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	<title>MondoEcoBlog.com &#187; mobilità sostenibile</title>
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	<description>Il mondo dell&#039;ecologia a 360 gradi</description>
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		<title>Emissioni Co2: buoni risultati sul fronte delle nuove auto</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jul 2011 06:30:20 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Sviluppo Sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità sostenibile]]></category>
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</script><p><a rel="attachment wp-att-12218" href="http://www.mondoecoblog.com/2011/07/06/emissioni-co2-buoni-risultati-sul-fronte-delle-nuove-auto/mobilita-sostenibile-europa/"><img class="aligncenter size-full wp-image-12218" title="mobilità sostenibile europa" src="http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2011/07/mobilità-sostenibile-europa.jpg?9d7bd4" alt="" width="500" height="392" /></a></p>
<p>Una buona notizia sul fronte della mobilità, che pure se non è sostenibile, almeno ci si avvicina: sono calate del 4% le emissioni di Co2 delle auto immatricolate nel 2010. Questi i dati diffusi dall&#8217;Agenzia UE per l&#8217;ambiente, definiti come il &#8220;secondo calo annuale più grande mai registrato&#8221; dal 2000, ovvero dall&#8217;inizio del monitoraggio delle emissioni Co2 dei veicoli immatricolati in Europa.</p>
<p><span id="more-12217"></span>L&#8217;INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA</p>
<p>Segnale &#8211; dicono dall&#8217;agenzia &#8211; che dimostra di come l&#8217;industria automobilistica possa rispondere bene alle misure ecologiche, producendo motori che inquinano sensibilmente meno e siano anche più performanti. L&#8217;innovazione tecnologica in questo senso, infatti, garantisce la concorrenzialità dell&#8217;<a title="Mobilità sostenibile Europa" href="http://gea-draconia.net/2011/06/21/un-aperitivo-elettrizzante-con-peugeot-e-sorgenia/" target="_blank">industria automobilistica europea</a>, che non può più permettersi di stare alla sbarra, ancorata a vecchi modelli energetici.</p>
<p>La globalizzazione che produce qualcosa di buono, insomma&#8230; era ora!</p>
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		<title>Mobilità sostenibile: in Toscana si testano i motori a idrogeno</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 10:27:37 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Sviluppo Sostenibile]]></category>
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		<description><![CDATA[Toscana regione all&#8217;avanguardia sulla mobilità sostenibile: non è una novità che le &#8220;terre di mezzo&#8221; toscane fossero in prima fila per il taglio delle emissioni di Co2, tant&#8217;è che da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-12128" href="http://www.mondoecoblog.com/2011/06/30/mobilita-sostenibile-in-toscana-si-testano-i-motori-a-idrogeno/motori-a-idrogeno/"><img class="aligncenter size-full wp-image-12128" title="motori a idrogeno" src="http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2011/06/motori-a-idrogeno.jpg?9d7bd4" alt="" width="500" height="307" /></a></p>
<p>Toscana regione all&#8217;avanguardia sulla mobilità sostenibile: non è una novità che le &#8220;terre di mezzo&#8221; toscane fossero in prima fila per il taglio delle emissioni di Co2, tant&#8217;è che da tempo la Toscana si è candidata a diventare la prima regione verde d&#8217;Italia. E oggi aggiunge un altro tassello importante al quadro della sostenibilità ambientale. Con il <strong>Progetto H2 Filiera Idrogeno</strong>, infatti, la Regione di candida per fare da progetto pilota verso lo sviluppo e il test dei motori a idrogeno. La tecnologia è stata interamente ideata e prodotta nella regione, con l&#8217;obiettivo di raggiungere presto l&#8217;obiettivo della mobilità sostenibile e non inquinante in tutte le città toscane.</p>
<p>Il convegno &#8211; organizzato dalla Università di Pisa con Regione Toscana e Ministero dello Sviluppo Economico &#8211; presenta i primi risultati di una ricerca che nel 2008 Regione Toscana, con finanziamento Cipe, affidò all&#8217;ateneo pisano e che è stata svolta anche in collaborazione con la Scuola Superiore Sant&#8217;Anna.</p>
<p><span id="more-12127"></span></p>
<p>IL <strong>PROGETTO H2 FILIERA IDROGENO </strong></p>
<p>Il progetto si propone di studiare lo sviluppo e la produzione di macchine e mezzi di trasporto alimentati a idrogeno. Alla ricerca prendono parte circa 70 persone in uno studio che durerà fino alla fine del 2011 e che terminerà con la messa in strada di un&#8217;auto a idrogeno che supererà tecnologicamente quelle già sperimentate e prodotte fin&#8217;ora. Infatti, la ricerca prevede l&#8217;utilizzo di celle di alimentazione che utilizzano l&#8217;idrogeno per produrre energia elettrica in modo pulito.</p>
<p><span style="color: #454545; font-family: Arial, Verdana, Tahoma; font-size: medium;"><span style="font-size: 14px; line-height: normal;"><span style="color: #000000; font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-size: small;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Se la sperimentazione del <strong>Progetto H2 Filiera Idrogeno</strong> andrà a buon fine, i motori saranno montati sulle vetture ZEV (Zero Emission Vehicles). Del resto, le iniziative e la concorrenza in tema di mobilità sostenibile sembra essersi fatta stringente e anche le iniziative delle <a title="Peugeot e Sorgenia Zero Emission" href="http://gea-draconia.net/2011/06/21/un-aperitivo-elettrizzante-con-peugeot-e-sorgenia/" target="_blank">case automobilistiche</a> si moltiplicano in tal senso tentando di invogliare i futuri consumatori a spostare le proprie preferenze verso i veicoli a emissioni zero&#8230; con la speranza che un po&#8217; di sana concorrenza aiuti (noi e l&#8217;ambiente)!</span></span></span></span></p>
