Lawrence Anthony: l’uomo che sussurrava agli elefanti

di Elide 203 views0

Gli elefanti sono famosi per la loro memoria e la loro spiccata sensibilità, ma non tutti sono d’accordo su questi due punti e spesso i pachidermi sono considerati animali particolarmente aggressivi. In realtà lo sono, ma bisognerebbe capire a fondo il perché della loro aggressività. Lawrence Anthony lo aveva fatto, e gli elefanti hanno riconosciuto tutto il lavoro positivo che l’uomo ha compiuto nella sua vita per salvarli.

Ribattezzato, sulla base del libro che aveva scritto, “L’uomo che sussurrava agli elefanti”, Lawrence Anthony si è spento all’età di 61 anni circa due mesi fa. Incredibile ma vero, alla sua morte gli elefanti sono rimasti per due giorni davanti alla sua casa, partecipando alla veglia funebre, a modo loro. Gli elefanti, infatti, non dimenticano e non hanno dimenticato che nel 1991 Anthony li aveva salvati.

All’epoca, infatti, l’uomo aveva salvato un gruppo di elefanti selvatici del Sud Africa che erano considerati pericolosi, la sua capacità era quella di riuscire a comunicare pacificamente con gli animali e riusciva a calmare anche gli esemplari più difficili da gestire. Secondo Lawrence Anthony, l’unico modo per riuscire a mantenere calmi gli elefanti, era stare con loro, sempre, notte e giorno, ed imparare i loro comportamenti ed il loro modo di vivere per riuscire a comunicare. La sua filosofia, difatti, ha funzionato così tanto bene che alla sua morte gli elefanti hanno compiuto un lungo viaggio, arrivando fino alla sua casa. Gli animali si trovavano a circa 12 ore di distanza dall’abitazione dell’uomo, gli esperti continuano a rimanere stupiti da questo comportamento, apparentemente inspiegabile: ma gli elefanti, avendo vissuto a lungo con lui, hanno sicuramente percepito Lawrence come un membro del loro branco, avvertendo anche il pericolo che lo aveva colpito in loro assenza. Questa empatia lega gli animali dello stesso branco tra loro e dimostra che gli elefanti sono in grado di provare dolore, sono quindi estremamente sensibili. Non è la prima volta che ne danno prova, ha fatto il giro del mondo anche la storia di Jenny e Shirley che si sono ritrovate, quasi come fossero due esseri umani, dopo vent’anni, senza più lasciarsi. A separarle è stata la morte di Jenny, per i due giorni successivi Shirley non mangiò e rimase da sola nella foresta. Non si erano dimenticate, e provavano dei sentimenti profondi, anche gli animali hanno un’anima.

Photo Credits | Thinkstock

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>