Per seguire il padrone, un cane farebbe qualsiasi cosa: persino andare in una spiaggia assolata alle due del pomeriggio, rischiando colpi di calore. Questi animali, infatti, non sudano e dunque soffrono molto il caldo.
Per combatterlo possono solo ansimare e disperdere il calore aumentando la frequenza respiratoria (le razze a muso corto soffrono ancor di più). Per questi motivi è necessario tenere il cane all’ ombra e dargli spesso da bere. Evitando ovviamente le ore più afose.
LA PASSEGGIATA
Il cane in spiaggia si annoia: è dunque una buona abitudine fare lunghe passeggiate con Fido in luoghi per lui piacevoli e stimolanti, dove possa esplorare e giocare.
LA SABBIA
Fate molta attenzione alla temperatura della sabbia: quando è bollente scotta e irrita i cuscinetti delle zampe dei cani.
L’ ecosostenibilità conquista le imprese. Ma non solo. Anche istituzioni ed enti pubblici ne sono sempre piu’ catturati. Tanto che ben il 69% di loro è disposto a pagare di più per prodotti green secondo una ricerca di GfK Eurisko che rivela l’attenzione crescente nei confronti della sostenibilità dei prodotti. Ben il 67% degli intervistati, infatti, ritiene che il rispetto ambientale sia un criterio di grande importanza nella scelta dei prodotti per la pulizia e il 69% dichiara che sarebbe disposto a pagare mediamente anche il 18% in più per prodotti sostenibili, ovvero realizzati garantendo il pieno rispetto delle persone e dell’ ambiente.
Generalmente, sulle spiaggie italiane è proibito portare cani. Soprattutto nei medi di luglio e agosto la situazione è molto difficile: i divieti e le multe abbondano.
NEW YORK – “Sono più orgoglioso e contento che mai di servire l’ America e cercare di trovare strade per rendere questa nazione, il mondo intero, un posto migliore per i nostri figli e i figli dei nostri figli. Ovviamente parlo in senso metaforico: sono sterilizzato“. Con queste parole Bo, il cane del presidente Barack Obama, festeggia “parlando” i suoi primi 100 giorni alla Casa Bianca.
“Il futuro dell’ auto in Europa sarà ecologico, o non ci sarà futuro. È necessario riorientare il settore in questo senso”. Il programma è chiaro, che per realizzarlo serva un intervento pubblico in grado di “riorientare” le scelte dei consumatori (e quindi le produzioni) è altrettanto evidente.