Preziosi segreti custoditi nelle cucine di campagna. Questa volta non sono le ricette contadine ma piccoli accorgimenti, utilissimi in tempo di crisi e di grande attenzione alla sostenibilià ambientale. Tanti suggerimenti per stare meglio, sentirsi più in forma, più belli ma anche per pulire la casa. La nota dominante è fare ricorso a prodotti alimentari e naturali che altrimenti finirebbero nella pattumiera. Sono le donne della Coldiretti, giovani e anziane imprenditrici, da sempre sui campi, a dispensarli sia contro gli sprechi sia per dare una mano all’ambiente.
Il Bio? Lo trovate sotto casa
Il Bio ancora più vicino al consumatore, fino alla porta
Se volete che il natale non sia la solita festa tutto spreco e niente significato, potete cominciare sicuramente dal menù: ma sapete quali sono i prodotti più adatti? Si comincia da frutta e verdura, rigorosamente di stagione. Ecco qual’ è.
Solidarietà ‘griffata’ contro le malattie del sangue. La maison Frankie Morello firma una shopping bag ‘eco’, interamente realizzata con materiale riciclato, per sostenere la raccolta fondi natalizia dell’ Ams (Associazione malattie del sangue), attiva dal 1997 e diventata “pilastro portante” per l’ Ematologia dell’ ospedale Niguarda di Milano, diretta da Enrica Morra.
Anche i cibi maggiormente gettonati a Natale possono inquinare. Le ciliegie e le pesche dal Cile, i mirtilli argentini e l’ anguria dal Brasile salgono, nell’ ordine, sul podio della top ten dei cibi che sulle tavole nazionali delle feste sprecano energia, inquinano il Natale e contribuiscono all’ emissione di gas ad effetto serra a causa dei lunghi trasporti che subiscono per arrivare in Italia. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti che, in occasione della Conferenza dell’ Onu sui cambiamenti climatici di Copenhagen, ha presentato la lista nera dei consumi di Natale per contribuire con stili di vita sobri e responsabili a salvare il pianeta.
A pochi giorni dall’ avvio del vertice sul clima di Copenaghen apre in Veneto il primo ospedale a chilometri zero che offre ai propri pazienti i prodotti agroalimentari delle aziende agricole locali, freschi, sicuri e che arrivano dal circondario, riducendo l’ inquinamento ambientale dovuto ai trasporti ed il suo impatto sul clima.
Il cambiamento degli stili di vita, le migrazioni a livello globale e le contaminazioni culturali negli ultimi decenni hanno profondamente modificato il rapporto dell’ uomo con il cibo, inteso non solo come strumento di nutrizione ma anche come fenomeno culturale e fonte di salute e benessere. E’ quanto emerge dal quinto position paper del Barilla Center for Food & Nutrition presentato la scorsa settimana a Roma durante la prima edizione dell’ International Forum on Food & Nutrition.
Un concentrato di chimica per farsi più belle, attirare sguardi, contrastare i temuti e odiati segni del tempo. Ogni giorno le donne indossano, a occhio e croce, 515 additivi chimici. Dalla testa ai piedi, complici profumo, smalto e rossetto. Spalmate di creme, truccate di tutto punto, affrontano la giornata ignare di tutta quella chimica distesa sulla pelle. A tirare le somme è una ricerca dell’ azienda Bionsen, che circola sulle principali testate online.