Inquinamento marino: nel Mediterraneo meno mercurio ma più pesce malato

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Un andamento strano, quello dei livelli di mercurio nel mare. Nel Mediterraneo, il mercurio sarebbe presente in quantità inferiori rispetto ai livelli raggiunti negli oceani. Sorprendentemente, però, i pesci del mare che ci circonda sono più inquinati e la trasformazione che rende possibile l’ assorbimento avviene in profondità.
A parlarne e’ stato Nicola Pirrone, direttore dell’ Istituto sull’ Inquinamento Atmosferico del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Iia Cnr), che ha pubblicato un articolo, che apparirà sul numero di maggio della rivista Limnology and Oceanography, ripreso da Nature online.

IL MONITORAGGIO
L’ andamento dei livelli di mercurio nel Mediterraneo non è noto, visto che il monitoraggio è iniziato negli ultimi anni e riguarda solo i livelli nell’ atmosfera e nelle precipitazioni. Al momento, gli unici controlli vengono fatti sulle emissioni con limiti che non possono essere superati.
L’ intento dello studio – ha spiegato Pirrone – e’ stato quello di capire in che modo il mercurio si accumula nei pesci e in che misura, riducendo le emissioni, viene ridotto questo meccanismo“.

INQUINAMENTO DELLE ACQUE
La maggior parte del mercurio nel mare deriva da quello atmosferico prodotto dall’ uomo. Le principali fonti sarebbero le discariche, tramite le quali si inquinerebbero le falde acquifere, e le emissioni delle centrali termoelettriche a carbone, degli inceneritori, nonchè delle acciaierie e delle industrie produttrici di vari metalli.
Il mercurio – ha dichiarato Pirrone – si trova in molti prodotti di uso comune, compresi i termometri, ritirati da poco dal commercio“. Inoltre, lungo tutto il Mediterraneo correrebbe, sui fondali, un giacimento di cinabro, un minerale ricco di mercurio.

Un altro obiettivo delle analisi effettuate dalla nave laboratorio Urania del Cnr – ha spiegato Pirrone – è proprio quello di capire quanto mercurio deriva da questi giacimenti e quanto quello di origine antropica“.

IL CICLO DEL MERCURIO
Il mercurio presente nel mare – ha sottolineato il ricercatore – diventa una sorgente di inquinamento atmosferico dal momento che una parte del metallo dalle acque viene nuovamente rilasciata nell’aria“. Quando il mercurio arriva nel mare, una parte si sedimenta, una seconda quota resta disciolta, una parte si accumula nei pesci e una quarta porzione torna, appunto, nell’ aria.
I livelli di inquinamento atmosferico in Europa – ha precisato Pirrone – non sono cosi’ preoccupanti come in alcune regioni della Cina o del Vietnam in cui il mercurio viene usato come amalgama per l’estrazione dell’oro e vi si trovano miniere a cielo aperto“.

RISCHI PER LA SALUTE
Problemi a livello del sistema nervoso centrale, con alterazioni motorie e neuronali, problemi renali, cardiovascolari, fino all’ insorgenza di forme cancerose, soprattutto a livello del sistema immunitario: questi i principali rischi che corrono coloro che sono esposti ad alte concentrazioni di mercurio.
Il consumo di pesci di grandi dimensioni – ha raccomandato Pirrone – aumenta l’ esposizione. Più indicato è il consumo di pesci di piccola taglia“.

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