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		<title>Pedonalizzazione: a Firenze venerdì prove generali per l&#8217;isola pedonale più grande d&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 10:30:56 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Sviluppo Sostenibile]]></category>
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		<description><![CDATA[Il rottamatore Matteo Renzi, Sindaco di Firenze, lancia un&#8217;altra provocazione: cambiare le abitudini dei Fiorentini che prendono l&#8217;auto per fare anche solo 300 metri. Far tornare le piazze fiorentine come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-12038" href="http://www.mondoecoblog.com/2011/06/22/pedonalizzazione-a-firenze-venerdi-prove-generali-per-lisola-pedonale-piu-grande-ditalia/isola-pedonale-a-firenze/"><img class="aligncenter size-full wp-image-12038" title="Isola pedonale a firenze" src="http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2011/06/Isola-pedonale-a-firenze.jpg?9d7bd4" alt="" width="500" height="373" /></a></p>
<p>Il rottamatore Matteo Renzi, Sindaco di Firenze, lancia un&#8217;altra provocazione: cambiare le abitudini dei Fiorentini che prendono l&#8217;auto per fare anche solo 300 metri. Far tornare le piazze fiorentine come luogo d&#8217;incontro, una città diversa. In una parola sola: pedonalizzata.</p>
<p>A raccogliere e rilanciare l&#8217;idea di Renzi è il quotidiano Repubblica, da dove Renzi lancia il progetto di raddoppiare le aree interdette al traffico e far diventare così Firenze la &#8220;capitale verde&#8221; d&#8217;Italia.</p>
<p><span id="more-12037"></span><strong>PEDONALIZZAZIONE</strong>: RIVOLUZIONE?</p>
<p>Tra i punti di forza del suo progetto, Renzi cita i dati sul turismo a Firenze, che fanno segnare un +10%. I turisti, insomma, amano poter camminare per la città, senza doversi districare nel traffico. E Renzi parla di &#8220;rivoluzione culturale&#8221;: SUV al posto dei passeggini. Via le cattive abitudini, smettiamola di poltrire, torniamo a camminare &#8211; che ci si guadagna pure in salute.</p>
<p><strong>LE PROVE GENERALI</strong></p>
<p>Le prove generali della super isola pedonale fiorentina arriverà venerdì: una vasta area del centro urbano di Firenze sarà chiusa al traffico. Come andrà a finire? Se passate da quelle parti, fateci sapere.</p>
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		<title>Federmobilità: nasce il fondo europeo per la mobilità sostenibile</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 10:30:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un fondo europeo per la mobilità sostenibile a livello europeo: la proposta arriva da Federmobilità, associazione che riunisce gli assessorati ai Trasporti e l&#8217;Aiccre (un&#8217;associazione di enti locali per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondoecoblog.com/2011/06/20/federmobilita-nasce-il-fondo-europeo-per-la-mobilita-sostenibile/mobilita-sostenibile-2/" rel="attachment wp-att-11996"><img src="http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2011/06/mobilità-sostenibile.jpg?9d7bd4" alt="" title="mobilità sostenibile" width="450" height="274" class="aligncenter size-full wp-image-11996" /></a></p>
<p>Un fondo europeo per la <strong>mobilità sostenibile</strong> a livello europeo: la proposta arriva da Federmobilità, associazione che riunisce gli assessorati ai Trasporti e l&#8217;Aiccre (un&#8217;associazione di enti locali per la promozione dell&#8217;unità europea). L&#8217;idea nasce dal fatto che le singole realtà locali non hanno le risorse per promuovere una vera rivoluzione in tema di <strong>mobilità sostenibile</strong> e così, per effettuare politiche effettive e lungimiranti, la soluzione sembra essere una sola: unirsi a livello non solo nazionale, ma europeo, per sviluppare un piano di <strong>mobilità sostenibile</strong> nel lungo periodo.<br />
Obiettivo? Eliminare le fonti &#8220;tradizionali&#8221; di mobilità entro il 2050.<br />
<span id="more-11995"></span><br />
LE PRIORITA&#8217; DEL PROGRAMMA<br />
Tra i vari obiettivi individuati, oltre alla rete infrastrutturale che richiede giocoforza interventi nella politica del Governo, anche un codice unico per i sistemi telematici dell&#8217;infomobilità, e la garanzia che il federalismo fiscale considererà il tema della mobilità sostenibile come un problema sovrastrutturale e da standardizzare a livello globale e non locale. La sfida è aperta&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mobilità sostenibile: a Londra 150 nuovi punti di ricarica per auto elettriche</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 06:00:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Altri 150 punti di ricarica elettrici per le auto a zero emissioni di Londra: la capitale britannica procede così a passo spedito verso la conquista degli obiettivi dichiarati per il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Altri 150 punti di ricarica elettrici per le auto  a zero emissioni di Londra: la capitale britannica procede così a passo spedito verso la conquista degli obiettivi dichiarati per il 2020 verso la mobilità sostenibile, raggiungendo quota 400 distributori sparsi per la città. Ma questo è solo l&#8217;inizio, assicura il sindaco di Londra Boris Johnson: il 2013 Londra sarà dotata di 1300 punti di ricarica elettrici affinché ogni Londinese non possa trovarsi a più di un miglio di distanza da un punto elettrico quando si sposta in città. Un progetto ambizioso, che punta anche a raggiungere le 100mila auto elettriche sulle strade cittadine per abbassare in modo drastico i livelli di inquinamento atmosferico.<br />
