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Tutto quello che sappiamo sull’incidente al sito nucleare di Marcoulé

 
roberto bosio
13 settembre 2011
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Un foro del centro di trattamento dei rifiuti della Centraco è esploso ieri mattina sul sito nucleare di Marcoule – a 242 chilometri in linea d’aria da Ventimiglia e 257 da Torino. All’incidente è seguito un violento incendio – spento nel pomeriggio. L’esplosione ha ucciso un uomo, ritrovato carbonizzato.

Sono state ferite quattro persone – una gravemente. Secondo i soccorsi e la prefettura non è stata rilevata alcuna contaminazione radiologica sui feriti non in pericolo di vita. Secondo l’Autorità per la sicurezza nucleare francese, l’esplosione non ha provocato alcuna fuga radioattiva o chimica all’esterno dell’installazione.

Secondo un portavoce dell’EDF – l’ENEL francese al centro del nucleare d’oltralpe, si tratta di

un incidente industriale e non nucleare

e aggiunge che

in questo tipo di forno, ci sono due tipi di rifiuti: metallici (come pompe o utensili) e rifiuti combustibili come guanti o tute di lavoro dei tecnici.

Secondo un membro dell’istituto di radioprotezione e di sicurezza nucleare, il forno conteneva quattro tonnellate di metalli la cui radioattività era modesta, senza paragoni con quello che è contenuto in un reattore.

Non sono state previstre misure di evacuazione dei lavoratori presenti nell’impianto – secondo le fonti del ministero dell’Interno – anche in italia si stanno monitorando i livelli di radioattività al confine con la Francia.

La Centraco è specializzato nel trattamento dei rifiuti debolmente radioattivi. Appartiene alla società Socodei, una filiale dell’EDF.
Questo centro era già oggetto di una vigilanza particolare da parte dell’Autorità per la sicurezza nucleare francese. Aveva già constatato nel passato delle

lacune nella cultura della sicurezza in seno all’installazione Centraco

e ha chiesto all’impresa

di definire e di mettere in opera della azioni volte a migliorare la sicurezza aziendale

.

In totale l’Autorità avrebbe contabilizzato complessivamente 18 incidenti in questo centro dall’anno duemila. L’ultimo risale al mese di giugno: un allarme incendio nell’unità incenerimento non funzionava più.

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