La prima nave a pannelli solari arriva dal Giappone

di roberto bosio 48 views1

Come molti sanno, i trasporti marittimi hanno un’influenza molto limitata sulle emssioni di anidride carbonica: dovrebbero rappresentare solo il 4% delle emissioni complessive di gas ad effetto serra,

Molto meno delle altre forme di trasporto. Il suo contributo alle emissioni di gas ad effetto serra potrebbe però essere ancora minore. Una prospettiva ainteressante anche perché secondo alcuni studi, tra il 2011 ed il 2050 le emissioni generate dal trasporto marittimo potrebbero aumentare di una percentuale compresa tra il 150 ed il 200%.

E’ ovvio che la riduzione della produzione di gas climalteranti può avvenire grazie ad una più accorta progettazione complessiva delle navi – e quindi di tutte le sue parti, dai sistemi di propulsione ai combustibili.

Ovviamente per ottenere dei risultati più significativi bisogna pensare anche ad altre misure. Come sta cercando di fare la Eco Marine Power – un’azienda giapponese impegnata nello sviluppo, disegno e vendita di soluzioni di propulsione più amichevoli per l’ambiente.

Con il progetto Aquarius System sta sviluppando una nave in grado di sfruttare l’energia solare – grazie ad una serie di pannelli fotovoltaici che possono cambiare orientamento – e pure quella del vento – grazie ad un sistema di vele rigide.

Il tutto dovrebbe essere gestito da un computer che dovrebbe cambiare l’orientamento del sistema integrato di pannelli e vele per gestire al meglio la forza della natura, ed evitare possibili rotture.

Non aspettatevi una soluzione radicale al problema dell’inquinamento ambientale provocato dal trasporto marittimo. Queste soluzioni dovrebbero semplicemente ridurre il consumo dei carburanti in una percentuale compresa tra il 10 ed il 20%.

L’energia prodotta può essere utilizzata anche durante le pause della navigazione, quando la nave è all’ancora in porto. Il progetto non è ancora nelle sue fasi finali – ovvero la commercializzazione dei sistemi di propulsione. Per arrivare in fondo ci vorrà ancora un anno – mese più mese meno. Questo sistema di propulsione dovrebbe essere utilizzato prima su petroliere e cargo, ed in un secondo tempo anche su navi di dimensioni minori come i pescherecci.

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