<span id="more-11491"></span><br />
<strong>Gli obiettivi del 2020</strong><br />
Gli obiettivi del 2020 tuttavia sono ancora lontani: secondo la Committee on Climate Change il Regno Unito dovrà raggiungere la quota di 1,7 milioni di auto elettriche in circolazione per rispettare gli accordi presi sulle emissioni di Co2.<br />
Per ora, Londra resta in cima alle classifiche europee, che non è comunque male. </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Terra Futura: da oggi al 22 maggio le buone pratiche a Firenze</title>
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		<pubDate>Fri, 20 May 2011 06:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blogger</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fiere ed Eventi Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Un barbecue ad energia solare, poltrone e sgabelli di ecodesign che riutilizza la cartellonistica in pvc di Palermo, restyling di vecchi abiti o loro trasformazione in accessori o costumi teatrali, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2011/05/Terra-Futura-da-oggi-al-22-maggio-le-buone-pratiche-a-Firenze.jpg?9d7bd4" alt="Terra-Futura-da-oggi-al-22-maggio-le-buone-pratiche-a-Firenze" class="left"/>Un barbecue ad energia solare, poltrone e sgabelli di ecodesign che riutilizza la cartellonistica in pvc di Palermo, restyling di vecchi abiti o loro trasformazione in accessori o costumi teatrali, abbigliamento sportivo in fibra di bambù, elementi di arredo e capi di abbigliamento realizzati in carcere, magari recuperando materiali di scarto non riciclabili; e ancora, un profumatore d’ambiente dotato di un sistema ecowireless, giardini tascabili bio ed eco da scrivania e da balcone, lo scooter elettrico più veloce in commercio…<br />
Tutto questo e altro ancora all’ottava edizione di <strong>Terra Futura</strong>, mostra convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità ambientale, economica e sociale, da oggi, venerdì 20 fino a domenica 22 maggio 2011 a Firenze, alla Fortezza da Basso. È promossa da Fondazione culturale Responsabilità etica Onlus per il sistema Banca Etica, Regione Toscana e Adescoop-Agenzia dell’economia sociale, insieme ai partner Acli, Arci, Caritas Italiana, Cisl, Fiera delle Utopie Concrete e Legambiente.<br />
<span id="more-11351"></span><br />
<strong>Terra Futura</strong><br />
Sono le 13 le sezioni dell’area espositiva, con circa 600 aree e oltre 5000 realtà rappresentate, per una rassegna che traccia un ampio e significativo panorama di buone pratiche e di esperienze, spaziando dalla tutela dell’ambiente alle energie alternative, dalla finanza etica al commercio equo, dall’agricoltura biologica all’edilizia sostenibile; e ancora, progetti e iniziative di turismo responsabile, consumo critico, welfare, impegno per la pace, solidarietà sociale, cittadinanza attiva e partecipazione&#8230; Modelli di produzione, di consumo, di gestione delle città, che oltre a contribuire a un futuro sostenibile e a migliorare la qualità della vita, sanno anche produrre nuova economia e generare occupazione.</p>
<p><strong>Mobilità sostenibile</strong><br />
Molte le presenze e i progetti di mobilità sostenibile: il portale “Lincar” (presentato in anteprima) che ha lo scopo di diffondere la condivisione dell’auto per viaggiare e quello, “Bicitalia”, che mappa oltre 16mila km di rete cicloturistica italiana. A Firenze anche il test drive di veicoli elettrici su circuito di prova e l’auto di “Ritorno al futuro” equipaggiata di un motore elettrico.<br />
Protagonisti come sempre i GAS, gruppo di acquisto solidale, a partire da quelli per impianti fotovoltaici o che comprano terreni per combattere l’abbandono delle terre agricole in favore di progetti ad investimento etico; a Terra Futura anche il lancio del primo GAS per auto elettriche (con sportello info per i visitatori).</p>
<p><strong>I progetti speciali</strong><br />
Tra i progetti speciali di <strong>Terra Futura</strong>: la Borsa delle Imprese Responsabili, incontri one to one per favorire nuove opportunità di green&#038;social business per tutti gli attori di sistema (pubblico, privato eticamente orientato e non profit).<br />
In Fortezza nei tre giorni pure mostre, spettacoli, animazioni e laboratori interattivi per fare sperimentare di persona ai visitatori le buone pratiche e insegnare la sostenibilità anche ai più piccoli : così si impara l’arte del riciclo e del riuso, la costruzione di “bombe” di semi per aiuole abbandonate, la creazione di pozioni “magiche” assieme ad Harry Potter con sostanze naturali, le tecniche di tree climbing nel rispetto degli alberi, la valutazione della sicurezza della propria casa per bambini, anziani e disabili, la realizzazione di dolci vegani,&#8230;</p>
<p><strong>Il programma</strong><br />
Articolato e intenso il programma culturale (<a href="http://www.terrafutura.it">www.terrafutura.it</a>) che comprende convegni, seminari e dibattiti con numerosi esperti e testimoni: 280 gli appuntamenti che vedranno l’intervento di quasi 1.000 relatori.<br />
Filo rosso di tanti convegni il tema della “cura dei beni comuni”, scelto dai promotori per questa edizione: una cura che &#8211; considerato il disinteresse evidente o l’incapacità dei governi e delle istituzioni di farvi fronte &#8211; è sempre più nelle mani dei cittadini e delle organizzazioni. È l’altra parte dell’umanità, quella che non sa e non vuole arrendersi all’irreparabile “tragedia” dei beni comuni. Si parlerà di acqua, clima ed energia, informazione come condizione necessaria alla democrazia, diritto al cibo e giustizia alimentare, diritti e cittadinanza, economia e finanza, pace e sostenibilità…</p>
