Quando la crisi diventa opportunità per il green business: il caso Electrolux di Scandicci

Dagli elettrodomestici ai pannelli fotovoltaici. Dal caldo al freddo, dai frigoriferi ai pannelli solari. La parabola dell’ormai ex Electrolux di Scandicci è tutta in questa contrapposizione: da un lato uno degli elettrodomestici più “tradizionali” e più sottoposto agli attacchi dei produttori orientali, a un settore ad alto valore aggiunto in cui il costo del lavoro specializzato permette di tenere ancora la produzione in Italia. E così, alle porte di Firenze, quella che poteva essere una delle tante crisi aziendali e che poteva costare il lavoro a 370 persone, si è trasformata in un’opportunità, con il passaggio dello stabilimento dalla multinazionale svedese alla Italia Solare Industrie, che ne sta facendo il primo polo del centro-Italia per la produzione e lo studio di tecnologie applicate al settore fotovoltaico, con un occhio anche alle altre energie rinnovabili.

LA PRODUZIONE DI PANNELLI FOTOVOLTAICI
Entro la fine del 2010 è prevista l’attivazione di quattro linee per la produzione di pannelli fotovoltaici, che varranno circa 100 MW, con due raddoppi della capacità da realizzare nei prossimi mesi. Il 60% dei moduli prodotti saranno destinati alla realizzazione dei progetti di Energie Future, la holding di riferimento di Italia Solare Industrie, mentre il 40% andrà sul mercato, dove sarà possibile comprare pannelli made in Italy.
Numeri ambiziosi, che però non raccontano tutto quello che sarà fatto negli 85mila metri quadri dello stabilimento: entro la fine dell’anno, infatti, dovrebbero iniziare anche la produzioni di grandi inverter e quella di rotori per il mini-eolico, ampliando le competenze di Scandicci ad un altro grande settore delle rinnovabili, per impegnare tutti e 370 i dipendenti riassunti dopo che per mesi, con le loro battaglie, avevano cercato di difendere – con successo – il proprio posto di lavoro. E presto dovrebbe cominciare anche la produzione di altri componenti dei pannelli, come le celle dei moduli, così da completare tutta la filiera del fotovoltaico.

UN CENTRO PER LA RICERCA
Il centro di produzione di Italia Solare Industrie sarà anche un punto importante per la ricerca: oltre ad aver già vinto un bando della Scuola superiore Sant’Anna dell’Università di Pisa per la realizzazione di un microchip che consenta il monitoraggio del singolo pannello e non della stringa, che si dovrebbe tradurre in benefici per il pannello stesso e per la capacità di intervento su guasti, sono già state attivate collaborazioni con altre università toscane, come quella di Firenze.

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