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	<title>MondoEcoBlog.com &#187; inquinamento acqua</title>
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	<description>Il mondo dell'ecologia a 360 gradi</description>
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		<title>Golfo del Messico, nuova esplosione su una piattaforma petrolifera</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 23:03:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Torna l&#8217;incubo nel Golfo del Messico dove è esplosa un’altra piattaforma petrolifera. Dopo l&#8217;incidente una chiazza di petrolio lunga quasi 2 chilometri e larga 30 metri ha cominciato ad affiorare sull&#8217;acqua.
L&#8217;esplosione è avvenuta 145 chilometri circa a sud della baia di Vermilion, lungo la costa centrale della Lousiana. Elicotteri, aerei e mezzi navali si sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2010/09/Golfo-del-Messico-nuova-esplosione-su-una-piattaforma-petrolifera.jpg" alt="Golfo-del-Messico-nuova-esplosione-su-una-piattaforma-petrolifera" class="left"/>Torna l&#8217;incubo nel Golfo del Messico dove è esplosa un’altra piattaforma petrolifera. Dopo l&#8217;incidente una chiazza di petrolio lunga quasi 2 chilometri e larga 30 metri ha cominciato ad affiorare sull&#8217;acqua.<br />
L&#8217;esplosione è avvenuta 145 chilometri circa a sud della baia di Vermilion, lungo la costa centrale della Lousiana. Elicotteri, aerei e mezzi navali si sono diretti verso la zona. La deflagrazione &#8211; di cui non si conosce la causa &#8211; ha scaraventato in mare 13 operai ma tutti sono stati tratti in salvo.<br />
Secondo le prime informazioni, uno di loro che lavorava sulla piattaforma sarebbe però rimasto ferito, ha reso noto la Cnn, citando un portavoce della Guardia Costiera.</p>
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		<title>OGM: arriva il salmone transgenico, ma quasi 3 italiani su 4 non lo vogliono</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 00:24:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quasi 3 italiani su 4 sono contrari al super salmone transgenico nel piatto: questo è quanto emerge secondo l&#8217;indagine Coldiretti/Swg, secondo la quale il 72 per cento dei cittadini italiani che esprimono un&#8217;opinione ritiene che i prodotti alimentari contenenti organismi geneticamente modificati (Ogm) siano meno salutari rispetto a quelli tradizionali. E&#8217; quanto afferma la Coldiretti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2010/09/OGM-arriva-il-salmone-transgenico-ma-quasi-3-italiani-su-4-non-lo-vogliono.jpg" alt="OGM-arriva-il-salmone-transgenico-ma-quasi-3-italiani-su-4-non-lo-vogliono" class="left"/>Quasi 3 italiani su 4 sono contrari al super salmone transgenico nel piatto: questo è quanto emerge secondo l&#8217;indagine Coldiretti/Swg, secondo la quale il 72 per cento dei cittadini italiani che esprimono un&#8217;opinione ritiene che i prodotti alimentari contenenti organismi geneticamente modificati (Ogm) siano meno salutari rispetto a quelli tradizionali. E&#8217; quanto afferma la Coldiretti in riferimento alla decisione sull&#8217;immissione in commercio di salmoni geneticamente modificati che la Food and Drugs Administration (Fda), ovvero l&#8217;organo regolatorio statunitense su farmaci e cibo, dovrà assumere a partire dal 19 settembre.<br />
<span id="more-5428"></span><br />
<strong>BIOTECNOLOGIE E SALMONE TRANSGENICO</strong><br />
Di fronte ad una escalation nell&#8217;applicazione delle biotecnologie al regno animale, con modificazioni genetiche e clonazioni, occorre intervenire tempestivamente &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; con un adeguamento delle normative comunitarie per impedire l&#8217;importazione di questa preoccupante novità di cui non si sente certamente il bisogno. Il salmone transgenico è un salmone Atlantico, con il dna modificato con quello del salmone Chinhook e del merluzzo, che &#8211; riferisce la Coldiretti &#8211; raggiunge il peso adatto per la vendita in diciotto mesi anziché in tre anni.</p>