<p><strong>Il Convegno di Mani Tese</strong><br />
Al centro del dibattito anche il tema della sovranità alimentare, con il XVI convegno internazionale di Mani Tese (sabato 21 e domenica 22 maggio), mentre alla tragica realtà delle migrazioni forzate in seguito a disastri ambientali è dedicato il dossier ecoprofugo di Legambiente (presentazione sabato 21 maggio).<br />
E ancora, non mancheranno i temi del microcredito e dell’inclusione finanziaria, nonché le esperienze di impegno per la legalità: a Terra Futura saranno presentati anche il “Progetto San Francesco” (Fiba Cisl) che vedrà nascere a breve il primo centro europeo di alta formazione alla legalità e alla lotta alle mafie e il progetto “Score” (Stop Crimes on Renewables and Environment, capofila Fondazione Culturale Responsabilità Etica) per la lotta al crimine organizzato nei settori foresta/legno e energie rinnovabili.</p>
<p><strong>WWW</strong><br />
Anche la rete è un bene comune: a Firenze ci si torna a interrogare sul ruolo del web per la crescita di un modello di sviluppo sostenibile, con il progetto di laboratorio “Words, world,web” proposto da Fondazione culturale Responsabilità etica e Fondazione Sistema Toscana, e con Zoes.it, il primo social network italiano per condividere buone pratiche sostenibili, oggi in versione rinnovata.</p>
<p><strong>L&#8217;attualità</strong><br />
Impossibile non ricordare il Mediterraneo in fiamme: Terra Futura dedicherà ampio spazio alla primavera nordafricana, con uno sguardo ai nuovi scenari e alle prospettive di sviluppo politico-economico nel continente nero: testimonianze, film, rassegne letterarie e “incontri con l’autore”, sino al gran finale con il concerto del rapper della rivolta tunisina, “El Général”, che chiuderà la mostra convegno (domenica 22 maggio alle 18.00).</p>
<p><strong>Gli ospiti</strong><br />
Tra i personaggi attesi nei tre giorni alla Fortezza da Basso: Gunter Pauli, economista e fondatore di Zeri (zero Emission Research and Initiatives), Susan George, economista, Alex Zanotelli, missionario comboniano ideatore della Rete Lilliput, Kevin Danaher, sociologo, Vandana Shiva, fisica indiana fondatrice dell’istituto “Research Foundation for Science, Technology and Ecology” a Dehradun in India, Wolfgang Sachs ,dello Wuppertal Institute in Germania, Silke Helfrinch, giornalista e scrittrice, Loïc Azoulai, docente di diritto europeo European University Institute, Michel Bauewens della “Foundation of P2P Alternatives”, Amita Baviskar, fra le principali ricercatrici in tema di urbanizzazione, democrazia e uguaglianza in India, Paolo Cacciari, giornalista, Giulietto Chiesa, giornalista di, Enrico Giovannini, presidente dell’Istat, Luigino Bruni, economista, Stefania Prestigiacomo ministro dell’Ambiente, Savino Pezzotta, storico sindacalista Cisl oggi parlamentare, Giovanni Sartori, politologo, Fausto Bertinotti, già presidente della Camera dei Deputati, Giuseppe Pignatone, procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria. E ancora Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace, Cecilia Strada presidente Emergency, Mario Agostinelli, portavoce del “Contratto mondiale per l’energia e il clima”, Gianfranco Bologna, responsabile dell’area sostenibilità WWF, Gregorio Arena, presidente Labsus (Laboratorio per la sussidiarietà) e già presidente di “Cittadinanza attiva”, Ugo Biggeri, presidente di Banca Etica…; e tra gli artisti: Bandabardò, Diego Parassole, David Riondino, Sergio Staino…</p>
<p><strong>Terra Futura</strong>, a ingresso libero, è un evento sostenibile grazie alle sue scelte e azioni responsabili.</p>
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		<title>Gruppo interparlamentare della bici: allo studio il biciparco e gli incentivi a pedalare</title>
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		<pubDate>Fri, 06 May 2011 10:00:09 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Sviluppo Sostenibile]]></category>
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		<description><![CDATA[Trasformare le ferrovie dismesse in percorsi ciclabili, realizzare Biciparco per i giovani e introdurre normative in grado di favorire lo sviluppo dell&#8217;uso della bicicletta. Sono alcune delle inziative alle quali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2011/05/Gruppo-interparlamentare-della-bici-allo-studio-il-biciparco-e-gli-incentivi-a-pedalare.jpg?9d7bd4" alt="Gruppo-interparlamentare-della-bici-allo-studio-il-biciparco-e-gli-incentivi-a-pedalare" class="left"/>Trasformare le ferrovie dismesse in percorsi ciclabili, realizzare Biciparco per i giovani e introdurre normative in grado di favorire lo sviluppo dell&#8217;uso della bicicletta. Sono alcune delle inziative alle quali sta lavorando il gruppo interparlamentare amici della bici. &#8221;<em>Il problema principale</em> -spiega all&#8217;Adnkronos il presidente Mario Cavallaro- <em>è la mancanza di risorse finanziarie. Comunque abbiamo attivato una serie di inziative coinvolgendo il ministro dell&#8217;Ambiente, i comuni e le associazioni degli appassionati della bici. In Parlamento abbiamo già presentato diverse proposte di legge che hanno come obiettivo lo sviluppo della mobilita&#8217; sostenibile attraverso le bici&#8217;</em>&#8216;.<br />
<span id="more-10953"></span><br />
<strong>Più percorsi ciclabili</strong><br />
