V Forum mondiale sull’ acqua: a Instambul contestazioni ambientaliste

 Fortemente contestato da oltre 100 movimenti ambientalisti e Ong mondiali, si è aperto oggi a Istanbul il Quinto Forum mondiale sull’acqua: si intitola “Colmare il divario per l’ acqua” ed è promsso dal Consiglio Mondiale dell’ Acqua. Sino a domenica, parteciperanno 30 mila congressisti, di cui 18 mila provenienti dall’ estero. Il forum ufficiale è il più grande evento sulle risorse idriche, con l’ obiettivo di inserire la crisi idrica mondiale nell’ agenda internazionale. Vi prendono parte oltre a 3.000 organizzazioni, una ventina di capi di Stato e circa 180 ministri dell’ ambiente da altrettanti Paesi del mondo.

LE RISORSE IDRICHE MONDIALI
Nell’ aprire i lavori, il presidente del Consiglio mondiale, il francese Loic Fauchon, ha puntato il dito contro usi e costumi che contribuiscono allo spreco delle risorse idriche in tutto il mondo. Fauchon si riferiva in particolare all’ ultimo rapporto dell’ Onu sulle risorse idriche mondiali, dal quale risulta che entro il 2030, a causa dei cambiamenti climatici e della rapida crescita demografica, quasi la metaà della popolazione del pianeta vivrà in aree ad alto stress idrico. Tra queste l’ Africa, con 75-250 milioni di abitanti.

LE PROTESTE DELLA SINISTRA TURCA
Nel frattempo la polizia di Istanbul interveniva con potenti idranti sulla folla all’esterno del forum per disperdere circa 300 ambientalisti che protestavano contro l’ ufficialità del forum. Al termine degli scontri tra agenti e manifestanti, la polizia ha arrestato 17 persone, tutti attivisti sindacali e appartenenti alla sinistra turca che fanno capo al movimento “Platform”.

IL FORUM ALTERNATIVO
In parallelo al Forum sull’ acqua, infatti, in questi giorni si terranno nella metropoli turca un Forum e altri eventi alternativi promossi da molti movimenti internazionali e Ong che non riconoscono la legittimità del Consiglio Mondiale dell’ Acqua. L’ accusa è quella di essere una agenzia privata strettamente legata alla Banca Mondiale, alle multinazionali dell’ acqua e alle politiche dei governi più potenti del mondo. Lo ha riferito all’ ANSA Robert Ramakant, portavoce della “Corporate Accountability International”, uno dei maggiori gruppi che contesta l’ operato e le politiche del Consiglio Mondiale.

UNA LETTERA ALL’ ONU
In particolare, ha detto Ramakant, stasera un gruppo di 118 organizzazioni da 33 Paesi presenterà ai partecipanti al Forum “ufficiale” copia di una lettera indirizzata al segretario generale dell’ Onu, Ban Ki-Moon. Nella missiva, gli ecologisti chiedono al capo dell’ Onu di ritirare il proprio sostegno al Consiglio Mondiale dell’ Acqua del quale si mette in dubbio la legittimità e la trasparenza operativa.

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