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	<title>MondoEcoBlog.com &#187; riciclo carta</title>
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	<description>Il mondo dell&#039;ecologia a 360 gradi</description>
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		<title>Carta eco-rivoluzionaria ottenuta dal riciclo dei contenitori di Tetra Pak</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Feb 2011 15:17:18 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Inquinamento Ambientale]]></category>
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		<description><![CDATA[Lucart Group, gruppo multinazionale, a capo del quale si trova Cartiera Lucchese spa, azienda nata in provincia di Lucca nel 1953, leader nel mercato del tissue ecologico, intendendo per tissue [...]]]></description>
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</script><p><img src="http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2011/02/lucartnuovo.jpeg?9d7bd4" alt="http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2011/02/lucartnuovo.jpeg" class="left"/><a href="http://www.lucart.it/"><strong>Lucart Group</strong></a>, gruppo multinazionale, a capo del quale si trova Cartiera Lucchese spa, azienda nata in provincia di Lucca nel 1953, leader nel mercato del tissue <strong>eco</strong>logico, intendendo per tissue gli articoli in <strong>carta</strong> destinati al consumo quotidiano come <strong>carta</strong> igienica, carta per cucina, tovaglioli, tovaglie, fazzoletti ecc., inaugura il nuovo impianto, ad oggi unico in Italia, che permetterà di produrre<strong> carta</strong> 100% <strong>eco</strong>logica ottenuta dal recupero delle fibre di cellulosa contenute nei contenitori di <strong>Tetra Pak</strong>. L’esclusiva tecnologia ha richiesto un investimento globale di oltre 10 milioni di euro.<br />
Questo innovativo processo di trattamento consente di ottenere una <strong>carta</strong> veramente <strong>eco</strong>logica e delle performance eccezionali.<span id="more-8142"></span> Le fibre di cellulosa non sbiancate, contenute nei contenitori <strong>Tetra Pak</strong>, sono di qualità paragonabile alla cellulosa vergine, e quindi in grado di conferire al prodotto finito eccellenti doti di resistenza e assorbenza, oltre che una tinta avana chiaro paragonabile al colore naturale del legno.</p>
<p><strong>Azione meccanica e fisica</strong><br />
La tecnologia sviluppata da <a href="http://www.lucart.it/"><strong>Lucart Group</strong></a> permette di avviare al recupero di altre attività manifatturiere anche la parte di materiale plastico e di alluminio contenuto nei contenitori <strong>Tetra Pak</strong>, senza l&#8217;utilizzo di sostanze dannose per gli esseri umani e l&#8217;ambiente. In questa fase la separazione della parte fibrosa da quella plastica a di alluminio, avviene per effetto di azione meccanica e di separazione fisica, senza l&#8217;utilizzo di sostanze chimiche.</p>
<p><strong>Esclusive linee di carta ecologica</strong><br />
Da questa esclusiva lavorazione nasceranno due esclusive linee di <strong>carta</strong> <strong>eco</strong>logica 100%: Eco Lucart <strong>Natural</strong>, destinata al mercato professionale e Grazie <strong>Natural</strong> destinata invece al mercato dei piccoli consumatori. Per il suo carattere innovativo Eco Lucart <strong>Natural</strong> si è meritata una targa tra i migliori progetti seganlati al Premio di Innovazione Amica dell&#8217;Ambiente 2010, promosso da Legambiente.</p>
<p><strong>Un investimento importante</strong><br />
“<em>Siamo orgogliosi di questo progetto</em>” afferma Massimo Oriani, Direttore Marketing <a href="http://www.lucart.it/"><strong>Lucart Group</strong></a>, che aggiunge “<em>Si tratta di un investimento importante che pone ancora una volta la nostra azienda all&#8217;avanguardia per quanto riguarda non solo l&#8217;innovazione, ma anche il rispetto e la sostenibilità ambientale offrendo al consumatore il massimo della qualità nel pieno rispetto dell&#8217;ambiente.</em>”</p>
