15 giugno 2011: eclissi di luna e inquinamento luminoso

di Redazione 116 views0

Doveva essere un evento, di quelli non troppo rari ma comunque attesi, visto che la prossima eclissi totale di luna si verificherà soltanto nel 2015. Tuttavia, l’inquinamento luminoso renderà meno spettacolare il fenomeno celeste. Questo sperando, tra l’altro, che il tempo meteorologico, che nulla di buono lascia sperare, conceda un poco di tregua. Lei, la protagonista del tanto aspettato giorno, sorgerà verso le 21 già in ombra e poco dopo comincerà a notarsi, quando il trascorrere della notte renderà il cielo molto scuro. Per poter vivere al meglio l’esperienza, però bisognerebbe trovarsi in luoghi poco illuminati e non contaminati appunto dall’inquinamento luminoso.

L’Italia in questo senso non mostra quasi più siti dove poter osservare un cielo completamente buio, nonostante le leggi regionali degli ultimi anni, stiano cercando di fare qualcosa in merito e di proteggere gli unici veri patrimoni che l’uomo possiede: il cielo, la Terra e il mare.Il problema dell’inquinamento luminoso è tutt’altro che trascurabile, tanto che di recente si è interessato alla questione pure il Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, pubblicando una ricerca sugli evidenti peggioramenti del decennio in corso.Nel Belpaese, in particolare, sono stati gli ultimi 12 anni ad aver causato un danno quasi irreversibile e per questo è diventato necessario monitorare continuamente la luminosità del cielo notturno.

L’autore dello studio è Fabio Falchi, presidente di CieloBuio e membro dell’ISTIL. I due siti presi ad esame però mostrano poche differenze dal 1998, ma parliamo esclusivamente della Lombardia, Regione che si è dotata della famosa legge contro l’inquinamento luminoso nel 2000. Altre 11 regioni si vanno adeguando, ma la strada è ancora lunga. A causarlo soprattutto la luce che viene inviata verso l’alto dagli apparecchi di illuminazione che non sono completamente schermati con evidenti sprechi e risultati non eccellenti.  Ciò, infatti, provoca pure enormi sprechi di denaro pubblico e pericolosi danni ambientali.

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