Mobilità elettrica, l’Italia è indietro

di Maris Matteucci 290 views0

In tutta Europa si parla già da tempo di mobilità elettrica ma l’Italia rimane indietro e la cosa purtoppo non stupisce visto che il Belpaese non si è mai mostrato all’avanguardia in questo settore di così vitale importanza per il futuro del pianeta. E così, mentre nel Nord Europa la mobilità elettrica è per fortuna una realtà concreta e si sta lavorando in questo senso, in Italia si deve ancora capire in che modo sostenere un progetto di sviluppo che possa davvero concretizzare il passaggio dai combustibili all’elettricità nel campo dell’automotive.

I numeri parlano chiaro e sono impietosi verso il Belpaese, indietrissimo nella classifica dei Paesi che stanno lavorando alla realizzazione delle auto elettriche. I paesi membri considerati più avanti nel processo di trasformazione dai combustibili all’elettricità sono la Svizzera (6.711, 4,14%), i Paesi Bassi (6.730, 3,33%) e la Svezia (3.368, 2%). Ma Francia e Germania stanno facendo passi da gigante mostrandosi molto sensibili alla causa. E come non menzionare la Norvegia che fa registrare numeri da capogiro: là un’auto su tre è elettrica (22.445, 30,17%), a dimostrazione che le politiche incentivanti messe in atto negli anni dal Governo hanno dato i loto frutti concreti.

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In tutto questo quadro da che parte è l’Italia? Eccola, figura al diciannovesimo posto della classifica con una percentuale dello 0,1% di utilizzo di auto elettriche concentrate prevalentemente nelle grandi città (Milano e Roma soprattutto che stanno timidamente provando a fare qualcosa in questa direzione). C’è dunque ancora molto da fare per poter sperare che i passaggio dai combustibili all’elettricità nel campo dell’automotive diventi una condizione reale.

Foto | Thinkstock

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