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		<title>Case editrici amiche dell&#8217;ambiente: ecco quali nella classifica Salvaforeste</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Jan 2011 10:00:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Da 60 a 110 in meno di sette mesi. Sono le case editrici che, da oggi, potrete trovare nell’ultima versione della classifica &#8216;Salvaforeste&#8216; di Greenpeace. Le case editrici sono state [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2010/12/Case-editrici-amiche-dellambiente-ecco-quali-nella-classifica-Salvaforeste.jpg?9d7bd4" alt="Case-editrici-amiche-dellambiente-ecco-quali-nella-classifica-Salvaforeste" class="left" />Da 60 a 110 in meno di sette mesi. Sono le case editrici che, da oggi, potrete trovare nell’ultima versione della classifica &#8216;<strong>Salvaforeste</strong>&#8216; di Greenpeace. Le case editrici sono state valutate in base alla sostenibilità della carta che utilizzano nei propri libri e, in testa, ci sono nomi come Bompiani e Fandango. Maglia nera invece per Newton Campton, Sellerio, Zanichelli e Disney Libri.<br />
E se con questo aggiornamento la classifica è quasi raddoppiata, il numero delle case editrici valutate positivamente è triplicato, passando da 15 a 45. Tra queste: tutte le case editrici del Gruppo Feltrinelli, Minimum Fax, Marsilio, Baldini Castoldi e Dalai e Einaudi Stile Libero del Gruppo Mondadori. Ottimi numeri, che fanno crescere le chance di sopravvivenza per le ultime foreste indonesiane e gli oranghi del Borneo e di Sumatra.<br />
<span id="more-7020"></span><br />
<strong>La sostenibilità dei libri</strong><br />
In questi mesi, infatti, sono stati tanti gli editori che hanno deciso di cambiare le politiche di acquisto e garantire ai lettori la sostenibilità dei propri libri. Anche Mondadori si è recentemente impegnata con Greenpeace a escludere fibre provenienti da fonti controverse e ad aumentare significativamente l&#8217;uso di fibre certificate FSC per le produzioni editoriali di tutte le case editrici del Gruppo. </p>
<p><strong>La classifica Salvaforeste</strong><br />
Dopo il lancio della classifica “Salvaforeste” al Salone Internazionale del Libro di Torino, tantissimi lettori hanno mandato centinaia di mail per chiederci di valutare i loro editori preferiti. Per non parlare degli insegnanti e dei genitori, che hanno contattato l&#8217;associazione chiedendo di verificare la sostenibilità dei testi scolastici. Uno stimolo che ha spinto il mondo dell’editoria a migliorare le proprie politiche di acquisto. </p>
<p><strong>I risultati</strong><br />
&#8220;<em>Siamo fieri di questi risultati ma bisogna fare ancora molto. L’Italia è il più importante acquirente europeo di carta indonesiana e il maggior cliente del campione della deforestazione APP (Asia Pulp and Paper). Nonostante l’impegno di alcuni editori, sono ancora troppe le aziende che, con politiche di acquisto della carta assolutamente inadeguate, si rendono corresponsabili della distruzione delle ultime foreste tropicali. Noi continueremo a monitorare la situazione e ad aggiornare la classifica “<a href="http://www.greenpeace.it/deforestazionezero/classifica-salvaforeste.pdf">Salvaforeste</a>”. Voi, continuate ad acquistare libri in carta “Amica delle foreste”, dicendo no alla distruzione degli ultimi polmoni verdi del pianeta</em>&#8220;. </p>
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		<title>Riciclo natalizio: dove buttare la carta del panettone</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Dec 2010 08:00:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il cartone del panettone nel cestino giusto: è questo il consiglio di Comieco (Consorzio nazionale riciclo carta e cartone) per aiutare l&#8217;ambiente anche in occasione delle festività natalizie. Secondo il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2010/12/Riciclo-natalizio-dove-buttare-la-carta-del-panettone.jpg?9d7bd4" alt="Riciclo-natalizio-dove-buttare-la-carta-del-panettone" class="left"/>Il cartone del panettone nel cestino giusto: è questo il consiglio di Comieco (Consorzio nazionale riciclo carta e cartone) per aiutare l&#8217;ambiente anche in occasione delle festività natalizie. Secondo il Consorzio, infatti, &#8220;<em>se ogni italiano differenziasse correttamente, per esempio, una confezione di panettone, una di pandoro, una di torrone, due scatole di pasta, due giornali e due riviste, due sacchetti e la scatola di un giocattolo, si raccoglierebbero circa 120.000 tonnellate di carta e cartone</em>&#8220;, abbastanza per &#8220;<em>evitare una discarica di medie dimensioni</em>&#8220;.<br />
<span id="more-6762"></span><br />
<strong>L&#8217;imballaggio del panettone</strong><br />
