Progettare a basso impatto ambientale. Un imperativo per tutti i settori ma che coinvolge in particolar modo il settore delle costruzioni. Cresce quindi l’attenzione al costruire ecologico e ai concetti di bioedilizia. Il ruolo dei materiali da costruzione nei confronti della sostenibilità̀, e in particolare dei problemi energetici, è infatti determinante. E sul versante energetico una soluzione potrebbe essere il calcestruzzo che trova impiego in vari tipi di applicazioni. In particolare, negli edifici, è molto utilizzato per le pareti esterne ed interne, per i pavimenti contro terra o ai piani, per gli elementi strutturali (travi, pilastri e solai) e per le tegole per le coperture.
IL SUCCESSO DEL CALCESTRUZZO
Le ragioni principali del successo del calcestruzzo, come materiale da costruzione, sono sempre state la sua durabilità e versatilità, ma ultimamente è stato considerato anche per le sue peculiari caratteristiche termiche.
Come testimonia l’ultimo rapporto di sostenibilità pubblicato da Holcim (Italia) che trova in questo materiale, realizzato con cemento e aggregati, la risposta ai problemi legati all’efficienza energetica. Il calcestruzzo, infatti, è caratterizzato da un’elevata massa termica che garantisce la sua capacità di immagazzinare calore che viene poi rilasciato progressivamente: riscalda l’ambiente durante l’inverno e raffredda d’estate. Stabilizzando così sia il clima che le oscillazioni di temperatura all’interno dell’edificio. Un enorme vantaggio che permette di ridurre il consumo di energia utilizzata per il riscaldamento tra il 2 e il 15%. Mentre per il raffrescamento la riduzione è del 50% se abbinata ad impianti di condizionamento e ad una ventilazione naturale. Questo ovviamente porta ad un abbattimento dei costi e delle emissioni di Co2.