Uno dei progetti al quale il gruppo lavora da tempo è quello di riuscire a trasformare le tratte ferroviarie dismesse in percorsi ciclabili. &#8221;<em>Abbiamo avviato il confronto con le Fs. Il progetto è certamente ambizioso e occorrono risorse finanziarie per portarlo avanti. Le associazioni ci hanno segnalato una serie di tratte dismesse che potrebbero essere recuperate</em>&#8221;. Sempre con le Fs si sta valutando la possibilità di incentivare l&#8217;uso della bici favorendone il trasporto. &#8221;<em>L&#8217;obiettivo</em> -spiega Cavallaro- <em>è quello di prevedere delle carrozze dedicate al trasporto delle due ruote. Attualmente abbiamo solo qualche esempio al nord ma nel resto d&#8217;Italia quasi nulla</em>&#8221;.</p>
<p><strong>Il Bike sharing</strong><br />
Altro terreno di intervento è quello relativo alla creazione delle condizioni che meglio possono favorire la mobilità ciclistica nelle città e anche nelle vie extraurbane. &#8221;<em>Stiamo pensando</em> -spiega Cavallaro- <em>ad una normativa che comunque non aggravi i costi dei comuni. Andrebbe sviluppato il bike sharing, favorendo la creazione di postazioni a ridosso delle fermate dei mezzi pubblici. Il fenomeno è molto diffuso nel nord Europa, mentre in Italia abbiamo solo qualche esempio in qualche grande città. Si tratta, quindi da un lato di creare le condizioni per favorire il ricorso alla bici per gli spostamenti, integrandola con i mezzi pubblici, e dall&#8217;altro di creare maggiori condizionio di sicurezza per chi decide di muoversi ricorrendo alle due ruote a pedale</em>&#8221;.</p>
<p><strong>Il Biciparco</strong><br />
E proprio in materia di sviluppo dell&#8217;uso della bici i parlamentari puntano allo sviluppo di aree attrezzate nelle città. &#8221;<em>Pensiamo</em> -spiega Cavallaro- <em>di accogliere la proposta della Federazione ciclistica di realizzare dei Biciparco, strutture ciclistiche permanenti vigilate e segnalate per consentire la pratica ciclistica soprattutto ai giovani</em>&#8221;.</p>
<p><strong>Gli incentivi per l&#8217;acquisto della bici</strong><br />
I parlamentari dell&#8217;intergruppo sono anche impegnati a riproporre gli incentivi per l&#8217;acquisto della bici. &#8221;<em>Si tratta</em> -spiega Cavallaro- <em>di avviare una nuova stagione facendo anche tesoro delle esperienze precedenti quando, soprattutto nella prima tornata, i fondi disponibili finirono in poche ore perché l&#8217;incentivo non era calibrato bene. Pensiamo anche</em> -aggiunge- <em>a finanziare la ricerca applicata all&#8217;uso di bici cosiddette assistite</em>&#8221;.</p>
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		<title>Bicicletta, il mezzo di trasporto che non passa mai di moda</title>
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		<pubDate>Fri, 06 May 2011 08:00:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nel 2010, in Italia, sono state prodotte 2.489.000 biciclette e sono stati venduti 1.771.000 pezzi, a fronte di 2.585.000 unità prodotte l&#8217;anno precedente e 1.927.600 vendute. Sono i dati che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2011/05/Bicicletta-il-mezzo-di-trasporto-che-non-passa-mai-di-moda.jpg?9d7bd4" alt="Bicicletta-il-mezzo-di-trasporto-che-non-passa-mai-di-moda" class="left"/>Nel 2010, in Italia, sono state prodotte 2.489.000 biciclette e sono stati venduti 1.771.000 pezzi, a fronte di 2.585.000 unità prodotte l&#8217;anno precedente e 1.927.600 vendute. Sono i dati che emergono dagli ultimi rilevamenti dell&#8217;Ancma (l&#8217;Associazione nazionale ciclo, motociclo e accessori aderente a Confindustria) sull&#8217;andamento del &#8216;mercato del pedale&#8217;.<br />
La produzione generale di questo comparto è rimasta nel 2010 più o meno stabile, anche se in leggero calo rispetto all&#8217;anno precedente. Un andamento che, del resto, riguarda tutta l&#8217;Europa. Il nostro export si mantiene intorno a 1.350.000 pezzi, con un leggero calo dell&#8217;import, sopperito dalla produzione interna.<br />
Anche il comparto delle biciclette, fanno sapere dall&#8217;Ancma, negli ultimi due anni, ha risentito della crisi generale, con un calo di vendite stimabile intorno al 10%, ma ha tenuto comunque meglio di altri settori.<br />
<span id="more-10950"></span><br />
<strong>L&#8217;industria del pedale</strong><br />
Il settore fattura industrialmente circa 900 milioni di euro. Considerati i comparti collaterali, come quello dei vestiti, scarpe e accessori per ciclisti, sfiora all&#8217;incirca il miliardo. Nello specifico, secondo i rilevamenti Ancma, nel 2010 sono stati fatturati 460 milioni di euro dalla vendita di biciclette, e 442 milioni sono quelli ricavati dalle parti meccaniche.<br />
L&#8217;industria della bicicletta, rende noto poi l&#8217;associazione confindustriale, annovera 1.780 occupati diretti, mentre quella dei ricambi e accessori 1.750. Tutto il settore, vale a dire assemblaggio bici, produzione pezzi e accessori, e comprendendo abbigliamento, scarpe e altre produzioni connesse, conta circa 10mila occupati, di cui 5mila direttamente impiegati, e gli altri in contoterzi.</p>
<p><strong>Più sostegno dal governo</strong><br />
&#8220;<em>I numeri fortunatamente stanno tenendo, ma il settore delle biciclette va sostenuto dal governo, con interventi per incentivare le vendite</em>&#8220;. E&#8217; quanto sostiene Antonello Montante, vicepresidente dell&#8217;Ancma e titolare della Cicli Montante, marchio italiano di punta nel comparto delle biciclette di altissima qualità, commentando con LABITALIA l&#8217;andamento del mercato della bicicletta nel nostro Paese.</p>
<p><strong>Invogliare il cittadino a pedalare</strong><br />
