliosi, anzi, è un vero e proprio allarme.

Ahvaz si trova nella parte sud-occidentale dell’Iran, è popolata da un milione di abitanti e l’Organizzazione Mondiale per la Sanità ha rilevato che si tratta della metropoli più inquinata del mondo. L’Oms richiama l’attenzione sulle linee guida da rispettare per evitare che i livelli di inquinamento siano così alti da essere mortali. Due milioni di persone all’anno, infatti, muoiono per l’inalazione di particelle fini presenti nell’aria delle città, i decessi prematuri causati dall’inquinamento continuano ad aumentare.

Asia Centrale ed Africa sono le zone del Pianeta in cui c’è la più alta concentrazione di polveri sottili, non agevolati di certo dalle condizioni metereologiche, infatti al secondo posto della classifica c’è Ulan Bator, Mongolia, e al terzo posto ritroviamo una città iraniana, Sanandaj. Al quinto posto troviamo Quetta, in Pakistan, ma molte altre grandi metropoli sono finite nella lista nera, da Nuova Delhi a Dakar. In  Italia la concentrazione media annuale è di 37, mentre l’Oms ha fissato la soglia a 20 microgrammi. E’ chiaro che le soglie siano state ampiamente superate, alcuni Paesi toccano addirittura i 300, che è una quantità davvero eccessiva. La Mongolia, ad esempio, arriva a 279, il Botswana 216 e il Pakistan 198, mentre si mantengono entro i limiti gli Stati Uniti con 18, la Francia supera di “poco” il limite raggiungendo i 27 e ancor di meno fa la Grecia, che raggiunge i 44.

La causa principale di questo inquinamento sono i vecchi impianti delle centrali elettriche e simili che utilizzano ancora il carbone. Tra le patologie più diffuse, che in molti casi provocano morte prematura, ci sono tumori ai polmoni, asma, cardiopatie, infezioni delle vie respiratorie.

Photo Credits | Thinkstock

 

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