Proprio del panettone (oltre 26 milioni di chilogrammi nel 2009), Comieco celebra la confezione storica, &#8220;<em>il tipico imballaggio custode del sapore e dei profumi</em>&#8220;: la &#8216;cappelliera&#8217; in cartoncino riciclato, robusta e a forma di tamburo, &#8220;<em>grazie alla quale il panettone arrivava sulle tavole natalizie di tutto il mondo già ai tempi dell&#8217;Unità d&#8217;Italia</em>&#8220;.</p>
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		<title>Eco Lucart Natural, la prima carta nata dal riciclo del Tetrapak</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Dec 2010 10:00:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Arriva Eco Lucart Natural, la prima carta eco-rivoluzionaria nata dal riciclo dei contenitori di Tetra Pak. L&#8217;innovativo processo di trattamento, messo a punto negli stabilimenti di Lucart group, consente di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2010/12/Eco-Lucart-Natural-la-prima-carta-nata-dal-riciclo-del-Tetrapak.jpg?9d7bd4" alt="Eco-Lucart-Natural-la-prima-carta-nata-dal-riciclo-del-Tetrapak" class="left"/>Arriva <strong>Eco Lucart Natural</strong>, la prima carta eco-rivoluzionaria nata dal riciclo dei contenitori di Tetra Pak. L&#8217;innovativo processo di trattamento, messo a punto negli stabilimenti di Lucart group, consente di ottenere una carta veramente ecologica e dalle performance eccezionali. Lo rende noto lo stesso gruppo in un comunicato. Lucart Group è un gruppo multinazionale, a capo del quale si trova Cartiera Lucchese spa, un&#8217;azienda nata in provincia di Lucca nel &#8217;53 e leader nel mercato del tissue ecologico (intendendo per tissue gli articoli in carta destinati al consumo quotidiano come carta igienica, carta per cucina, tovaglioli, tovaglie, fazzoletti etc.).<br />
<span id="more-6241"></span><br />
<strong>La carta che nasce dal riciclo del Tetrapak</strong><br />
Le fibre di cellulosa non sbiancate, contenute nei contenitori Tetra Pak, sono di qualità paragonabile alla cellulosa vergine, e quindi in grado di conferire al prodotto finito eccellenti doti di resistenza e assorbenza, oltre che una tinta avana chiaro paragonabile al colore naturale del legno. Inoltre, la tecnologia sviluppata da Lucart Group permette di avviare al recupero in altre attività manifatturiere anche la parte di materiale plastico contenuto nei contenitori per Tetra Pak.</p>
<p><strong>Eco Lucart Natural</strong><br />
Per il suo carattere innovativo, <strong>Eco Lucart Natural</strong>, si è anche meritato una targa tra i migliori progetti segnalati al Premio all&#8217;Innovazione Amica dell&#8217;ambiente 2010, promosso da Legambiente, Regione Lombardia, Fondazione Cariplo e Confindustria, la cui cerimonia di assegnazione si è tenuta lo scorso 16 novembre a Milano.<br />
&#8221;<em>Siamo orgogliosi di ricevere questo riconoscimento da parte di Legambiente perché rappresenta una importante gratificazione per Lucart Group e il suo impegno costante nella ricerca di prodotti innovativi, progettati per offrire ai consumatori il massimo della qualità nel pieno rispetto dell&#8217;ambiente</em>&#8221;, afferma Massimo Oriani, Direttore Marketing di Lucart Group.</p>
<p><strong>La carta che non abbatte gli alberi</strong><br />
<strong>Eco Lucart Natural</strong>, aggiunge, &#8221;<em>è un prodotto eco-rivoluzionario, un&#8217;innovativa carta ecologica realizzata recuperando le fibre di cellulosa contenute nei contenitori Tetra Pak attraverso un&#8217;esclusiva lavorazione che non prevede l&#8217;uso di sostanze dannose per l&#8217;uomo e l&#8217;ambiente. Eco Lucart Natural rappresenta la nuova generazione di carta ecologica con eccezionali performance di resistenza e assorbenza, il tutto ottenuto senza abbattere nessun albero</em>&#8221;.</p>
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		<title>Foreste a rotoli: da Greenpeace l&#8217;eco-guida a un consumo sostenibile della carta</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Dec 2010 22:10:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Accelera la richiesta di polpa di cellulosa per produrre carta igienica, rotoloni, tovaglioli o fazzoletti usa e getta. Con gravi ripercussioni sulla vita delle foreste e degli ultimi polmoni verdi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2010/11/Foreste-a-rotoli-da-Greenpeace-leco-guida-a-un-consumo-sostenibile-della-carta.jpg?9d7bd4" alt="Foreste-a-rotoli-da-Greenpeace-leco-guida-a-un-consumo-sostenibile-della-carta" class="left"/>Accelera la richiesta di polpa di cellulosa per produrre carta igienica, rotoloni, tovaglioli o fazzoletti usa e getta. Con gravi ripercussioni sulla vita delle foreste e degli ultimi polmoni verdi del pianeta. A lanciare l&#8217;allarme è Greenpeace che ha pubblicato &#8216;<strong>Foreste a rotoli</strong>&#8216;, una eco-guida per l&#8217;acquisto responsabile di prodotti di carta. Gli ambientalisti, infatti, lanciano un duro j&#8217;accuse verso le imprese che producono materiali usa e getta non realizzati con carta riciclata o addirittura pericolosa per l&#8217;ambiente e le foreste.<br />
