Ecopannolini per bebé, una scelta che conta per l’ambiente

Anche i pannolini per i bebé ormai stanno diventando più ecosostenibili. Con l’obiettivo di abbattere una grossa fetta di rifiuti urbani. Messi uno sull’altro, i pannolini per i bebé, infatti, coprono oggi, in termini di rifiuti da fonti fossili, una distanza pari a 32 volte quella fra Terra e Luna, pari a 384mila e 400 chilometri, oppure, se affiancati uno all’altro, possono creare una ‘ciambella’ all’equatore spessa 312 giri completi da 40.000 chilometri ciascuno. A voler tagliare l’enorme mole di rifiuti che deriva da questi indumenti usa e getta per bambini è la Wellness Innovation Project (Wip) che ha deciso di puntare sui biopolimeri Mater-Bi, brevettati da Novamont, e di portare sul mercato i primi ecopannolini realizzati con materie prime sostenibili e biodegradabili almeno all’80%.

Ricette vegetariane: spiedini di pane e scamorza

 Se siete alla ricerca di un antipasto caldo, saporito e soprattutto semplice da preparare, gli spiedini di pane e scamorza sono proprio ciò che fa al caso vostro… Ecco come prepararli.

SPIEDINI DI PANE E SCAMORZA
Mettete 12 piccole scamorzine in freezer per 15 minuti. Tagliate una baguette a fette di 1/2 cm di spessore. Spellate due scalogni, tritateli con 30gr di prezzemolo, regolate di sale e pepe e incorporate 7-8 cucchiai di olio.

Tagliate le scamorzine a fette di 1/2 cm di spessore e alternatele sugli spiedini con le fette di spessore e alternatele sugli spiedini con le fette di pane e foglie di salvia.

Raccolta differenziata: i mozziconi di sigaretta sono altamente inquinanti, separiamoli

 Le sostanze inquinanti prodotte da una sigaretta fumata in una stanza sono di gran lunga superiori a quelle rilasciate dai gas di scarico di un’automobile accesa nella stessa stanza. E anche i mozziconi di bionda possono minacciare la salute. Lo spiega all’ADNKRONOS SALUTE Carmine Lombardi, ricercatore dell’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), a margine della giornata di studio ‘L’impatto ambientale del fumo di tabacco. Le cicche di sigaretta: un rifiuto tossico dimenticato’.

L’INQUINAMENTO DA FUMO
Le cicche di sigaretta – spiega Lombardi – contengono sostanze pericolose altamente inquinanti, alcune addirittura radioattive. I pericoli per l’ambiente e per la salute dell’uomo sono molti. Gli organi più a rischio sono naturalmente i polmoni, anche se le particelle particolarmente sottili rilasciate dai mozziconi di sigaretta riescono a penetrare attraverso i polmoni nel sangue, andando così a interferire con le funzioni cardiocircolatorie“.

Riciclo rifiuti: Ferrero recupera gli scarti del packaging

 Gli scarti dei packaging Ferrero verranno trasformarti in carta. Nell’epoca della Green Economy, la nota industria dolciaria di Alba riciclerà gli scarti dei suoi packaging per ricavarne carta sulla quale stampare le proprie pubblicazioni.
Il progetto pilota sarà avviato venerdì nello stabilimento di Rossano Veneto, dove prenderà il via la prima produzione di carta riciclata. ”Si tratta – spiega una nota dell’azienda – di un’idea innovativa che permette, da sempre sensibile al miglioramento della gestione sociale e ambientale, di stampare le numerose pubblicazioni aziendali utilizzando i propri scarti. Ferrero, infatti – prosegue la nota – produce quotidianamente quintali di imballi per i suoi prodotti, da cui provengono, invetabilmente, scarti recuperabili a base di cellulosa“.

Green policies: il pastificio Antonio Amato passa al risparmio energetico con Cofely

 Cofely, la società del gruppo Gdf Suez specializzata in servizi energetici, si è aggiudicata il contratto per la progettazione e gestione di una centrale di trigenerazione della potenza complessiva 2,4 MW che produrrà energia termica da utilizzare nel ciclo industriale di essicazione della pasta per il Pastificio Antonio Amato di Salerno. Nei prossimi due anni, Cofely, si legge in una nota, consentirà all’azienda di ridurre la propria bolletta energetica del 20%, di diminuire il consumo di energia primaria di oltre 1.000 Tep annui e di ridurre le emissioni di CO2 di circa 2.100 tonnellate all’anno.

