Lampedusa, un orto urbano per aiutare l’isola che accoglie i migranti

di Diletta Funaro 99 views0

Lampedusa è nota alle cronache per essere il punto di approdo per numero clandestini. Ma Lampedusa non è solo emergenza, essa infatti è anche una comunità che all’interno della propria quotidianità affronta le difficoltà legate alle distanze degli ospedali e delle continue condizioni avverse del mare che spesso minano la serenità dei cittadini ma che, allo stesso tempo, fornisce un valido aiuto ai migranti.

Di qui nasce il progetto Porto l’orto a Lampedusa, promosso da Terra! Onlus e Legambiente, con l’obiettivo di creare spazi aggregativi, valorizzare le caratteristiche dell’isola ed aiutare la popolazione che da sempre si fa carico di aiutare i migranti.

Lush, una nota azienda cosmetica che produce prodotti fatti a mano con ingredienti solo naturali, ha aderito a questo progetto. Acquistando la crema Charity Pot si potrà sostenere la creazione di un orto urbano sull’isola, basato sulle innovative tecniche agricole, che coinvolgerà circa settanta persone dell’isola.

L’obiettivo è quello di creare una fitta rete sociale e di aggregazione assegnando alla popolazione quindici appezzamenti da coltivare.

Purtroppo l’emergenza clandestini raccontata a gran voce dalla stampa, ha di fatto allontanato moltissimi turisti creando un danno economico ad un’isola che ha ancora molto da offrire.

Il progetto Porto l’orto a Lampedusa, ha due macro obiettivi: uno sociale e l’altro ambientale.

Perché è stata scelta l’isola di Lampedusa?

Molti sono i motivi, tra quali vanno annoverati quelli legati alla riconoscenza nei confronti di tutta la comunità dell’isola, oppure per fa capire che Lampedusa non può essere conosciuta sempre e solo come isola sconvolta dall’emergenza clandestini. Il focus è concentrato anche sulle bellezze naturali dell’isola, sull’importanza dell’agricoltura, ed alla sua vocazione che nel corso degli anni è andata sparendo. Quando le condizioni marittime sono avverse, i supermercati si svuotano quindi occorre anche promuovere l’autosostentamento che farà riscoprire le varietà agricole tipiche dell’isola.

Con questo progetto si vuole donare all’ambiente il giusto riconoscimento di fondamentale macchina sociale sottolineandone l’importanza per uno sviluppo sostenibile.

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