<span id="more-6099"></span><br />
<strong>Foreste a rotoli</strong><br />
Secondo il rapporto di Greenpeace, infatti, l&#8217;80% dei prodotti analizzati non raggiunge la sufficienza e tra le carte igieniche valutate nella eco-guida sono solo cinque i prodotti riciclati al 100%. &#8220;<em>Sono poche le aziende produttrici virtuose come Coop e As (Gruppo Schlecker) ed a rischio, nella fascia rossa, ci sono i prodotti di Auchan, Sma e Pam. Mentre tra i non classificabili, si trovano i prodotti della multinazionale Georgia Pacific, come quelli a marchio Tenderly e Tutto</em>&#8221; afferma Greenpeace.</p>
<p><strong>La richiesta di carta</strong><br />
&#8220;<em>Negli ultimi anni</em> -rileva il gruppo ecologista- <em>la richiesta di polpa di cellulosa per la produzione di carta sta pericolosamente accelerando la distruzione degli ultimi polmoni del pianeta, minacciati dall&#8217;irresponsabilità di aziende come Asia Pulp and Paper (App) e dai loro clienti</em>&#8220;. Ma il j&#8217;accuse di Greenpeace si rivolge anche all&#8217;Italia. &#8220;<em>Anche l&#8217;industria cartaria italiana</em> -affermano gli ambientalisti- <em>ha le sue responsabilità</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Le responsabilità delle aziende italiane</strong><br />
&#8220;<em>Mantenendo rapporti commerciali con multinazionali coinvolte nella deforestazione, anche le aziende italiane</em> -afferma Greenpeace- <em>rischiano di immettere sul nostro mercato prodotti che causano fenomeni come la distruzione delle foreste e il cambiamento climatico&#8221;. Insomma, per gli ambientalisti, il problema è serio. E nella guida mettono nero su bianco tutti i numeri della carta che sta facendo scomparire intere foreste.<br />
&#8220;Tra le carte igieniche valutate nella guida sono solo cinque i prodotti riciclati al 100%: Coop Vivi Verde, Grazie Lucart, Esselunga Riciclata, Carrefour Ecoplanet e As. Prima di acquistare, però,</em> -avvertono gli ambientalisti- <em>si deve fare attenzione al nome completo del prodotto. Questo perché alcuni marchi, come Carrefour ed Esselunga, producono anche altre tipologie di carta igienica, valutate come insufficienti o addirittura pericolose</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Chi utilizza la carta riciclata</strong><br />
Soltanto Coop e As, secondo la eco-guida, &#8220;<em>utilizzano per tutti i propri prodotti esclusivamente carta riciclata e certificata Fsc (Forest Stewardship Council)</em>&#8220;. E i peggiori? Consultando la guida più dell&#8217;80% dei prodotti non raggiungono la sufficienza. Tra i non classificabili, riferisce infine Greenpeace, ci sono &#8220;<em>Tenderly e tutti i prodotti dall&#8217;azienda Georgia Pacific che si è formalmente rifiutata di fornirci le informazioni necessarie per l&#8217;inserimento in classifica</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Le etichette ingannevoli</strong><br />
&#8220;<em>Le etichette dei prodotti che abbiamo valutato</em> -avverte Chiara Campione, responsabile della campagna foreste di Greenpeace Italia- <em>sono molto spesso fuorvianti. Denominazioni come &#8216;ecologico&#8217;, &#8216;eco&#8217;, &#8216;green&#8217; fioriscono su prodotti che invece non contengono affatto fibre riciclate o certificate Fsc o ne contengono bassissime percentuali</em>&#8220;.<br />
&#8220;<em>In tutti questi casi</em> -aggiunge- <em>c&#8217;è poco &#8216;green&#8217; e molto &#8216;greenwashing&#8217;</em>&#8220;. Per realizzare la guida, Greenpeace ha valutato più di 200 prodotti di circa 30 aziende scegliendo tra quelli più distribuiti negli scaffali dei supermercati.</p>
<p><strong>Deforestation nightmare</strong><br />
