Le lucertole si evolvono in fretta per sopravvivere alle formiche rosse

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 Lunghe gambe e comportamento incostante sono tratti evolutivi recentemente sviluppati dalle lucertole delle praterie nel sudest statunitense per coesistere alle letali ed invasive formiche rosse. Lo dice un nuovo studio scientifico attraverso le pagine del National Geographic.
Gli esperti sono convinti che queste nuove scoperte potrebbero alimentare le speranze per le specie i cui habitat stanno rapidamente cambiando a causa dei cambiamenti climatici.
Insomma, i catastrofisti che paventano estinzioni di massa forse non hanno fatto i conti con la capacità di adattamento e la rapida evoluzione di questi animali in risposta alle difficoltà imposte dall’ habitat.

Secondo la studiosa Tracy Langkilde, una biologa del Pennsylvania State University, il veleno contenuto nelle mandibole di 12 formiche rosse possono uccidere una lucertola della prateria lunga otto centimetri in un minuto. Le formiche sono note per spolpare animali grandi come vitelli fino all’ osso. Ma alcune lucertole scattano velocemente e abbandonano la scena prima che le formiche attacchino. Si tratta di un comportamento difensivo che fa spargere le formiche prima che possano arrampicarsi sulla lucertola e affondare le mandibole nella morbida pelle sotto di loro.
La scoperta, secondo la dottoressa Langkilde, è la prova di una rapida risposta evolutiva alle formiche rosse.

LA SOPRAVVIVENZA DEL PIU’ ADATTO
Le formiche rosse furono introdotte accidentalmente negli Stati Uniti dal Sud America nel 1930, probabilmente attraverso i porti commerciali in Alabama. Senza un metodo per il controllo della popolazione, gli scienziati credono che le formiche rosse – che non hanno predatori naturali negli Stati Uniti – avrebbero colonizzato più del 50% della superficie della Terra, tanto più che le formiche rosse erano state combattute dal Governo attraverso l’ introduzione di farfalle.
La langkilde spiega dunque che i lunghi arti posteriori sembrano aiutare le lucertole a scattare e scappare via più efficacemente. La scienziata ha studiato le lucertole adulte provenienti da quattro popolazioni e ha trovato che gli arti lunghi e la tendenza a scattare erano via via più comuni nel siti dove le lucertole coesistevano a lungo con le formiche rosse.

In un esperimento condotto in un sito popolato da formiche rosse in Arkansas, per esempio, meno della metà delle lucertole rispondeva quando esposte agli insetti velenosi. La maggior parte se ne stava seduta immobile, sperando che le formiche se ne andassero via. Le lucertole erano rimosse prima che fossero attaccate, assicura la Langkilde.
Nel frattempo andammo in Alabama – prosegue la scienziata –, dove le formiche rosse circolano da tanto tempo (68 anni), e circa metà della popolazione di lucertole rispose“.
Le gambe di questa popolazione erano più lunghe.

Ma non è tutto: studiando le popolazioni di lucertole appena nate, la Langkilde ha notato che le zampe posteriori più lunghe sono prevalenti alla nascita nelle lucertole esposte alle formiche rosse. Questo indicherebbe un adattamento evolutivo e non una risposta ad un habitat come avviene in alcune specie di lucertola.
La lunghezza delle gambe è stata probabilmente selezionata perché fornisce alle lucertole un maggior punto di leva per scrollarsi di dosso le formiche e abbandonare la scena più in fretta.
Lo studio completo della Langkilde è stato pubblicato in gennaio sulla rivista Ecology.

LA SORPRESA DELLE BABY-LUCERTOLE
La Langkilde ha anche tentato di determinare se il comportamento delle lucertole è appreso o se si tratti invece di una risposta evolutiva.
Se il comportamento “scatta e scappa” fosse appreso – ipotizza la scienziata – le giovani lucertole non risponderebbero in questo modo nei siti liberi da formiche rosse. Se il comportamento fosse evolutivo, risponderebbero solo le lucertoline dei siti invasi dalle formiche.

Naturalmente la scienza è scienza e non ottieni mai ciò che ti aspetti – ha detto la Langkilde -: tutte le piccole lucertole hanno risposto in ogni caso“.
Potrebbe essere che tutte le giovani lucertole rispondono alle formiche perché, ad esempio, le formiche le spaventano. Le lucertole in luoghi non invasi dalle formiche, finiscono però di comportarsi così quando maturano, perché le loro dimensioni adulte riescono a provvedere una sufficiente protezione. In più, il comportamento di scattare e scappare potrebbe rendere visibili le lucertole scure, ben mimetizzate, ad altri predatori.
Tuttavia, quando le formiche sono state introdotte, solo le lucertole che hanno mantenuto questo comportamento anche da adulte sono sopravvissute, e così debbono aver passato alla propria prole i loro geni – ipotizza la Langkilde.

UNA RAPIDA RISPOSTA EVOLUTIVA
Duncan Irschick è un biologo all’ Università del Massachusetts ad Amherst che utilizza le lucertole come modello per studiare l’ evoluzione. Anch’ egli dice che la ricerca della Langkilde sia una dimostrazione che questi siano tratti evolutivi. Soprattutto, la scoperta evidenzia l’ abilità dell’ organismo di adattarsi ai cambiamenti ambientali al di là del loro controllo, aggiunge.

Questa, per Irschick, sarebbe una speranza per le specie, che possono evolversi rapidamente per affrontare nuove sfide.

Della stessa opinione è Sharon Strauss, professoressa in evoluzione ed ecologia all’ Università della California, a Davis.
Il passo dell’ evoluzione, secondo la Strauss, dipende da quanto forte è la selezione e dalla possibilità di una variazione genetica nella popolazione che permette l’adattamento.

Per aiutare le specie ad adattarsi ai cambiamenti ambientali, dobbiamo fare in modo che le popolazioni abbiano abbastanza varietà e diversità genetica in modo che possano evolversi – conclude la Langkilde.

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