Il Giappone pensa ad un futuro con le rinnovabili

di Elide 141 views1

Mentre la lotta contro il nucleare si fa sempre più aspra, il Giappone progetta un futuro basato sulle energie rinnovabili, progetto che dovrebbero seguire tutti i Paesi del mondo, soprattutto in vista del tanto temuto 2020. Il Giappone, inoltre, negli ultimi anni sta affrontando tutti i problemi più gravi relativi al nucleare, nel suo futuro ci sarà invece l’energia solare.

Nel marzo 2011, il Giappone doveva affrontare il disastro di Fukushima, del quale si avvertiranno i danni e le conseguenze ancora per molti anni. Per questo motivo il Governo nipponico intende cambiare l’approvvigionamento energetico del Paese, immaginando un futuro su basi sostenibili.

Attualmente solamente uno dei 54 reattori nucleari è in uso, dopo il disastro dello scorso anno il Giappone ha deciso di dare un taglio netto al nucleare, nonostante le conseguenze a livello economico si siano fatte sentire pesantemente, soprattutto perché si è resa necessaria l’importazione dall’estero.

Il Governo di Tokyo, per ovviare a questo problema, ha deciso di investire 25 miliardi di yen per dare vita ad un impianto solare da 70 megawatt, che diventerà il più grande mai realizzato in Giappone e che occuperà ben 127 ettari di terreni a Kagoshima. Saranno installati quasi 300mila pannelli solari, che saranno utili a 22mila nuclei familiari, un numero davvero interessante di persone che potranno abbattere i costi energetici, utilizzando tra l’altro energie pulite.

Ovviamente il progetto non potrà dare i suoi frutti nell’immediato, il Giappone prima di tutto deve fare i conti con il disastro di Fukushima, i danni si ripercuoteranno sul Paese e la popolazione ancora per molto, ma l’idea del Governo di guardare alle energie pulite, alle rinnovabili, è assolutamente un esempio da seguire. Il nucleare non è la soluzione energetica, sfruttare le risorse offerte dalla natura stessa comporta molti rischi in meno, abbatte i costi nel lungo periodo e di certo abbatte notevolmente le emissioni.

Photo Credits | Thinkstock

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