Alle aziende produttrici identificate è stato inviato un questionario nel quale veniva chiesto di indicare le percentuali di fibra riciclata e certificata Fsc (Forest Stewardship Council) utilizzata nella produzione e informazioni sul processo di sbianca. Ed i risultati ora sono tutti raccolti nella eco-guida. Per informare quindi il consumatore su acquisti più eco-responsabili di prodotti in carta, Greenpeace lancia quindi &#8216;<strong>Foreste a rotoli</strong>&#8216; che viene promossa da un video dal titolo &#8216;Deforestation Nightmare&#8217;.<br />
Ad interpretare il video è l&#8217;attrice Barbara Tabita, testimonial della campagna Deforestazione Zero di Greenpeace e protagonista della serie televisiva &#8216;I Cesaroni&#8217;. &#8220;<em>Non è pazzesco</em> -dice Tabita- <em>che per produrre un fazzoletto che viene usato solo una volta prima di finire nel cestino si utilizzi carta così pericolosa?</em>&#8220;. &#8220;<em>Sono orgogliosa</em> -aggiunge l&#8217;attrice- <em>di prestare la mia voce per un appello ai consumatori: prima di fare la spesa consultate la guida &#8216;Foreste a Rotoli&#8217; e fate una scelta consapevole per salvare le ultime foreste del pianeta</em>&#8220;.</p>
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		<title>Riciclare? Un classico. Comieco lancia una campagna per il riciclo della carta</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 22:10:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Diego De Silva, Paolo Giordano, Francesco Piccolo. Sono i tre scrittori schierati alla libreria Feltrinelli di Piazza Piemonte, a Milano, da Comieco per il lancio del concorso letterario &#8220;Riciclare? Un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2010/11/Riciclare-Un-classico.-Comieco-lancia-una-campagna-per-il-riciclo-della-carta.jpg?9d7bd4" alt="Riciclare-Un-classico.-Comieco-lancia-una-campagna-per-il-riciclo-della-carta" class="left"/>Diego De Silva, Paolo Giordano, Francesco Piccolo. Sono i tre scrittori schierati alla libreria Feltrinelli di Piazza Piemonte, a Milano, da Comieco per il lancio del concorso letterario &#8220;R<strong>iciclare? Un classico</strong>&#8220;. Il Consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggia base cellulosica, questo il significato di Comieco, ha infatti arricchito quest&#8217;anno la propria decennale iniziativa RicicloAperto con questo concorso. Se RicicloAperto ha aperto le porte della filiera cartaria, dal 18 al 20 novembre, di un centinaio di impianti distribuiti su tutto il territorio nazionale, il concorso letterario lanciato settimana scorsa, in collaborazione con la casa editrice Minimum Fax, vede al centro i classici: i tre autori hanno infatti scelto tre libri che fanno parte di quello che il critico russo Bachtin chiamava il &#8220;tempo grande&#8221; e ognuno ne ha riscritto gli incipit.<br />
<span id="more-6004"></span><br />
<strong>Il tempo grande di Batchin</strong><br />
Italo Calvino nel saggio &#8220;Perché leggere i classici&#8221; spiegava che un classico è tale perché è un monumento, sta lì per sempre. Ma, spiega Piccolo all&#8217;Adnkronos &#8220;<em>un classico lo si può riscrivere proprio perché è un monumento che sta lì per sempre, nel senso che si può giocare con i classici, come si fa in musica quando si fanno le cover, la sostanza resta lì ferma proprio come un monumento</em>&#8220;. Compito dei partecipanti al concorso sarà la continuazione di una di queste tre proposte finalizzata alla riscrittura del libro, condensato però in 4 cartelle. Una giuria, di cui fanno parte anche i tre autori, selezionerà il vincitore a cui andrà un angolo lettura interamente in cartone e una fornitura di libri.</p>
<p><strong>I risultati del riciclo</strong><br />
&#8220;<em>In 25 anni di attività, ha calcolato un professore della Bocconi, grazie alla nostra attività si è riciclato l&#8217;equivalente di 196 discariche</em>&#8221; sottolinea Piero Attoma, presidente di Comieco. Inoltre, continua, &#8220;<em>abbiamo più che triplicato le raccolta nell&#8217;arco di un decennio e nel 2010 raccoglieremo oltre tre milioni di tonnellate derivanti dal circuito urbano</em>&#8220;. In questi dieci anni poi la percentuale di riciclo è passata dal 45,9% all&#8217;80% e l&#8217;industria cartaria italiana ha utilizzato nel 2009, oltre 5 milioni di tonnellate di macero, quasi il 60% della materia prima utilizzata.</p>
