Blogger in guerra contro l’olio di palma

di Redazione 127 views0

Adrien Gontier si è lanciato in una sfida più complessa di quello che può sembrare: vivere un anno senza consumare olio di palma, un ingrediente onnipresente nella nostra alimentazione e la cui produzione è quasi sempre oggetto di denuncia degli ecologisti.

Sul suo blog, questo ricercatore di ventisei anni, scrive ogni giorno, mischiando l’umorismo al rigore scientifico, dei suoi sforzi e del grande lavoro che deve fare solo per scovare questo composto nelle etichette dei prodotti di largo consumo.

Operazione complicata visto che come racconta nel suo blog, la dicitura

olio vegetale, senza aggiunta, indica quasi sempre della palma.

Ma anche dei nomi più misteriosi, come il monostearato di glicerile significano la stessa cosa. Insomma, se non fosse un chimico sarebbe stato complicato riuscire a scovare questo prodotto in tutti i suoi usi.

Non ha scelto un ingrediente a caso: l’olio di palma è diventato negli ultimi dieci anni l’olio più consumato sul pianeta, a causa della sua massiccia utilizzazione nell’industria agro-alimentare. Questo prodotto o i suoi derivati – come emulsionanti, emollienti ed antiossidanti – finiscono in biscotti, gelati, dentifrici, cosmetici, prodotti per la casa e persino in alcune medicine.

La conseguenza immediata è stata che, per fare posto a questa cultura intensiva, migliaia di ettari di foresta tropicale sono scomparsi – in particolare in Indonesia e Malaysia -, le popolazioni indigene che vi abitavano sono state espulse, la fauna decimata. Senza contare l’impatto sulla salute dei consumatori di questo olio molto ricco di acidi grassi saturi.

Per riuscire nel suo intento Adrien ha dovuto ricorrere all’autoproduzione. In alcuni barattoli di marmellata riciclati conserva sia la sua crema da spalmare alle nocciole, che il suo dentifricio – a base di soda e di argilla verde -, il suo deodorante – fatto di alcool, allume e essenze floreali -, o ancora il suo sapone – questa volta la ricetta è composta da soda e olio di oliva.

E nel blog spiega come ripetere la sua esperienza, con tanto di ricetta perché tutti possano almeno provare a fare la stessa cosa.

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