Da Lione ad Avignone, una catena umana per dire no al nucleare

di roberto bosio Commenta

Dopo il disastro di Fukushima, anche i nostri cugini di Oltralpe sembrano accorgersi che l’energia nucleare non è poi così conveniente. E così oltre sessantamila persone si sono trovate tra Lione ed Avignone per manifestare con una catena umana la loro opposizione al nucleare in occasione del primo anniversario del terribile incidente giapponese – ovvero l’11 marzo scorso.

Diciamolo subito: l’obiettivo era impegnativo, visto che la catena umana doveva essere essere lunga oltre duecento chilometri – e infatti in qualche punto non c’erano abbastanza braccia per cui si è visto qualche buco.

La scelta di questo percorso non è stata casuale. La catena ha percorso la valle del Reno: con i suoi 14 reattori è la regione più nuclearizzata d’Europa. La manifestazione voleva anche lanciare un messaggio al governo ed ai candidati alle elezioni presidenziali: portare tra i temi del dibattito politico per queste elezioni anche quello dell’ecologia.

Impresa disperata in tempi di crisi, ma non per questo bisogna demordere…

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