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		<title>Gli imballaggi alimentari sono riciclati al 99 per cento: le statistiche di Comieco sull&#8217;indotto del riciclo carta e cartone</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Nov 2010 22:10:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dalle confezioni della pasta, ai cartoni di vino fino alle eleganti scatole di cioccolatini, il 50% delle quasi 5 milioni di tonnellate degli imballaggi in carta e cartone da macero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2010/11/Gli-imballaggi-alimentari-sono-riciclati-al-99-per-cento-le-statistiche-di-Comieco-sullindotto-del-riciclo-carta-e-cartone.png?9d7bd4" alt="Gli-imballaggi-alimentari-sono-riciclati-al-99-per-cento-le-statistiche-di-Comieco-sullindotto-del-riciclo-carta-e-cartone" class="left"/>Dalle confezioni della pasta, ai cartoni di vino fino alle eleganti scatole di cioccolatini, il 50% delle quasi 5 milioni di tonnellate degli imballaggi in carta e cartone da macero prodotte in Italia va all&#8217;industria alimentare. E il 99% di questi imballaggi, quindi la quasi-totalità, è prodotto con materiali da riciclo. Lo ha sottolineato il direttore generale del consorzio recupero e riciclo della carta Comieco Carlo Montalbetti, a margine dell&#8217;incontro di presentazione di &#8216;Apertamente&#8217;, promosso da Federalimentare in una 4/a edizione di apertura degli stabilimenti, da Trento a Mazara del Vallo, all&#8217;insegna del gusto sostenibile.<br />
<span id="more-5930"></span><br />
<strong>Il riciclo degli imballaggi alimentari</strong><br />
Due i dati evidenziati con soddisfazione da Montalbetti. In tempi di crisi, il settore-imballaggi corre in controtendenza. Il valore complessivo della produzione corrisponde a oltre 9 miliardi di euro, con un&#8217;occupazione superiore alle 30.000 unità e un valore aggiunto creato pari a 2,3 miliardi di euro. E nel 2010 le famiglie, ha annunciato il direttore di Comieco, hanno aumentato del 3%, con punte del 4%, il riciclo di carta e cartoni (per un totale di 3,2 mln di tonnellate di carta), sostenendo una rete di 3400 piccole aziende che, su tutto il territorio nazionale, lavorano su misura, quasi sartoriale, con le industrie di produzione e trasformazione alimentare. Un packaging al 100% Made in Italy che accompagna nell&#8217;export l&#8217;eccellenza alimentare Made in Italy.</p>
<p><strong>Il recupero degli imballaggi e l&#8217;indotto</strong><br />
Conti economici positivi, quindi, e contemporaneamente una quota di recupero degli imballaggi pari all&#8217;80%, nettamente superiore a quanto richiesto dall&#8217;Unione Europea. &#8220;S<em>iamo vicini alla chiusura del cerchio sulla raccolta</em> &#8211; conclude &#8211; <em>e abbiamo ampiamente superato gli obiettivi di recupero e ricicli fissati a livello europeo, dando il maggiore contributo. Ora occorre far sapere ai consumatori come qualificare il sistema di raccolta differenziata, per evitare la raccolta impura</em>&#8220;.</p>
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		<title>Tu fai un gesto Comieco fa il resto: parte la campagna per il riciclo della carta</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Nov 2010 22:10:22 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Sviluppo Sostenibile]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8221;Tu fai un gesto Comieco fa il resto&#8221;. E&#8217; lo slogan coniato dal Comieco (Consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base di cellulosa) per incentivare la raccolta differenziata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8221;<strong>Tu fai un gesto Comieco fa il resto</strong>&#8221;. E&#8217; lo slogan coniato dal Comieco (Consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base di cellulosa) per incentivare la raccolta differenziata e quindi il riciclo. Il direttore generale del Comieco, Carlo Montalbetti, ha partecipato alla tavola rotonda &#8216;Comunicazione differenziata&#8217;, che si è tenuta nell&#8217;ambito della seconda giornata della Borsa internazionale della comunicazione ambientale.<br />
<span id="more-5845"></span><br />
<strong>L&#8217;importanza del riciclo della carta</strong><br />
&#8221;<em>Comieco è il consorzio dell&#8217;industria cartaria</em> &#8211; ha detto all&#8217;ADNKRONOS Montalbetti &#8211; i<em>l nostro compito è quello di garantire a tutti i comuni italiani il ritiro e il riciclo della carta e cartone della raccolta differenziata. Comunicare bene al cittadino è essenziale, noi abbiamo trovato uno slogan che dice &#8216;<strong>tu fai un gesto Comieco fa il resto</strong>&#8216;. </p>
