Le certificazioni biologiche e i prodotti bio

 Chi stabilisce e chicontrolla se un’ azienda produce secondo le regole del biologico? Alcuni enti autorizzati dal ministero dell’ Agricoltura. In Italia sono 14: icea, Bioagricert, Imc, Bios, Q.C.&I., Ccpb, Codex, Ecocert Italia, Suolo e Salute più altri cinque in attesa di accreditamento come Abc, Sidel, Anccp, Biozoo ed Ecosystem International.

Per sapere se un alimento è biologico, cercate questi nomi sull’ etichetta del prodotto, assieme al logo con cui l’ Unione Europea certifica il bio (la spiga di grano gialla in campo azzurro, circondata dalle stelle dell’ UE.

COSA SONO I PRODOTTI BIO?

Dopo una lunga battaglia la legge europea riconosce e autorizza oggi come prodotti bio quelli che per almeno il 95% sono costituiti da ingredienti da agricoltura organica.
In caso contrario, sull’ etichetta troverete la dicitura “di origine biologica” soltanto per alcuni ingredienti oppure la scritta “prodotto in conversione”.

L’ agricoltura biologica

 E’ il metodo di agricoltura naturale più diffuso, nel mondo ma soprattutto in Italia. Siamo tra i primi Paesi per superficie agricola coltivata secondo il “bio”: oltre un milione di ettari certificati, un sesto del totale europeo. Tra le coltivazioni più diffuse ci sono riso, mais, grano tenero, orzo, segale e farro, e poi verdure, viti, alberi da frutto e olivi.
Anche i consumatori sono in crescita: nel 2006 il commercio di prodotti biologici confezionati ha superato i 310 milioni di euro di fatturato, di cui circa 200 relativi al Nord Italia.

IL BIO IN LOMBARDIA
In Lombardia, dove la superficie bio coltivata è di circa 23 mila ettari, nel 2008 risultavano registrati 1268 operatori biologici. In testa fra le province con più aziende biologiche Pavia, che ne ha oltre 200, e poi a seguire Brescia, Milano, Como, Bergamo e Mantova.

Quanti chilometri nel piatto? Il cibo a chilometri zero

 Carni, vino, pesce… ma ormai anche prodotti meno pregiati come le patate, lo yogurt, viaggiano come e più degli uomini. Nessuno ha l’ interesse a svelare i chilometri che stanno dietro questi cibi. Se per i prodotti tipici la distanza è un plus (l’ etichetta ne racconta l’ origine lontana come una carta d’ identità da mostrare con orgoglio), il cibo “normale” che, a nostra insaputa, ha percorso migliaia di chilometri per essere al mattino sui banchi del mercato, sembra viaggiare a volto coperto.
Volete frutta e verdura fuori stagione? Eccole, hanno il costo che hanno. E non si tratta del solo costo economico.

LA FRUTTA INQUINA… SE VIAGGIA

Per viaggiare, anche la frutta inquina. Ma proprio perché la dimensione del fenomeno resta in buona parte nascosta, i danni causati da una logistica sempre più discutibile ci sfuggono, così come il danno ecologico che ne deriva.

Protocollo di Kyoto: cos’ è e cosa dice

 Il protocollo di Kyōto è un trattato internazionale in materia ambientale riguardante il riscaldamento globale, sottoscritto nella città giapponese di Kyōto l’ 11 dicembre 1997 da più di 160 paesi, in occasione della Conferenza COP3 della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC). Il trattato è entrato in vigore il 16 febbraio 2005, dopo la ratifica anche da parte della Russia.

LA RIDUZIONE DELLE EMISSIONI INQUINANTI
Il trattato prevede l’ obbligo in capo ai paesi industrializzati di operare una riduzione delle emissioni di elementi inquinanti (biossido di carbonio ed altri cinque gas serra, ovvero metano, ossido di diazoto, idrofluorocarburi, perfluorocarburi ed esafluoruro di zolfo) in una misura non inferiore al 5% rispetto alle emissioni registrate nel 1990 — considerato come anno base — nel periodo 2008-2012.

IL MECCANISMO DI SVILUPPO PULITO

Il protocollo di Kyōto prevede il ricorso a meccanismi di mercato, i cosiddetti Meccanismi Flessibili; il principale meccanismo è il Meccanismo di Sviluppo Pulito. L’ obiettivo dei Meccanismi Flessibili è di ridurre le emissioni al costo minimo possibile; in altre parole, a massimizzare le riduzioni ottenibili a parità di investimento.

Pulizie ecosostenibili: un programma per detergenti più green

 L’ ecosostenibilità conquista le imprese. Ma non solo. Anche istituzioni ed enti pubblici ne sono sempre piu’ catturati. Tanto che ben il 69% di loro è disposto a pagare di più per prodotti green secondo una ricerca di GfK Eurisko che rivela l’attenzione crescente nei confronti della sostenibilità dei prodotti. Ben il 67% degli intervistati, infatti, ritiene che il rispetto ambientale sia un criterio di grande importanza nella scelta dei prodotti per la pulizia e il 69% dichiara che sarebbe disposto a pagare mediamente anche il 18% in più per prodotti sostenibili, ovvero realizzati garantendo il pieno rispetto delle persone e dell’ ambiente.

SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE PULIZIA DELLA CASA
La ricerca, presentata in occasione della Tavola Rotonda sul tema della sostenibilità ambientale organizzata presso la Fiera Pulire da Assocasa, l’ Associazione Nazionale detergenti e specialità per l’ industria e per la casa che fa parte di Federchimica, è stata condotta da GfK Eurisko su un campione di 106 fra imprese private e di pulizia, Istituzioni ed enti pubblici.

L’ Europa e le auto ecologiche: gli incentivi verdi negli stati europei

 Il futuro dell’ auto in Europa sarà ecologico, o non ci sarà futuro. È necessario riorientare il settore in questo senso”. Il programma è chiaro, che per realizzarlo serva un intervento pubblico in grado di “riorientare” le scelte dei consumatori (e quindi le produzioni) è altrettanto evidente.
Le parole sono di pochi giorni fa: le ha pronunciate lo scorso 4 febbraio il commissario europeo alle Imprese, Guenter Verheugen.
Mentre il governo italiano varava il decreto per rinnovare la pratica delle rottamazioni auto (tentando così di risollevare il settore più duramente colpito dalla crisi, con un calo di produzione del 37% nell’ ultimo periodo) e degli incentivi per l’ acquisto di veicoli ecocompatibili (sono previsti bonus per chi compra auto a Gpl o metano, oltre all’ unatantum per chi rottama un’auto Euro 0, 1 o 2, purché immatricolata entro il 31 dicembre 1999), il vicepremier ceco Alexandr Vondra chiedeva l’ adozione di “un piano coordinato a livello europeo” per garantire la ripresa dei consumi e il ricambio generazionale del parco auto continentale.

Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.