Mobilità sostenibile: in Toscana si testano i motori a idrogeno

di Redazione 159 views0

Toscana regione all’avanguardia sulla mobilità sostenibile: non è una novità che le “terre di mezzo” toscane fossero in prima fila per il taglio delle emissioni di Co2, tant’è che da tempo la Toscana si è candidata a diventare la prima regione verde d’Italia. E oggi aggiunge un altro tassello importante al quadro della sostenibilità ambientale. Con il Progetto H2 Filiera Idrogeno, infatti, la Regione di candida per fare da progetto pilota verso lo sviluppo e il test dei motori a idrogeno. La tecnologia è stata interamente ideata e prodotta nella regione, con l’obiettivo di raggiungere presto l’obiettivo della mobilità sostenibile e non inquinante in tutte le città toscane.

Il convegno – organizzato dalla Università di Pisa con Regione Toscana e Ministero dello Sviluppo Economico – presenta i primi risultati di una ricerca che nel 2008 Regione Toscana, con finanziamento Cipe, affidò all’ateneo pisano e che è stata svolta anche in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna.

IL PROGETTO H2 FILIERA IDROGENO

Il progetto si propone di studiare lo sviluppo e la produzione di macchine e mezzi di trasporto alimentati a idrogeno. Alla ricerca prendono parte circa 70 persone in uno studio che durerà fino alla fine del 2011 e che terminerà con la messa in strada di un’auto a idrogeno che supererà tecnologicamente quelle già sperimentate e prodotte fin’ora. Infatti, la ricerca prevede l’utilizzo di celle di alimentazione che utilizzano l’idrogeno per produrre energia elettrica in modo pulito.

Se la sperimentazione del Progetto H2 Filiera Idrogeno andrà a buon fine, i motori saranno montati sulle vetture ZEV (Zero Emission Vehicles). Del resto, le iniziative e la concorrenza in tema di mobilità sostenibile sembra essersi fatta stringente e anche le iniziative delle case automobilistiche si moltiplicano in tal senso tentando di invogliare i futuri consumatori a spostare le proprie preferenze verso i veicoli a emissioni zero… con la speranza che un po’ di sana concorrenza aiuti (noi e l’ambiente)!

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