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La Coca-Cola si impegna nella difesa degli orsi polari

 
roberto bosio
3 novembre 2011
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L’orso bianco, la specie emblema – anche se non vorrebbe esserlo – del riscaldamento climatico, è anche l’ispiratrice di buona parte delle pubblicità della Coca-Cola per le feste di fine anno a partire dal lontano 1922.

Per questo dal primo giorno di novembre e fino alla fine di febbraio del 2012, l’azienda a stelle e strisce ed il WWF si sono messe assieme per lanciare una campagna a favore dell’orso polare dal nome Artic Home.

Una campagna – che riguarderà unicamente il mercato canadese – che avrà l’obiettivo di attirare l’attenzione dei consumatori sulla tragica storia degli orsi polari. E per questo la Coca-Cola arriverà a cambiare il look di 1.400.000 lattine – le tingerà di bianco – oltre che dei tappi di altre bevande appartenenti allo stesso gruppo – come Sprite, Nestea, Minute Maid.

Sulle lattine e le bottiglie si potranno vedere anche una mamma orsa con i suoi piccoli, così come la frase seguente:

Proteggiamo l’habitat naturale degli orsi polari.

Attraverso questa campagna, la compagnia USA si impegna a versare due milioni di dollari al WWF, e inviterà i suoi consumatori a fare un dono – attraverso il meccanismo degli sms a pagamento – che la Coca Cola si impegnerà a raddoppiare – fino a 1 milione di dollari di spesa. E per finire l’impresa statunitense si è anche impegnata a modificare i suoi processi produttivi in modo da ridurre l’impronta ecologica aziendale.

La campagna di WWF e Coca-Cola è solo una parte dell’imepgno che l’associazione ambientalista riserva agli orsi polari. L’obiettivo finale è quello di individuare – anche grazie alle popolazioni locali -
una zona dell’Artico dove i ghiacci estivi dovrebbero durare più a lungo.

Un’area di circa mezzo milione di miglia quadrate, diventerebbe una nuova casa per l’orso polare. Per fare questo però bisogna anche garantire i bisogni economici delle popolazioni locali.

Anche in questo caso però non si può fare a meno di ricordare che la Coca-Cola è accusata , anche di violazioni dei diritti umani e tattiche antisindacali in Colombia e Guatemala ed anche di impoverimento delle risorse idriche in India.

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