Energia sostenibile: parte Alterenergy, il progetto mediterraneo per le energie pulite

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E’ stato approvato a Venezia il Progetto Strategico Alterenergy, guidato dalla Regione Puglia, Servizio Mediterraneo, nell’ambito del Programma Cbc Ipa Adriatico 2007-2013: Alterenergy, che prevede il coinvolgimento di tutte le regioni adriatiche italiane, dell’Albania (co-promotore dell’iniziativa) e di Slovenia, Bosnia, Croazia, Serbia, Montenegro e Grecia, e’ un progetto finalizzato alla definizione di una comunita’ adriatica dell’energia sostenibile.

Alterenergy
L’approvazione – si sottolinea in una nota della Regione Puglia – e’ un successo per la delegazione pugliese guidata dal direttore dell’Area Organizzazione della Regione Puglia, Bernardo Notarangelo: dopo un lungo lavoro di preparazione dei contenuti progettuali e di definizione del complesso partenariato, il Progetto Strategico Alterenergy e’ stato ufficialmente ammesso a finanziamento dal Comitato di Sorveglianza del Programma di Cooperazione Territoriale IPA Adriatico, riunitosi a Venezia ieri e oggi.

Un piano per lo sviluppo delle energie pulite
Ad affiancare la delegazione regionale dal punto di vista tecnico e scientifico, l’Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione (Arti), che ha contribuito alla definizione dell’iniziativa progettuale e che sosterra’ il Servizio Mediterraneo nella realizzazione dell’iniziativa per i prossimi quattro anni.
”Ambizione” del progetto e’ incidere a livello istituzionale, politico, tecnico e scientifico sulla capacita’ di pianificazione e sviluppo energetico territoriale adriatico.
Alterenergy realizzera’ anche interventi pilota sulle piccole comunita’ che sono tipiche dell’arco adriatico, promuovendone lo sviluppo, la sostenibilita’ e l’efficienza energetica.

Un progetto che unisce
Sono particolarmente soddisfatta – ha commentato l’assessore regionale al Mediterraneo, Silvia Godelli – di questo importante risultato dell’iniziativa della Regione Puglia in materia di strategie per lo sviluppo integrato dell’area adriatica. In un momento in cui nel Mediterraneo le tensioni sono altissime, i successi della nostra Regione mostrano come realizzare cooperazione e politiche di integrazione a sostegno dello sviluppo comune e dei destini della democrazia nel bacino adriatico-mediterraneo possa rivelarsi molto piu’ efficace dei rombi di cannone e dei rimpatri forzati dei profughi”.

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