Reggio Calabria, centomila tonnellate di rifiuti pericolosi sequestrati dal Corpo forestale
Centomila tonnellate di rifiuti pericolosi sono state sequestrate dal Corpo forestale dello Stato nella frazione Lazzaro di Motta San Giovanni (Reggio Calabria), nell’ ambito dell’operazione che ha portato all’ arresto di dieci persone.
I rifiuti provenivano dall’ attività di una centrale termoelettrica dell’ Enel in Puglia ed erano stati depositati in una cava di materiale argilloso utilizzata da un’ industria di Laterizi. Alle indagini che hanno portato agli arresti e all’individuazione della cava in cui venivano depositati i rifiuti pericolosi ha collaborato l’ Aisi, l’ ex Sisde, che ha fornito supporto informativo al Corpo forestale.
Ci sono anche alcuni dipendenti dell’ Enel tra le dieci persone arrestate dal Corpo forestale dello Stato nell’operazione su un traffico illecito di rifiuti che venivano depositati in una cava di materiale argilloso a Motta San Giovanni, nel Reggino.
I dipendenti dell’ Enel arrestati erano addetti alla gestione della centrale termoelettrica in Puglia, la cui attività produceva residui fangosi pericolosi che venivano trasportati e occultati illecitamente a Motta San Giovanni. Nell’ operazione sono coinvolti anche i dipendenti delle ditte che provvedevano al trasporto dei rifiuti pericolosi dalla Puglia a Motta San Giovanni e i titolari dell’industria di laterizi che li avrebbe utilizzati.
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La notizia arriva da Radio Cina Internazionale: il 15 febbraio a Guilin, città nel sud-ovest della Cina, si è conclusa la riunione di lavoro delle risorse idriche nazionale, della durata di due giorni. Durante la riunione il ministro delle Risorse idriche cinese, Chen Lei, ha affermato che il paese dovrà applicare un sistema di amministrazione delle risorse idriche più rigoroso, adottare un controllo del volume d’ impiego idrico, controllare il volume generale delle acque reflue inquinanti nei fiumi e contenere risolutamente lo spreco d’ acqua, in modo da garantire lo sviluppo sostenibile dell’ economia cinese.
Il Cimento invernale, la tradizionale gara di nuoto nei Navigli di Milano, è tornata dopo quasi mezzo secolo. Ieri, nelle acque del Naviglio grande, si sono tuffati cento temerari (tra i quali anche una ventina di donne) per la manifestazione organizzata dalla Nuova Canottieri Olona. La tradizione era stata abbandonata a causa dell’ inquinamento delle acque del naviglio: la situazione sembra invece ora migliorata e le acque del canale artificiale – il primo in Europa – sono tornate ad essere balneabili.



