&#8220;<em>Non si deve intervenire con misure assistenzialiste</em> -precisa Montante- <em>ma piuttosto con azioni volte a recuperare il gap infrastrutturale tra l&#8217;Italia e altri Paesi europei, come Olanda, Francia e Inghilterra, dove le piste ciclabili sono moltissime, e il cittadino è invogliato a utilizzare la bicicletta</em>&#8220;. Lo Stato, sostiene l&#8217;imprenditore, &#8220;<em>dovrebbe compensare questa lacuna infrastrutturale con interventi per incentivare i potenziali acquirenti</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Puntare sulla qualità</strong><br />
Le imprese italiane della bicicletta, prosegue Montante, &#8220;<em>sono di piccole dimensioni, con fatturati che vanno dai 50mila euro a non più di 30 milioni</em>&#8220;. &#8220;<em>Occorre dunque ristrutturare il mercato, mettendosi assieme</em> -rimarca- <em>e puntando sulle eccellenze. C&#8217;è il rischio altrimenti che i mercati &#8216;low cost&#8217; come Cina e India vengano in Italia a fare da padroni, con prodotti di scarsa qualità e non di nicchia. Il messaggio che voglio inviare ai colleghi, quindi, è di mettersi insieme, puntare sulla qualità per mantenere la competitività</em>&#8220;.<br />
&#8220;<em>La mia azienda</em> -dice ancora Montante- <em>ha già fatto questa scelta da qualche anno, puntando su prodotti di lusso, da intendersi come accessori personali maschili e femminili, paragonabili ad abiti o altri oggetti di uso individuale prodotti da marchi di nicchia. Grazie a questa linea possiamo evitare una concorrenza diretta con produttori italiani e con quelli low cost dei Paesi emergenti</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Un marchio doc per le biciclette italiane</strong><br />
Per il vicepresidente dell&#8217;Ancma, si deve mirare alla realizzazione del marchio &#8216;doc&#8217; per le biciclette italiane: &#8220;<em>Come know-how e tradizione i produttori italiani sono avvantaggiati, ma risentono sul mercato globale delle piccole dimensioni e delle divisioni. Così ci ritroveremo a fare prodotti poveri per essere concorrenziali con quelli di altri Paesi, ma è una visione sbagliata. Il modello italiano deve seguire quello della moda, puntando sull&#8217;eccellenza nel mondo. Se si riuscirà ad acquisire questa visione, si vincerà la scommessa e il mercato si riprenderà</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Un Italian Style per la bicicletta</strong><br />
Altro fattore decisivo per la bicicletta italiana, afferma Montante, è l&#8217;innovazione. &#8220;I<em>n Italia abbiamo una buona tecnologia</em> -avverte- <em>ma non dobbiamo copiare. Innovazione significa, nel caso degli italiani, fare ricerca sullo stile più che sulle caratteristiche tecniche. Dobbiamo creare &#8216;l&#8217;italian style&#8217; anche per la bicicletta: questo deve essere l&#8217;obiettivo del nostro sviluppo</em>&#8220;.</p>
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		<title>Bhyke, la bicicletta a idrogeno del Cnr</title>
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		<pubDate>Fri, 06 May 2011 06:00:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[È una due ruote &#8216;pulitissima&#8217;, si chiama Bhyke, ha la pedalata assistita, è alimentata totalmente ad idrogeno e rappresenta una delle innovazioni di punta per la mobilità sostenibile in vista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2011/05/Bhyke-la-bicicletta-a-idrogeno-del-Cnr.jpg?9d7bd4" alt="Bhyke-la-bicicletta-a-idrogeno-del-Cnr" class="left"/>È una due ruote &#8216;pulitissima&#8217;, si chiama <strong>Bhyke</strong>, ha la pedalata assistita, è alimentata totalmente ad idrogeno e rappresenta una delle innovazioni di punta per la mobilità sostenibile in vista del BiciDay dell&#8217;8 maggio prossimo. A realizzare la bicicletta a idrogeno è stato il team di ricerca dell’Istituto di Tecnologie Avanzate per l&#8217;Energia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Itae-Cnr) di Messina che ha già messo su strada il primo prototipo insieme alla Tozzi Renewable Energy, società con la quale l’Istituto del Cnr svolge attività di ricerca e sviluppo.</p>
<p><strong>La bicicletta a idrogeno</strong><br />
&#8220;<em>Bhyke è un prototipo di bicicletta a pedalata assistita alimentata totalmente ad idrogeno</em>&#8221; spiega all&#8217;ADNKRONS il ricercatore Giorgio Dispenza dell’Itae-Cnr, responsabile del team di ricerca che con la Tozzi Renewable Energy lavora in diversi ambiti, dagli aerogeneratori di piccola taglia, alle celle fotovoltaiche di terza generazione (Dssc), dalla fitodepurazione da microalghe, alla produzione e impiego di idrogeno con Pem-Fc, Pem-elettrolizzatori.<br />
<span id="more-10947"></span><br />
<strong>Caratteristiche tecniche</strong><br />
&#8220;<em>La bicicletta</em> -spiega ancora Dispenza- <em>è alimentata totalmente ad idrogeno con un sistema di accumulo a stato solido in grado di fornire un’autonomia elettrica di 150 km</em>&#8220;. In altre parole, &#8220;<em>un pieno costa circa 18 euro, per una spesa di quasi 12 centesimi a chilometro</em>&#8221; dice lo scienziato dell’Itae-Cnr, l&#8217;istituto di ricerca a cui è stato anche assegnato il premio Ricerca Energy &#038; Mobility 2009 per l’attività nel campo delle fuel-cell e la produzione di idrogeno.<br />
Il prototipo della biciletta a idrogeno è parte integrante di un ambizioso progetto, condotto dal laboratorio congiunto Cnr-Itae/Tre, che prevede la possibilità di creare flotte di bici. </p>
<p><strong>L&#8217;alimentazione</strong><br />
Ma come si alimenta la bici a idrogeno? &#8220;<em>Il sistema di rifornimento idrogeno sarà composto da una fonte di energia rinnovabile a solare fotovoltaico e da un elettrolizzatore per la produzione di idrogeno da acqua. Questo abbasserà di molto il costo del combustibile e chiuderà il cerchio in termini di emissione zero</em>&#8221; afferma Dispenza.<br />
