Bicicletta, il mezzo di trasporto che non passa mai di moda

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 Nel 2010, in Italia, sono state prodotte 2.489.000 biciclette e sono stati venduti 1.771.000 pezzi, a fronte di 2.585.000 unità prodotte l’anno precedente e 1.927.600 vendute. Sono i dati che emergono dagli ultimi rilevamenti dell’Ancma (l’Associazione nazionale ciclo, motociclo e accessori aderente a Confindustria) sull’andamento del ‘mercato del pedale’.
La produzione generale di questo comparto è rimasta nel 2010 più o meno stabile, anche se in leggero calo rispetto all’anno precedente. Un andamento che, del resto, riguarda tutta l’Europa. Il nostro export si mantiene intorno a 1.350.000 pezzi, con un leggero calo dell’import, sopperito dalla produzione interna.
Anche il comparto delle biciclette, fanno sapere dall’Ancma, negli ultimi due anni, ha risentito della crisi generale, con un calo di vendite stimabile intorno al 10%, ma ha tenuto comunque meglio di altri settori.

L’industria del pedale
Il settore fattura industrialmente circa 900 milioni di euro. Considerati i comparti collaterali, come quello dei vestiti, scarpe e accessori per ciclisti, sfiora all’incirca il miliardo. Nello specifico, secondo i rilevamenti Ancma, nel 2010 sono stati fatturati 460 milioni di euro dalla vendita di biciclette, e 442 milioni sono quelli ricavati dalle parti meccaniche.
L’industria della bicicletta, rende noto poi l’associazione confindustriale, annovera 1.780 occupati diretti, mentre quella dei ricambi e accessori 1.750. Tutto il settore, vale a dire assemblaggio bici, produzione pezzi e accessori, e comprendendo abbigliamento, scarpe e altre produzioni connesse, conta circa 10mila occupati, di cui 5mila direttamente impiegati, e gli altri in contoterzi.

Più sostegno dal governo
I numeri fortunatamente stanno tenendo, ma il settore delle biciclette va sostenuto dal governo, con interventi per incentivare le vendite“. E’ quanto sostiene Antonello Montante, vicepresidente dell’Ancma e titolare della Cicli Montante, marchio italiano di punta nel comparto delle biciclette di altissima qualità, commentando con LABITALIA l’andamento del mercato della bicicletta nel nostro Paese.

Invogliare il cittadino a pedalare
Non si deve intervenire con misure assistenzialiste -precisa Montante- ma piuttosto con azioni volte a recuperare il gap infrastrutturale tra l’Italia e altri Paesi europei, come Olanda, Francia e Inghilterra, dove le piste ciclabili sono moltissime, e il cittadino è invogliato a utilizzare la bicicletta“. Lo Stato, sostiene l’imprenditore, “dovrebbe compensare questa lacuna infrastrutturale con interventi per incentivare i potenziali acquirenti“.

Puntare sulla qualità
Le imprese italiane della bicicletta, prosegue Montante, “sono di piccole dimensioni, con fatturati che vanno dai 50mila euro a non più di 30 milioni“. “Occorre dunque ristrutturare il mercato, mettendosi assieme -rimarca- e puntando sulle eccellenze. C’è il rischio altrimenti che i mercati ‘low cost’ come Cina e India vengano in Italia a fare da padroni, con prodotti di scarsa qualità e non di nicchia. Il messaggio che voglio inviare ai colleghi, quindi, è di mettersi insieme, puntare sulla qualità per mantenere la competitività“.
La mia azienda -dice ancora Montante- ha già fatto questa scelta da qualche anno, puntando su prodotti di lusso, da intendersi come accessori personali maschili e femminili, paragonabili ad abiti o altri oggetti di uso individuale prodotti da marchi di nicchia. Grazie a questa linea possiamo evitare una concorrenza diretta con produttori italiani e con quelli low cost dei Paesi emergenti“.

Un marchio doc per le biciclette italiane
Per il vicepresidente dell’Ancma, si deve mirare alla realizzazione del marchio ‘doc’ per le biciclette italiane: “Come know-how e tradizione i produttori italiani sono avvantaggiati, ma risentono sul mercato globale delle piccole dimensioni e delle divisioni. Così ci ritroveremo a fare prodotti poveri per essere concorrenziali con quelli di altri Paesi, ma è una visione sbagliata. Il modello italiano deve seguire quello della moda, puntando sull’eccellenza nel mondo. Se si riuscirà ad acquisire questa visione, si vincerà la scommessa e il mercato si riprenderà“.

Un Italian Style per la bicicletta
Altro fattore decisivo per la bicicletta italiana, afferma Montante, è l’innovazione. “In Italia abbiamo una buona tecnologia -avverte- ma non dobbiamo copiare. Innovazione significa, nel caso degli italiani, fare ricerca sullo stile più che sulle caratteristiche tecniche. Dobbiamo creare ‘l’italian style’ anche per la bicicletta: questo deve essere l’obiettivo del nostro sviluppo“.

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