<p><strong>Tu fai un gesto Comieco fa il resto</strong><br />
Al cittadino resta appunto il compito di fare un gesto, quello di separare con attenzione carta e cartone, e di conferirla nel flusso che l&#8217;amministrazione pubblica e il comune, il convenzionato che gestisce il servizio, ha definito. A noi resta il compito di ritirare tutta questa carta e cartone e di riciclarla. In Italia il 90% degli imballaggi è prodotto con carta riciclata e ormai i quotidiani che leggiamo ogni giorno per l&#8217;80% sono fatti di carta di riciclo</em>&#8221;.</p>
<p><strong>I numeri del riciclo della carta</strong><br />
&#8221;<em>Abbiamo più che triplicato la raccolta nell&#8217;arco di un decennio</em> &#8211; ha spiegato Montalbetti &#8211; <em>e oggi siamo oltre tre milioni di tonnellate. Da importatori di carta siamo diventati esportatori. Quest&#8217;anno verranno esportate circa un milione e mezzo di tonnellate. Si tratta di dati molto importanti perché hanno a che vedere con un risparmio in termini ambientali, quasi duecento discariche in meno proprio per la buona raccolta di carta e cartone, ma anche perché abbiamo una materia primaseconda che viene integralmente valorizzata</em>&#8221;.<br />
&#8221;<em>E&#8217; come se avessimo sostituito alle foreste</em> &#8211; ha concluso &#8211; <em>le foreste urbane costituite dai cittadini che con la buona raccolta permettono di avere un buon riciclo</em>&#8221;.</p>
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		<title>L&#8217;eco-lifestyle si impara a scuola: l&#8217;importanza del riciclo in classe</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Sep 2010 22:10:35 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Sviluppo Sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[materiali ecocompatibili]]></category>
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		<description><![CDATA[Per circa 8 milioni di studenti italiani sta per scattare l’ora X del ritorno sui banchi di scuola: ricomincia il tempo delle lezioni, di compiti in classe e a casa, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2010/09/Leco-lifestyle-si-impara-a-scuola-limportanza-del-riciclo-in-classe.jpg?9d7bd4" alt="Leco-lifestyle-si-impara-a-scuola-limportanza-del-riciclo-in-classe" class="left"/>Per circa 8 milioni di studenti italiani sta per scattare l’ora X del ritorno sui banchi di scuola: ricomincia il tempo delle lezioni, di compiti in classe e a casa, di test scritti e interrogazioni. Tutte attività che ruotano intorno ad un materiale tanto comune quanto prezioso: la &#8216;carta&#8217;. Proprio per questo motivo, Comieco, il Consorzio per il Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica, propone a studenti e insegnanti alcuni semplici suggerimenti per trattare al meglio questo materiale anche quando, apparentemente, cessa di essere utile.<br />
Se ognuno degli studenti del primo e secondo ciclo della scuola primaria e delle superiori riciclasse ogni anno anche solo un quaderno e una confezione di pennarelli si raccoglierebbero quasi 1.000 tonnellate di carta e cartoncino: una montagna di macero utile per produrre nuovi articoli.<br />
<span id="more-5506"></span><br />
<strong>IL VADEMECUM DI COMIECO</strong><br />
Per questo Comieco propone il vademecum per un corretto riciclo di carta e cartone:<br />
1. Per la brutta copia di elaborati scritti non usiamo carta &#8216;bella&#8217;. Per la prima stesura di un tema, ad esempio, è bene usare il retro di fogli che non ci servono più. Il risultato è assicurato: eviteremo di sprecare carta e consegneremo un compito più ordinato.<br />
2. Cerchiamo di far vivere la carta il più possibile. Teniamo vicino al cestino un contenitore per la carta che può essere ancora utilizzata.<br />
3.Il riciclo non riguarda solo fogli e quaderni: sono altrettanto importanti gli imballaggi di cartone e cartoncino come le scatole di pennarelli e pastelli.<br />
4.Pieghiamo gli imballaggi prima di riporli nei contenitori: verrà facilitato il lavoro degli operatori che raccolgono carta e cartone.<br />
5.Facciamo anche attenzione a che non finiscano insieme alla carta alcuni &#8216;nemici del riciclo&#8217; come involucri o pellicole di plastica, nastro adesivo, punti metallici etc.<br />
