La Regione Campania mette all’asta dei mufloni

di Redazione 132 views0

A leggere il titolo potrebbe sembrare che ci sia qualche errore, ma in realtà tutto è come sembra: la Regione Campania risente della crisi ed ha deciso di mettere all’asta i mufloni che aveva acquistato vent’anni fa. Le spese per sostenerli rientrano tra i tagli anti-crisi, ma la notizia ha davvero dell’assurdo.

Tra tutti i tagli possibili, sono i mufloni a rimetterci. E’ quello che ha deciso la Regione Campania. Gli esemplari, che crescono prevalentemente tra Sardegna e Corsica, vivono al centro regionale di produzione della selvaggina all’interno della foresta demaniale Cerreta-Cognole, da circa vent’anni.

La foresta, che si trova quasi al confine con la Basilicata, va tutelata, ma gli operai forestali percepiscono a malapena il loro stipendio, per cui i tagli sono d’obbligo. I mufloni nel corso de tempo si sono riprodotti e oggi sono circa una trentina, ma il loro mantenimento è piuttosto costoso, così la Regione ha preferito prendere la strada più semplice e al posto di occuparsi degli animali, li ha messi all’asta.

Il motivo per cui i mufloni siano arrivati dalle loro zone d’origine alla provincia di Salerno, non è chiaro, ma qualcuno circa vent’anni fa, decise di inserirli in mezzo ad altri animali selvatici, tra cui capre e cinghiali, forse per aggiungere particolarità al luogo, visitato spesso da gruppi scout e gite scolastiche.

Il prezzo di partenza di ogni animale è di 146 euro per i maschi e 120 per le femmine, 86 per quelli con massimo un anno e mezzo di età: mettere all’asta dei mufloni, però, non è come dare dei cagnolini o dei gattini in adozione e se l’asta non dovesse andare a buon fine, si prevede già una pessima sorte per gli esemplari, che sicuramente non troveranno nuovamente ospitalità all’interno del parco in cui hanno vissuto fino ad oggi. Gli animali hanno vissuto in circa 800 ettari di verde, tra cinghiali, daini e, dicono, anche lupi, ma la Regione Campania ha preferito partire da loro per i tagli, perché sono gli animali che si riproducono di più e che costano di più. Ma che fine faranno?

Photo Credits | Thinkstock

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