Cibo a chilometri zero: è boom per gli eco-chef

Preparano pietanze e inventano sapori per deliziare il palato. Ma utilizzando il più possibile i prodotti cosiddetti a chilometri zero, quelli raccolti dal contadino della campagna a due passi da casa. E facendo anche raccolta differenziata in cucina. Sono gli ‘eco-chef‘, i cuochi italiani con un occhio attento all’ambiente, e che sempre più affollano le cucine dei ristoranti su e giù per lo Stivale. Secondo Bio Bank, la banca dati sul bio, infatti, nel 2008 erano 360 i ristoranti bio, con un crescita del 20% rispetto al 2007, 1.178 gli agriturismo che presentavano menù biologici (+18%) e quasi un milione (+6%) i pasti biologici serviti nelle mense scolastiche.

ECO-CHEF
E, tra i primi a seguire la strada della cucina ‘eco’ nel nostro Paese, Igles Corelli, chef pluripremiato anche all’estero e proprietario della Locanda di Tamerice, in provincia di Ferrara. “Ho 54 anni – racconta a LABITALIA Corelli, premiato nel 2006 da Comieco come eco-chef dell’anno – e da quando ne avevo 16 ‘vivo’ in cucina. Un ristorante produce una quantità enorme di schifezze, dagli olii esausti ai tantissimi cartoni, dalle bucce a tanti altri tipi di rifiuti. Io credo che sia necessario riciclare tutto quello che si può. Anche perché io personalmente ho 4 figli, sembra che il mondo finisca con noi, ma in realtà non è così“.

Un logo bio per l’Europa: votate quello che preferite

 C’è tempo fino al 31 gennaio per votare il logo che garantirà sulle confezioni di tutta Europa la provenienza da agricoltura biologica degli ingredienti dei prodotti alimentari in commercio.
Degli oltre 3400 studenti di design provenienti da tutti i 27 paesi membri dell’Unione Europea che hanno partecipato al concorso, la giuria composta da esperti di design, comunicazione e agricoltura biologica ha selezionato tre concorrenti che ora si contendono la finale, ma a decidere quale sarà il vincitore saranno proprio i cittadini europei.

Sostenibilità ambientale: si apre a Bari il Meeting internazionale dei giovani

Non sarà una vetrina né una passerella o uno spot pubblicitario. Lo hanno sottolineato Giorgia Meloni e Nichi Vendola, padrino e madrina del primo Meeting Internazionale dei Giovani che si è aperto oggi a Bari. Si tratta bensì di una fucina di idee e progetti, occasione di condivisione e confronto per costruire un programma di lavoro internazionale per lasciare alle future generazioni un mondo migliore di quello attuale. E’ l’impegno dei 1.500 giovani, provenienti da 163 Paesi del mondo che da oggi fino a giovedì sono riuniti a Bari il primo appuntamento internazionale in vista della celebrazione nell’estate prossima del 2010 come anno dei giovani promosso dalle Nazioni Unite.

LA SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE
Nel capoluogo pugliese tanti ragazzi e tante storie diverse si incontreranno al Meeting internazionali dei giovani per mettere in luce il valore fondamentale dell’impegno di ognuno di noi per un futuro piu’ sostenibile, “persone – ha evidenziato il ministro Meloni- che pur venendo da storie politiche diverse ed essendosi anche combattuti rinunciano alla scorciatoia di criminalizzare l’avversario per costruire insieme una realtà migliore“.

In Francia si piantano i fiori per salvare le api

 Fiori lungo le strade francesi per salvare le api. A primavera, infatti, piante mellifere saranno seminate lungo 250 chilometri di strade per offrire alle api nuove risorse floreali per la loro alimentazione. L’iniziativa è stata presa dal Governo francese che intende così aiutare le api decimate dalle malattie e che devono far fronte ad una notevole diminuzione delle risorse di polline. Presto l’esperimento potrebbe essere esteso a tutta le rete stradale nazionale.
Questo esperimento, che è stato illustrato oggi dal segretario di Stato ai Trasporti, Dominique Bussereau e dal segretario di Stato all’Ecologia, Chantal Jouanno, sarà valutato su un periodo di tre anni per verificare ”l’efficacia della decisione, gli eventuali problemi e per trovare soluzioni adeguate”. L’obiettivo, al termine di quel periodo di esperimento, ”è di estendere il dispositivo all’insieme della rete stradale nazionale che non rientra nel sistema di concessioni (circa 12.000 chilometri) e di farne beneficiare anche le societa’ concessionarie (autostrade, enti locali) che sarebbero interessate ad una simile iniziativa”.

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