“Alla fine di questa legislatura metteremo la prima pietra del nucleare per arrivare entro il 2018/2020 ad avere il primo chilowattora prodotto con energia nucleare nel nostro Paese“. Lo ha annunciato qualche giorno fa il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola intervenendo a La telefonata su Canale5.
Il ministro ha ribadito che questo avviene “nell’ interesse dei cittadini e delle imprese italiane. Nonostante le difficoltà e i trabocchetti che ogni giorno troviamo, noi – ha detto – paghiamo l’energia il 30% in più degli altri paesi. Abbiamo bisogno di difendere l’ ambiente. Dobbiamo rientrare nel nucleare in tempi veloci. Lo facciamo tutti i giorni con grande impegno per rispettare la tabella di marcia”.
Ma da Legambiente parte il contrattacco: “Basta con i proclami, il Governo dica esattamente dove vorrebbe costruire le centrali“.
Enel sbandiera i dati di un sondaggio tenutosi a un seminario in Francia, annunciando trionfante che il 40% degli italiani é favorevole alla costruzione di centrali nucleari (il 12% è molto favorevole, il 28% lo è abbastanza). Forse dimentica che se il 40% si dice favorevole, un 60% rimanente (la netta maggioranza) è per forza contrario…
Gli esperti di Enel considerano “un obiettivo realistico” l’ ingresso in servizio della prima centrale nucleare in Italia il primo luglio 2020. Poi ogni 18 mesi l’ avvio degli altri reattori del progetto per il nucleare in Italia di Enel con l’ alleata francese Edf. La selezione del primo sito è attesa per il 10 ottobre 2010, dopo la pubblicazione dei criteri per la scelta, attesi non prima del prossimo luglio. La prima colata di calcestruzzo per l’ edificio del reattore è prevista per il 9 luglio 2015.
Di fronte a certe notizie viene da chiedersi dove stia la green economy… Italia e Stati Uniti firmano infatti un accordo sulla cooperazione nucleare. L’ obiettivo dell ‘intesa, che è stata firmata a Washington dal ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, e dal segretario Usa all’ Energia, Steven Chu, é quello di istituire un quadro per la collaborazione fra le Parti sulla ricerca e lo sviluppo per migliorare i costi, la sicurezza, il ciclo dei rifiuti e la resistenza alla proliferazione dei sistemi per l’ energia nucleare per usi civili. Le attività di cooperazione svolte nell’ ambito dell’ accordo riguardano esclusivamente gli impieghi pacifici dell’ energia nucleare. Anche le tecnologie nucleari sensibili, come ad esempio l’ arricchimento dell’uranio, sono specificamente escluse dall’ oggetto della cooperazione.E meno male…
La Corea del Nord “si oppone e denuncia” la nuova risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ Onu e afferma che produrrà nuove armi nucleari. Con un voto all’unanimità il Consiglio ha rafforzato le sanzioni contro Pyongyang a seguito dei test missilistici e nucleare condotti nelle scorse settimane.
“Due esplosioni, una dietro l’ altra, la notte del 26 aprile 1986 al reattore della quarta unità di Cernobyl. 11 miliardi di miliardi di Bequerel la radioattività rilasciata dalle esplosioni, un valore 30 miliardi di volte superiore alla dose massima utilizzata per terapie radiologiche di tumori, con 6 pompieri, 24 dipendenti e 31 liquidatori morti quasi subito per effetto delle radiazioni immediate e un numero difficilmente quantificabile di vittime per gli effetti a lungo termine di quelle assorbite“. Comincia così il ricordo che Legambiente fa della catastrofe più grave della storia del nucleare civile all’ approssimarsi del suo 23/mo anniversario.
Ambientalisti, politici e personalità della cultura scendono in campo per contrastare le politiche governative in tema di energia e rilanciare la battaglia contro il nucleare. Si e’ costituita cosi’ a Roma, l’associazione “Sì alle energie rinnovabili No al nucleare”, nata dall’ appello lanciato alcuni mesi fa dall’ omonimo comitato, con l’ obiettivo di incentivare l’ utilizzo delle fonti di energia rinnovabili e di contrastare la scelta della reintroduzione in Italia dell’ energia nucleare.
Si spegne in Germania il reattore nucleare più vecchio del Paese ma, se i conservatori della cancelliera Angela Merkel (Cdu) vinceranno le prossime elezioni, con tutta probabilità il nuovo governo riprenderà la strada dell’ energia atomica abbandonata ai tempi dell’ ex cancelliere Gerhard Schroeder: nel frattempo, i grandi gruppi tedeschi vanno all’ estero in cerca di alleanze. Durante il governo Schroeder, infatti, è stato deciso che la Germania – che ha ancora 17 impianti attivi – uscirà completamente dal nucleare entro il 2021. L’Esecutivo della Merkel ha mantenuto il piano, ma le cose potrebbero cambiare radicalmente dopo le politiche di settembre se il nuovo governo vedrà i socialdemocratici (Spd) – contrari a questa forma di energia – in minoranza. Dalla fine della scorsa settimana, intanto, la regione Assia si trova senza energia atomica.Venerdì scorso, infatti, le autorità hanno spento il reattore A dell’ impianto di Biblis, il più vecchio del Paese, costruito nel 1974, dopo avere chiuso il reattore B (del 1976) il mese scorso.
Quattro centrali nucleari in Italia. La prima funzionante dal 2020. Ecco cosa c’ è sul piatto della bilancia con la firma dell’ accordo italo-francese di ieri. Dopo essersi salutati domenica al G4 di Berlino, il premier italiano Silvio Berlusconi ed il presidente francese Nicolas Sarkozy si sono rivisti ieri a Roma, per il secondo summit Italia-Francia. L’ incontro è avvenuto a poco più di un anno di distanza dal vertice di Nizza (nel novembre 2007), nel quale venne siglata la pax elettrica tra i due Paesi, con la firma di due accordi sul nucleare e la rete elettrica. Roma e Parigi tornano ora a siglare un’ altra intesa sul nucleare. Con la firma del nuovo protocollo, Enel, che già collabora con la francese Edf, aumenterà la sua partecipazione al nucleare francese con la realizzazione del secondo reattore di nuova generazione, Epr.