&#8220;<em>Sfruttando il processo dell&#8217;elettrolisi</em> -spiega il ricercatore- <em>si scinde la molecola dell&#8217;acqua H2O in H2 (idrogeno) e O2 (ossigeno). L&#8217;idrogeno ricavato si usa allo stato gassoso ed è accumulato in bombole a idruri. Si tratta di un sistema che garantisce la sicurezza in caso di incidente perchè l&#8217;idrogeno rimane assorbito in idruri metallici</em>&#8220;.</p>
<p><strong>I vantaggi</strong><br />
&#8220;<em>La nostra bicicletta a pedalata assistita, rispetto ai sistemi elettrici attualmente in commercio alimentati da batterie tradizionali, presenta</em> -dice ancora il ricercatore- <em>notevoli vantaggi. Intanto ha una maggiore autonomia a parità di peso e tempi di ricarica molto ridotti rispetto alle sei-otto ore di ricarica di una batteria convenzionale</em>&#8220;. &#8220;<em>Questo secondo aspetto</em> -aggiunge- <em>è particolarmente vantaggioso nella gestione di flotte, poiché consente di ridurre il numero di mezzi per garantire la continuità del servizio</em>&#8220;. Ma a quando la commercializzazione?</p>
<p><strong>Bhyke</strong><br />
&#8220;<em>Il programma è già molto avanzato, serve però abbattere i costi degli impianti di elettrolizzatori. Gli impianti, le tecnologie</em> -assicura Dispenza- <em>sono già pronti ma servono investimenti e volontà politica per finanziare l&#8217;uscita sul mercato di questo mezzo così ecologico</em>&#8220;.<br />
&#8220;<em>La commercializzazione è al vaglio della società ma servono partner per portare la bici a idrogeno nei negozi</em>&#8221; afferma Ruben Ornelas, responsabile scientifico della Tozzi Renewable Energy sottolineando che &#8220;<em>per portare davvero su strada la bici a idrogeno è necessario sviluppare una rete di infrastrutture</em>&#8220;. Rete, dice Ornelas, che &#8220;<em>valutando un parco di 10 bici più un impianto, costerebbe circa 1 mln di euro. E sarebbe un primo passo importante</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Le applicazioni dell&#8217;idrogeno</strong><br />
&#8220;<em>La bici a idrogeno</em> -aggiunge Ornelas- <em>è il punto finale delle nostre attività di produzione di energia da fonti rinnovabili, attività che vedono in primo piano anche l&#8217;uso dell&#8217;idrogeno</em>&#8220;. Due ruote ma non solo. Il progetto bici è infatti inserito nell’attività gruppo sistemi dell’Itae-Cnr che attualmente è impegnato con riferimento alla mobilità nello sviluppo di un bus elettrico-ibrido ad idrogeno (Hbus), di mini veicoli a fuel cell con il progetto Meccano coordinato dal Centro Ricerche della Fiat ed allo sviluppo di un trattore ad idrogeno ottenuto da biomasse o rinnovabili, battezzato HyTractor.</p>
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		<title>Pedala che ti passa: l&#8217;8 maggio è la giornata nazionale della bicicletta</title>
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		<pubDate>Thu, 05 May 2011 10:00:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una pedalata al giorno per allenare le gambe, il cuore e le arterie, senza usurare le articolazioni e bruciando in un&#8217;ora un monte calorie più o meno equivalente a mezza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una pedalata al giorno per allenare le gambe, il cuore e le arterie, senza usurare le articolazioni e bruciando in un&#8217;ora un monte calorie più o meno equivalente a mezza pizza margherita: circa 300-400 kcal, oltre 5 al minuto. Parola di esperti, è la bicicletta il mezzo ideale per la fuga dagli acciacchi e la caccia all&#8217;elisir di lunga vita. Cavalcando le due ruote, da bambini come a 90 anni, non solo si dribbla il traffico metropolitano rispettando l&#8217;ambiente, ma si salva anche la salute. Di più: si guadagna pure in bellezza e buonumore, approfittando di ogni raggio di sole e della scarica di endorfine, le &#8216;navicelle&#8217; della felicità sguinzagliate dal cervello dopo l&#8217;esercizio fisico.<br />
<span id="more-10944"></span><br />
<strong>La giornata nazionale della bicicletta</strong><br />
In vista della seconda <strong>Giornata nazionale della bicicletta</strong> promossa dal ministero dell&#8217;Ambiente per l&#8217;8 maggio, il cardiologo Fabio Magrini, direttore di Medicina cardiovascolare alla Fondazione Policlinico di Milano, e Maurizio Luzzi, coordinatore tecnico Settore giovanile della Federazione ciclistica italiana, analizzano per l&#8217;Adnkronos Salute le virtù di un&#8217;attività sempre più di moda non solo come hobby della domenica, ma anche nella vita di tutti i giorni come tecnica di sopravvivenza al &#8216;tritacarne&#8217; cittadino. Un tempo ripiego low-cost per chi non poteva permettersi un&#8217;auto, poi &#8216;destriero&#8217; fedele alternativo ai mezzi pubblici che tradiscono con scioperi e ritardi, oggi la bici è diventata la scelta chic dei nuovi &#8216;green fashionist&#8217;.</p>
<p><strong>Bicicletta: fashion e salute</strong><br />
&#8220;<em>Il primo plus della bicicletta rispetto ad altre forme di esercizio fisico come ad esempio il jogging</em> &#8211; spiega Luzzi &#8211; <em>è che permette di svolgere un&#8217;attività prolungata nel tempo senza traumi o danni alle articolazioni, alla muscolatura e alla colonna vertebrale</em>&#8220;. Un elemento che fa del &#8216;sellino&#8217; un mezzo ideale in tutte le stagioni della vita, adatto &#8220;<em>anche a un novantenne</em>&#8220;.<br />
Per inforcare la sella, dunque, nessun limite d&#8217;età né rischi di &#8216;overdose&#8217;. &#8220;<em>Contrariamente alla corsa</em> &#8211; continua infatti Luzzi &#8211; <em>in bicicletta si possono macinare chilometri senza sovraccaricare le articolazioni o causare traumi ai muscoli. Lo dimostra il fatto che, mentre un runner professionista corre al massimo 3 maratone all&#8217;anno, un ciclista arriva anche a 100 corse su strada</em>&#8220;.<br />
