Inquinamento dell’aria: ecco chi e quanto produce le polveri sottili

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Inquinamento-dellaria-ecco-chi-e-quanto-produce-le-polveri-sottiliSono l’agricoltura, il manifatturiero, l’energia, il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti i settori produttivi che hanno generato le maggiori emissioni atmosferiche, a livello nazionale, negli anni 1990-2007. A rilevarlo è l’Istat che ha diffuso i dati calcolati attraverso il conto satellite Namea. Diciannove gli inquinanti presi in esame dall’Istat per la sua rilevazione, quali anidride carbonica (CO2), protossido di azoto (N2O), metano (CH4), ossidi di azoto (NOx), ossidi di zolfo (SOx), ammoniaca (NH3), composti organici volatili non metanici (COVNM), monossido di carbonio (CO), particolato (PM10), particolato fine (PM2,5), arsenico (As), cadmio (Cd), cromo (Cr), rame (Cu), mercurio (Hg), nichel (Ni), piombo (Pb), selenio (Se) e zinco (Zn).

INQUINAMENTO DELL’ARIA
In particolare, rileva l’Istat, nel settore agricoltura, caccia e silvicoltura, le emissioni sono state pari al 42 per cento e relative a sostanze acidificanti, soprattutto ammoniaca dovuta all’uso di concimi a base di composti organici. Il settore, prosegue l’Istat, e’ anche una delle principali fonti di particolato (25 per cento nel caso del particolato PM10 e 20 per cento per il particolato fine PM2,5) , dovuto all’uso di concimi organici, all’incenerimento di rifiuti agricoli e all’uso di combustibili per le macchine agricole.

I RESPONSABILI DEI GAS SERRA
Le attivita’ manifatturiere, continua l’Istat, sono la principale fonte di emissione per i gas ad effetto serra, con il 28 per cento delle emissioni (soprattutto CO2 emessa da alcuni processi tipici della produzione di cemento e della raffinazione del petrolio e da processi di combustione che riguardano tutta l’industria manifatturiera), e per il particolato, con quote del 28 per cento per il PM10 e del 27 per cento per il PM2,5.
Il settore manifatturiero, inoltre, prosegue l’Istat, fornisce un contributo rilevante al fenomeno della acidificazione e della formazione dell’ozono troposferico, rispettivamente con il 18 e il 24 per cento delle emissioni complessive.
Due specifiche attività del settore, la Fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi, che comprende la produzione di vetro, di prodotti in vetro, di ceramica, di cemento, calce, gesso e altri, e la Metallurgia, costituiscono le principali cause di emissione per quasi tutti i metalli pesanti.

QUANTO INQUINA L’ENERGIA
Dal settore ‘Produzione e distribuzione di energia elettrica, di gas e di calore’, rileva ancora l’Istat, deriva il 26 per cento delle emissioni complessive di gas ad effetto serra (soprattutto CO2 emessa dai processi tipici della generazione di energia elettrica e metano emesso per le perdite nella distribuzione del gas) ed anche una quota significativa delle emissioni di cromo (37 per cento) e di selenio (29 per cento) generate dai processi tipici della produzione di energia elettrica.

QUANTO INQUINANO I TRASPORTI
Sul fronte del trasporto, l’Istat rileva invece quote significative delle emissioni di sostanze acidificanti (13 per cento), dovute principalmente al trasporto su strada (per gli ossidi di azoto) e al trasporto marittimo (per l’azoto e per gli ossidi di zolfo).
Le attività di trasporto in conto terzi, aggiunge l’Istituto di statistica, sono anche all’origine degli inquinanti che determinano la formazione dell’ozono troposferico (per il 12 per cento), del particolato (11 e 13 per cento nel caso rispettivamente del PM10 e del PM2,5) e, limitatamente al trasporto su strada, del rame (13 per cento).
Infine dalle attivita’ di smaltimento dei rifiuti solidi, delle acque di scarico e simili, attraverso l’incenerimento dei rifiuti, arriva un contributo in maniera rilevante non solo alle emissioni di nichel (53 per cento) e di cadmio (23 per cento), ma anche di mercurio (15 per cento) e piombo (14 per cento).

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