Il riscaldamento climatico potrebbe limitare la crescita economica della Cina

di Redazione 27 views0

Il riscaldamento climatico minaccia la prosperità della Cina limitandone i raccolti, riducendo la portata dei suoi corsi d’acqua e provocando siccità ed inondazioni- Sono le conclusioni del Secondo rapporto nazionale di valutazione sui cambiamenti climatici voluto dal governo cinese.

Il paese rappresenta la seconda economia mondiale ed è già oggi il primo paese come emissioni di gas ad effetto serra – nel 2010, hanno raggiunto gli 8,3 miliardi di tonnellate di CO2. E secondo il rapporto le emissioni di CO2 cinesi inizieranno a diminuire solo dopo il 2030, ed in seguito inizieranno a ridursi sensibilmente solo dopo la metà del ventunesimo secolo.

Per questo la temperatura media della Cina potrebbe aumentare, entro la fine del secolo, di valori compresi tra i 2,5 e i 4,6 gradi centigradi – in rapporto alla media del periodo 1961-1990. Per questo le precipitazioni si concentreranno sempre più nelle stagioni delle piogge – ovvero l’estate e l’autunno – e inondazioni e siccità dovrebbero essere sempre più frequenti.

Gli effetti potenziali saranno devastanti: la produzione cerealicola della Cina potrebbe diminuire di una percentuale compresa tra il 5 ed il 20% entro il 2050. Una tale diminuzione – secondo il rapporto – potrebbe comunque essere evitata con un miglioramento delle pratiche agricole, o una maggiore irrigazione – nei posti dove ci sarà l’acqua -, o un uso più massiccio di fertilizzanti.

Insomma una minaccia per la sicurezza alimentare cinese. Al quadro bisogna aggiungere altri dati: entro il 2050 otto province su 31 dovranno confrontarsi con gravi problemi per quanto riguarda l’approvigionamento d’acqua, e altre dieci dovranno sopportare problemi simili ma meno gravi. Dagli anni cinquanta, più dell’82% dei ghiacciai in territorio cinese – in particolare quelli tibetani – si stanno ritirando, a un ritmo che aumenta a partire dagli anni novanta.

Il riscaldamento climatico potrebbe avere un impatto particolare sulle zone più sviluppate del paese perché sarabbero vulnerabili ai tifoni ed alle inondazioni – che ovviamente dovrebbero aumentare in numero e forza a causa del riscaldamento climatico.

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