Le polemiche sull’Expo si sprecano, e già c’è chi si occupa (e si preoccupa) del dopo-Expo, per quanto riguarda le aree che verranno dismesse dopo che i padiglioni di nuova costruzione saranno abbandonati. Il consumo di suolo per l’esposizione meneghina, infatti, è notevole e il Presidente della Provincia di Milano Guido Podestà si è pronunciato in tal senso: “In vista di Expo dobbiamo evitare il consumo di ulteriore suolo e privilegiare il recupero delle aree dismesse nell’ottica di garantire sostenibilità e plusvalenze di carattere ambientale”, ha detto.
Bisogna insomma guardare al dopo Expo e cominciare ora una programmazione di bonifica, che consenta di riconvertire i siti recuperati per pianificare interventi di carattere sociale.

La notizia non è dell’ ultim’ ora, ma fa riflettere sull’ attenzione che la Francia da sempre volge nei confronti dei progetti dedicati alle energie rinnovabili ed alle aree verdi urbane, seppure con l’ eccentricità tipica dei parigini. Nel 2013, infatti, la halle Pajol, un quartiere del diciottesimo arrondissement di Parigi, accoglierà una centrale fotovoltaica da 350kWc. Raro esempio di integrazione tra centro cittadino e produzione energetica, si tratta di un’ installazione di dimensioni senza precedenti per un impianto fotovoltaico urbano, che permetterà la riqualificazione del quartiere e fornirà l’ esempio per altre realtà più piccole.