Rachel Beckwith: la bambina che donava la paghetta per i pozzi africani

di Redazione 65 views0

Si chiamava Rachel Beckwith, era una ragazzina come tante ma era anche speciale, perché anche se piccola, le stava a cuore la causa della costruzione dei pozzi per l’acqua potabile che avrebbe aiutato tanti bambini africani. Rachel era così sensibile sull’argomento che aveva deciso di donare la sua paghetta all’ONG Charity: water, diventando un esempio anche per tutti quegli adulti che spesso e volentieri preferiscono guardare da tutt’altra parte, pur di non pensare a chi ha bisogno d’aiuto.

La piccola Rachel se n’è andata lasciando proprio questo esempio di grande sensibilità, il suo messaggio è stato recepito e nell’arco di pochissimo tempo, le donazioni hanno raggiunto un milione di dollari. Ben più della semplice paghetta di una bambina ancora intenta a giocare e a sognare il suo futuro.

Rachel Beckwith aveva le idee chiare sul modo in cui aiutare il prossimo: oltre alle donazioni per la costruzione di pozzi in alcuni villaggi del Congo e dell’India, la bambina si era preoccupata anche dei bambini malati di cancro, donando i suoi capelli ad un’associazione che li avrebbe utilizzati per fare delle parrucche, la Lock of Love.

Un esempio da seguire, quello di una bambina che evidentemente è cresciuta in un ambiente familiare attivo ed in grado di prendersi cura del prossimo, anche con poco, anche con soli 9 dollari. La bambina per il suo compleanno, infatti, aveva chiesto ad amici e parenti di non farle il regalo, ma di donare i soldi all’associazione per aiutare i bimbi africani. E’ un vero peccato, però, che sia stata “necessaria” la morte di una ragazzina per dare una scossa alle coscienze dei più grandi e che le donazioni abbiano preso il volo solamente dopo aver ascoltato una storia commovente.

Che Rachel possa riposare in pace, e che molti altri come lei, grandi e piccini, abbiano a cuore le condizioni dei più deboli e dei più poveri e che possano spendere qualche tempo per aiutare l’ambiente e le popolazioni in difficoltà. Dopotutto basta poco, Rachel ha donato solo nove dollari, ma il suo gesto è stato colossale, un esempio di grande solidarietà.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>