L&#8217;altro grosso vantaggio delle due ruote, prosegue l&#8217;esperto della Federazione ciclistica italiana, è che &#8220;<em>proprio perché la bicicletta consente un&#8217;attività fisica prolungata nel tempo, permette di conseguenza un calo ponderale significativo. Basti pensare che un ciclista professionista consuma dalle 900 alle 1.000 kcalorie all&#8217;ora, ma anche con una normale passeggiata in bici se ne bruciano 300-400</em>&#8220;. Infine, &#8220;<em>sempre grazie a un esercizio fisico di lunga durata, pedalando si riescono anche a incrementare le capacità polmonari e cardiovascolari</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Quanto pedalare?</strong><br />
Il cardiologo concorda, ma avverte: &#8220;<em>Perché l&#8217;esercizio sulla bicicletta abbia un effetto protettivo per cuore e arterie, bisogna pedalare al punto da avere caldo. L&#8217;aumento della temperatura corporea, diventare rossi in viso e aver voglia di togliersi il maglioncino</em> &#8211; insegna Magrini &#8211; <em>sono i segni fisici dai quali capire che l&#8217;attività sulla bici sta dando i suoi frutti anche in termini cardiovascolari</em>&#8220;. In generale, &#8220;<em>sudare 20-30 minuti al giorno per 6 mesi produce effetti benefici misurabili sulla circolazione, sia sulla pompa del cuore che sulle arterie, i tubi che portano ossigeno e nutrimento a tutti gli organi e tessuti del corpo</em>&#8220;.</p>
<p><strong>I benefici sull&#8217;organismo</strong><br />
&#8220;<em>Quanto pedaliamo con energia</em> &#8211; prosegue il cardiologo &#8211; <em>anche le nostre arterie fanno ginnastica e diventano più elastiche perché devono portare più ossigeno ai muscoli</em>&#8220;. Non solo. &#8220;I<em>l cuore impara a sua volta a pompare più sangue. Quello dei grandi campioni della bicicletta, per intenderci, arriva a &#8216;spingerne&#8217; in aorta 30-35 litri al minuto, contro i 5 litri al minuto di una persona sedentaria</em>&#8220;.<br />
Quando si fatica sul sellino, infatti, &#8220;<em>il cuore impara a battere più lentamente, a riempirsi e a svuotarsi bene per nutrire e far respirare meglio organi e tessuti. Il cuore di Coppi, ad esempio, contava 40 battiti al minuto a riposo contro i 60-80 al minuto di una persona normale, conservando quindi un&#8217;ampia riserva provvidenziale sotto sforzo</em>&#8220;.<br />
Andare in bici, dunque, alla lunga addestra il cuore a utilizzare in modo più razionale il suo &#8216;monte battiti&#8217;. </p>
<p><strong>Pedalare per restare giovani</strong><br />
Inoltre, &#8220;<em>da osservazioni effettuate sul cicloergometro utilizzato per testare la performance cardiovascolare sotto sforzo</em> &#8211; dice ancora Magrini &#8211; <em>si è visto che pedalare intensamente per 15 minuti aumenta il serbatoio dei cosiddetti &#8216;precursori endoteliali&#8217;, gruppi di cellule concettualmente simili alle staminali, che hanno il compito di aggiustare gli endoteli ossia le fodere che rivestono internamente i vasi. L&#8217;esercizio fisico tiene &#8216;sveglio&#8217; il pool di queste cellule riparatrici, che nei giovani è molto attivo, ma si riduce con il passare degli anni</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Precauzioni</strong><br />
Per non annullare i vantaggi per cuore e polmoni, tuttavia, &#8220;<em>quando si pedala nello smog è preferibile indossare una mascherina magari dotata di filtri protettivi ad hoc</em>&#8220;, suggerisce Luzzi. Agli amanti delle due ruote, inoltre, l&#8217;esperto della Federazione ciclistica italiana raccomanda di &#8220;<em>mettere sempre il casco, perché cadere dalla bicicletta può essere pericoloso tanto quanto cadere dalla moto</em>&#8220;.<br />
E ancora. &#8220;<em>Soprattutto per gli uomini, è consigliabile fare attenzione al tipo di sella. Appoggiare il perineo su un sellino rigido può causare inconvenienti, e proprio per questo oggi sono in commercio selle molto più confortevoli</em>&#8220;. In generale, poi, &#8220;<em>sull&#8217;asfalto è meglio optare per una city bike, più leggera di una mountain bike, ma dotata di ruote rinforzate contro il rischio di spiacevoli forature</em>&#8220;. Quanto poi alle moderne bici portatili, &#8220;<em>sono comode per percorsi di massimo 5 chilometri, mentre per coprire distanze più lunghe le biciclette tradizionali restano le migliori</em>&#8220;, ritiene Luzzi. Pieghevole o meno, &#8220;<em>su ogni bici è comunque importante regolare bene la posizione della sella. Non deve essere troppo bassa, altrimenti si rischia di sprecare energia e di affaticarsi prima del tempo. L&#8217;altezza ideale è quella per cui, stando seduti sul sellino, con l&#8217;avampiede si riesce a toccare il terreno</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Più piste ciclabili</strong><br />
Infine, un appello alle amministrazioni cittadine di tutta la Penisola. Da Nord a Sud, nelle metropoli &#8220;<em>sarebbe auspicabile che ci fossero spazi per l&#8217;uomo e non solo per le macchine</em>&#8220;, osserva l&#8217;esperto. Via libera dunque alle piste ciclabili che &#8220;<em>però, per essere un investimento e non uno spreco di soldi, devono essere disegnate con certi criteri</em>&#8220;, precisa Luzzi. &#8220;<em>Non devono essere mini &#8216;canali&#8217; di un metro e mezzo, ma devono misurare 5 o 6 metri per consentire l&#8217;andata e il ritorno. Infine è indispensabile la manutenzione, mentre molto spesso le piste ciclabili delle nostre città sono trascurate</em>&#8220;.</p>
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