6.Involucri con residui di cibo non vanno nel contenitore della carta ma nell&#8217;indifferenziato; anche le carte oleate (come quella della pizza dell’intervallo) vanno nel cestino dei rifiuti indifferenziati.</p>
<p><strong>LA RACCOLTA DIFFERENZIATA A SCUOLA</strong><br />
Sono, questi, piccoli accorgimenti che potrebbero contribuire a migliorare i già buoni risultati della raccolta differenziata di carta e cartone che, nel 2009, ha superato i 3 milioni di tonnellate, con 52,6kg di media procapite (+2,7kg rispetto al 2008). 4 imballaggi cellulosici su 5 sono stati avviati al riciclo e in termini percentuali la raccolta differenziata di carta e cartone è cresciuta del 5,2%.</p>
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		<title>Arriva il social network della spazzatura, una guida per riciclare e risparmiare</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Aug 2010 22:10:28 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Inquinamento Ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo Sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[iniziative riciclo rifiuti]]></category>
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		<description><![CDATA[Ogni materiale od oggetto, già destinato a discariche o inceneritori, può offrire interessanti spunti creativi e essere reinventato. Un’attività, quella del riciclo, che sempre di più sta entrando nella vita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2010/08/Arriva-il-social-network-della-spazzatura-una-guida-per-riciclare-e-risparmiare.jpg?9d7bd4" alt="Arriva-il-social-network-della-spazzatura-una-guida-per-riciclare-e-risparmiare" class="left"/>Ogni materiale od oggetto, già destinato a discariche o inceneritori, può offrire interessanti spunti creativi e essere reinventato. Un’attività, quella del riciclo, che sempre di più sta entrando nella vita di tutti i giorni degli italiani. Ma se diventasse anche un’opportunità di business? Una sfida colta al volo da <strong>Terra Cycle</strong>, il social network della ‘spazzatura’ che permette agli utenti di spedire gratuitamente i propri rifiuti per convertirli in oggetti di consumo.<br />
<span id="more-5294"></span><br />
<strong>TERRA CYCLE</strong><br />
In arrivo anche in Italia, questa rete sociale americana invita gli appartenenti alla community ad organizzarsi in brigate per raccogliere e differenziare la spazzatura, da spedire a carico del destinatario, perché possa vivere una ‘seconda vita’.<br />
Il fondatore dell&#8217;azienda del New Jersey che ha messo a punto questo sistema di raccolta differenziata della spazzatura via posta, già ribattezzato lo ‘Zuckerberg della mondezza’, ha raccontato in un&#8217;intervista a Wired Italia, in edicola domani, il principio alla base del suo successo e le trattative per portare anche in Italia il suo social network.</p>
<p><strong>IL SISTEMA TERRA CYCLE</strong><br />
Il sistema <strong>Terra Cycle</strong>, che ogni giorno riceve in media 10 mila scatoloni di spazzatura, si fonda su un&#8217;idea molto semplice: raccogliere rifiuti in giro per il mondo e trasformarli in oggetti utili, pratici e di uso comune. Per questo, aziende e persone comuni vengono invitate a creare online vere e proprie ‘brigate della spazzatura’ che raccolgano e separino i rifiuti secondo le indicazioni fornite da <strong>Terra Cycle</strong>, per poi spedirle via posta al destinatario che si occuperà del recupero e del riutilizzo.</p>
<p><strong>LA SECONDA VITA DELLE COSE</strong><br />
Tra le tonnellate di spazzatura stoccata nei magazzini di <strong>Terra Cycle</strong>, Wired Italia ha scoperto anche quale seconda vita spetta ai rifiuti meticolosamente spediti dagli utenti di tutto il mondo, e ha stilato una classifica dei più curiosi, dalla confezione di m&#038;m&#8217;s che si trasforma in aquilone, ai computer che diventano vasi da giardino; i giornali si trasformano in matite, le buste di patatine in amplificatori per mp3, i dischi in vinile in orologi da tavola, fino alle catene di biciclette che si trasformano in cornici fotografiche e ai tubetti di dentifricio che diventano custodie per occhiali da sole. <strong>Terra Cycle</strong>, che in meno di tre anni ha già raccolto due miliardi di rifiuti singoli, potrebbe aprirsi al mercato italiano con un accordo in discussione con un&#8217;azienda italiana che produce caffè, e nel frattempo pensa già ad una sua linea di abbigliamento rigorosamente ricavata dalla spazzatura.</p>
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