OGM, arriva il decreto che ferma le coltivazioni in Italia

di matteo carriero 68 views0

OGM, arriva il decreto che ferma le coltivazioni in Italia: con grande soddisfazione possiamo riportare la notizia che l’impegno congiunto dei ministri dell’ambiente, dell’agricoltura e della salute, in nome della tutela dell’agrobiodiversità italiana, ha portato a un primo importante risultato.

Arriva il decreto per bloccare la coltivazione degli OGM: il ministro dell’ambiente Andrea Orlando, il ministro dell’agricoltura Nunzia De Girolamo e il ministro della salute Beatrice Lorenzin ha firmato il documento che vieta la coltivazione, tra l’altro, del mais OGM Mon810 che con tanto rumore e tanta provocazione era stato seminato da Giorgio Fidenato degli Agricoltori Federati in provincia di Pordenone.

Possiamo dire che siamo più che felici di riportare le significative parole spese in merito dal ministro Orlando:

Il decreto firmato offre una prima copertura giuridica a difesa della nostra agrobiodiversità, […]  ma rappresenta solo la prima parte di un percorso nel quale il sistema Italia deve offrire una convinta prova di unità e compattezza e le Regioni devono dare il loro immediato contributo per la salvaguardia delle nostre coltivazioni tradizionali e biologiche. A livello europeo bisogna che il nostro Paese si renda protagonista in Europa di una seria discussione sull’autonomia dei singoli Stati sull’Ogm.

Tutti volevano, a parole, un passo avanti verso il blocco degli OGM e per una volta le parole si sono tramutate in fatti. Grande soddisfazione esprime anche il presidente di Coldiretti, Sergio Marini, che lo definisce un grandioso successo, e di Greenpeace (ma naturalmente le associazioni ambientaliste sono compatte su questo fronte), che ora vuole la decontaminazione dei due campi del Friuli con semina di mais OGM made in Monsanto.

Una grande vittoria per l’agrodiversità italiana e per gli ambientalisti, una sconfitta che definire cocente è dir poco per Fidenato. E ora, con il ministro Orlando, ci auguriamo che l’Italia su questo punto possa far sentire la sua voce anche in Europa.

Photo credits | Rosmary su Flickr

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