Mangiare a chilometri zero è diventato un simbolo di qualità e di tradizione, oltre che di eco-sostenibilità. Ma quest’anno si va oltre, con il gelato a chilometri zero, la vera tendenza in fatto di gusti dell’estate 2011. Così ecco che a Lecco si ha il gelato alle pesche tabacchiere o al gelso rosso, gusti che sono reperibili solo in alcuni mesi l’anno e dunque legati al ciclo delle stagioni. Oppure, in Trentino, ecco che si vede il gelato alla Sacher-torte o la Torta foresta Nera…
Ma non è solo il gusto del gelato ad essere eco-sostenibile e tipico: anche le altre materie prime sono rigorosamente di provenienza locale e di qualità: dal latte che viene dagli alpeggi delle vallate limitrofe e da mucche che pascolano libere sino alla frutta che cresce nei frutteti locali.

La campagna romana offrirà i suoi prodotti in pieno centro di Roma, tra le rovine dei Fori Imperiali e quelle del Circo Massimo. Ieri è stato inaugurato, presso l’ ex mercato ebraico del pesce a via San Teodoro, il primo farmer’ s market al coperto voluto da Coldiretti per continuare la diffusione di un fenomeno, quello della spesa dal contadino, che ha già conquistato il 60% degli italiani.
Carni, vino, pesce… ma ormai anche prodotti meno pregiati come le patate, lo yogurt, viaggiano come e più degli uomini. Nessuno ha l’ interesse a svelare i chilometri che stanno dietro questi cibi. Se per i prodotti tipici la distanza è un plus (l’ etichetta ne racconta l’ origine lontana come una carta d’ identità da mostrare con orgoglio), il cibo “normale” che, a nostra insaputa, ha percorso migliaia di chilometri per essere al mattino sui banchi del mercato, sembra viaggiare a volto coperto.