Dossier Mal’ aria di Legambiente: maglia nera alle acciaierie Ilva di Taranto

 Il complesso industriale più inquinante d’ Italia è l’ acciaieria Ilva di Taranto. Lo dice Legambiente nel dossier Mal’ aria industriale, nel quale l’ azienda tarantina compare al primo posto in ben 10 delle 14 classifiche stilate.
Secondo i dati emersi dall’inventario nazionale delle emissioni dell’ Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) sulla base dei dati del 2006, lo stabilimento siderurgico Ilva avrebbe immesso nell’aria 32 tonnellate di idrocarburi policiclici aromatici (il 95% del totale nazionale), 92 grammi di diossine e furani (92% del totale), 74 tonnellate di piombo (78% del totale) e 1,4 tonnellate di mercurio (57%). Oltre a 540.000 tonnellate di monossido di carbonio (80% del totale).

Ecopass e inquinamento, più controlli: polemiche a Milano

 La qualità dell’ aria non sembra migliorare particolarmente a Milano, né per le concentrazioni di polveri sottili, né per gli strascichi di polemiche che si trascinano sulla gestione comunale dell’ atavico problema dell’ inquinamento nella capitale lombarda.
Tutto è cominciato lo scorso 20 gennaio, quando la Giunta ha confermato la conversione dei titoli giornalieri multipli agevolati – acquistati ma non attivati lo scorso anno – in ingressi singoli a tariffa piena. Chi, infatti, ha acquistato gli ingressi ecopass per il centro cittadino, senza però poterli utilizzare, si è ritrovato con un’ amara sorpresa: gli ingressi scadevano il 31 dicembre 2008 e non sono rimborsabili.

Allarme clima: bruciare gli alberi farà ricrescere le foreste

 Gli alberi, negli Stati Uniti occidentali ed in Canada, muoiono più velocemente di quanto non abbiano mai fatto prima. E non solo muoiono, ma non c’ è una sufficiente ricrescita per sostituire gli esemplari morti, né il numero sufficiente di semi piantati per ripopolare le foreste.
Il tasso di mortalità, che è nell’ ordine naturale dell’ 1%, è in molti casi raddoppiato nell’ arco di un solo ventennio. Secondo uno studio effettuato di recente dal Western Ecological Research Center di Arcata, California, e reso noto dalla rivista britannica Nature, l’ aumento della mortalità sarebbe correlato ai cambiamenti climatici. Una situazione che ha portato ad una possibile drastica soluzione.

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