I robot al lavoro per cercare di fermare la perdita della piattaforma petrolifera dovrebbero esaurire il compito nelle prossime ore, ma, se dovessero fallire, è già pronto un ‘piano B’, che prevede la cementificazione della perdita, che pero’ richiederebbe diversi mesi. Lo afferma Doug Suttles, capo degli ingegneri della BP, in un’intervista al quotidiano Globe and Mail. ”I robot sottomarini sono equipaggiati con delle telecamere e dei bracci meccanici telecomandati – spiega Suttles – e stanno cercando di attivare un circuito di tubi e valvole progettato per strozzare alla base l’impianto ed interrompere le fuoriuscite di greggio. Il lavoro, estremamente complesso, è effettuato a 1500 metri sotto il livello del mare, e dovrebbe durare dalle 24 alle 36 ore”.
IL PIANO B
Nel caso i robot fallissero è già pronto un piano più complicato: ”Una seconda nave e’ pronta a scavare un nuovo pozzo petrolifero nello stesso giacimento – afferma l’esperto – questo diminuirà la pressione nel sito dove c’è la perdita, e potrà essere usato per iniettare del cemento nel giacimento che sigillerà il primo pozzo per sempre. Il problema è che questa procedura potrebbe richiedere diversi mesi”.