Cinghiali radioattivi, secondo Legambiente Chernobyl la causa più probabile

di Redazione 210 views0

I cinghiali radioattivi della Valsesia secondo Legambiente dovrebbero la loro contaminazione all‘incidente di Chernobyl, secondo gli ambientalisti a oggi ancora la causa più plausibile per una simile scoperta.

I famosi cinghiali risultati radioattivi alle analisi, su cui continuano gli studiosi ad avanzare ipotesi riguardo alla causa della contaminazione, sarebbero divenuti tali in seguito all’incidente di Chernobyl avvenuto nell’ormai lontano 1986, secondo gli esperti di Legambiente, che contrastano l’ipotesi di una causa locale per la radioattività da cesio 137 sulla base del fatto che gli esemplari contaminati siano stati ritrovati concentrati nella Valsesia.

A parlare è stato Giampiero Godio di Legambiente Piemonte, che ha enucleato il suo pensiero in alcune righe:

Spostandosi sull’Italia, la nube radioattiva di Cernobyl ha interessato, in quei giorni, i territori in cui piove di più, cioè la montagna più che la pianura. La pioggia cade a chiazze e, quindi, ci sono aree contaminate distribuite a macchia di leopardo sull’arco alpino, mentre in pianura è piovuto poco, come avviene sempre.

Occorre quindi, secondo Godio, fare attenzione a valutare tutti i vari fattori che possono essere intervenuti nel processo di contaminazione. Continua infatti l’ambientalista

Quindi è vero che la contaminazione media dei cinghiali, o dei funghi e dei vegetali, è bassa se si considera l’intero Piemonte o l’Italia, ma si parla della media; se si potesse invece analizzare la contaminazione in quelle aree interessate dalla pioggia nei giorni subito dopo Cernobyl, allora lì si troverebbero valori più elevati, come ha dimostrato l’Arparilevando la contaminazione al suolo, riassunta in una cartina che mostra chiazze rosse sull’arco alpino piemontese e blu in pianura.

Cosa fare, quindi, per sciogliere i dubbi in merito alle cause della contaminazione dei cinghiali? Legambiente propone analisi molto dettagliate su animali provenienti da tutta una serie di sottozone, poiché per altro rilevare la contaminazione per aree è decisamente più semplice per i vegetali che per gli animali, dato che alcuni (tra cui i cinghiali) possono spostarsi per tratte sorprendentemente lunghe.

Photo credits | mindseye su Flickr

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