Ogm: devastato un campo a Vigevano. Gli Ogm tra polemiche e illegalità

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L’illegalità va condannata sempre anche quando come in questo caso, viene attuata per porre fine ad altra illegalità ma bisogna anche prendere atto che non c’è stata da parte delle istituzioni la stessa tempestività avuta nel condannare il gesto dei no global anche nel contrastare l’illegalità originaria lasciando libere le piante di crescere con il rischio che la maturazione del mais e la conseguente disseminazione di polline possa provocare una contaminazione“. La Coldiretti commenta così il raid di una settantina di no global che ha devastato un campo di mais geneticamente modificato a Vivaro, in provincia di Pordenone.
A preoccupare la Coldiretti è il pericolo della contaminazione che “avrebbe un impatto devastante sull’ambiente, sulla fauna selvatica, su altri ambiti agricoli e che non potrebbe essere limitato ai confini amministrativi dei comuni o della regione coinvolta, come ha fatto notare la task force di 27 organizzazioni per una Italia libera da Ogm“.

IL DIVIETO DI COLTIVARE OGM IN ITALIA
La Coldiretti ricorda inoltre che in Italia è vietato coltivare organismi geneticamente modificati e le trasgressioni sono punite con la pena dell’arresto da 6 mesi a tre anni o l’ammenda fino a 100 milioni di euro più la sanzione amministrativa da 15 a 90 milioni.
Inoltre, la scelta di vietare la coltivazione di ogm in Italia è condivisa, sottolinea la Coldiretti, da quasi tre italiani su quattro (72 %), in base all’ultima indagine annuale Coldiretti-Swg. Italiani e europei, evidenzia l’associazione, ritengono infatti che “i prodotti alimentari contenenti organismi geneticamente modificati siano meno salutari rispetto a quelli tradizionali. Una scelta in linea – aggiunge – con le crescenti perplessità sugli ogm in Europa dove, dopo il divieto posto anche in Germania, si sono ridotti a soli sei, su ventisette, i Paesi che coltivano organismi geneticamente modificati con peraltro un drastico crollo del 12% delle semine nel 2009“.

I RISCHI DEGLI OGM
Il drastico crollo nei terreni seminati con organismi geneticamente modificati in Europa nel 2009 – prosegue la Coldiretti – conferma che nel coltivare prodotti transgenici, oltre ai rischi per la salute e per l’ambiente, non c’è neanche convenienza economica“. Secondo infatti i dati, precisa l’associazione degli agricoltori “la coltivazione ogm in Europa riguarda solo il mais, la cui la superficie coltivata nel 2009 si è drasticamente ridotta da 107.719 ettari a 94.750 ettari, pari a molto meno dello 0,001 per cento della superficie totale di 160 milioni di ettari coltivati in Europa“.

LA POSIZIONE DELL’EUROPA
La stessa Commissione Europea, inoltre, ricorda la Coldiretti “con una svolta storica ha preso atto della forte opposizione dei cittadini europei e ha dato finalmente la possibilità agli Stati membri di decidere liberamente se coltivarli o meno, secondo quanto contenuto nella proposta presentata a Bruxelles dal commissario alla Salute John Dalli che ha fatto proprie le indicazioni del presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso“.

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