Gli antistaminici danneggiano l’ecosistema fluviale

di Elide 108 views0

E’ questo il periodo più odiato da chi soffre di allergie: il polline in primavera riempie le città e l’unica soluzione possibile sono gli antistaminici, ma un recente studio ha rivelato che le sostanze che contengono, una volta finite dei fiumi finiscono col danneggiare il microecosistema fluviale.

Chi soffre della fastidiosa allergia, soprattutto in questa stagione, sa che gli antistaminici sono indispensabili ma anche loro, come molti altri farmaci e cosmetici, hanno delle conseguenze negative sull’ambiente ed in particolare sul microecosistema fluviale, mettono a rischio la salute dei fiumi, come hanno rivelato recenti ricerche.

Lo studio è stato effettuato dal Cary Institute of Ecosystem Studies di Millbrook, è emerso che antibiotici, analgesici, stimolanti e antistaminici sono dannosi per il biofilm che si forma sulle rocce e sui sassi dei fiumi. Potrà sembrare un dettaglio trascurabile, se non fosse che proprio quel biofilm migliora la qualità delle acque ed è fonte di nutrimento per gli invertebrati. Dagli studi è emerso anche che l’antistaminico più dannoso è la difenidramina, che riduce del 99 per cento l’attività di fotosintesi delle alghe e cambia anche la tipologia dei batteri presenti.

Uno dei problemi principali è il fatto che queste sostanze si diluiscono molto facilmente, pertanto spesso non riescono ad essere filtrate nemmeno dai depuratori e le acque risultano contaminate da sostanze chimiche e residui farmaceutici. L’Europa ancora deve compiere dei passi in avanti per quanto riguarda le precauzioni da prendere in tal senso, non bisogna sottovalutare l’importanza del microecosistema che subisce le conseguenze della presenza di sostanze chimiche nelle acque: come già detto il biofilm è cibo per gli invertebrati che, seguendo la catena alimentare, a loro volta sono cibo per animali di taglia più grossa. Distruggendo un piccolo ecosistema, non si fa altro che scatenare una reazione a catena, per l’appunto, che potrebbe avere anche conseguenze inattese.

Photo Credits | Thinkstock

 

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