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		<title>Lotta all&#8217;eco-mafia: 14 insigniti dal Premio Ambiente e Legalità</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 22:10:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dal magistrato al libero cittadino. E poi giornalisti, consorzi e tanti rappresentanti delle forze dell&#8217;ordine. Sono i quattordici paladini dell&#8217;ambiente che si sono distinti per l&#8217;impegno nella lotta all&#8217;ecomafia premiati oggi da Legambiente e Libera nel corso della VII edizione del Premio Ambiente e Legalità. Nell&#8217;ambito di Festambiente, il festival internazionale di Legambiente in corso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2010/08/Lotta-alleco-mafia-14-insigniti-dal-Premio-Ambiente-e-Legalità.jpg" alt="Lotta-alleco-mafia-14-insigniti-dal-Premio-Ambiente-e-Legalità" class="left"/>Dal magistrato al libero cittadino. E poi giornalisti, consorzi e tanti rappresentanti delle forze dell&#8217;ordine. Sono i quattordici paladini dell&#8217;ambiente che si sono distinti per l&#8217;impegno nella lotta all&#8217;ecomafia premiati oggi da Legambiente e Libera nel corso della VII edizione del Premio Ambiente e Legalità. Nell&#8217;ambito di Festambiente, il festival internazionale di Legambiente in corso a Rispescia (Gr), si celebra oggi la giornata della Legalità di Libera alla presenza di Don Luigi Ciotti, presidente di Libera e di Enrico Fontana, responsabile Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente. I quattordici premiati riceveranno il riconoscimento dalle due associazioni per aver combattuto, ognuno nel proprio ambito, con professionalità, coraggio e passione il crimine ambientale, una delle piaghe che deturpa il territorio italiano e mette a rischio la salute dei cittadini.<br />
<span id="more-5347"></span><br />
<strong>LE ECO-MAFIE IN ITALIA</strong><br />
&#8221;<em>Le ecomafie gestiscono nel nostro Paese un vero e proprio sistema eco-criminale, estremamente flessibile e diversificato, al quale dobbiamo contrapporne uno legale ed eco-sostenibile</em>&#8221;, commenta Enrico Fontana, responsabile Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente. &#8221;<em>Magistrati, giornalisti, cooperative e liberi cittadini: è questa l&#8217;Italia che fa squadra nella lotta contro un&#8217;organizzazione delinquenziale integrata, pervasiva e difficile da arginare e che oggi vogliamo premiare. Abbiamo di fronte</em> -continua Fontana- <em>un vero e proprio sistema criminale i cui profitti continuano a crescere nonostante la crisi economica: nel 2009, secondo i dati del rapporto annuale di Legambiente, il giro d&#8217;affari complessivo delle ecomafie ha raggiunto la cifra imponente di 20,5 miliardi di euro per 28.576 gli illeciti accertati pari a 78 reati al giorno, cioé piu&#8217; di 3 l&#8217;ora</em>&#8221;.</p>
<p><strong>L&#8217;INTRODUZIONE DEI DELITTI AMBIENTALI</strong><br />
Per questa ragione, conclude Fontana, &#8221;<em>è necessario ribadire ancora una volta l&#8217;urgente necessità di introdurre, nel nostro Codice Penale, i delitti contro l&#8217;ambiente per punire tutti coloro che lucrano sulla nostra salute. Il termine ultimo è previsto per il prossimo dicembre, ci auguriamo che l&#8217;Italia non perda questo appuntamento importante al cospetto della Commissione Ue</em>&#8221;.</p>
<p><strong>IL PREMIO AMBIENTE E LEGALITA&#8217;</strong><br />
A ricevere il riconoscimento il giornalista Domenico Iannacone, autore dell&#8217;inchiesta &#8216;Il progetto, storia di un&#8217;Italia incosciente&#8217;, un&#8217;indagine sul rapporto tra edilizia e normative antisismiche andata in onda il 13 settembre 2009 nella trasmissione di Rai3, Presa Diretta. Nel servizio, attraverso una telecamera nascosta, viene svelata la totale assenza di controlli che consente di costruire case illegalmente, dal calcestruzzo alla concessione edilizia, in una della aree a più forte rischio sismico del nostro Paese, la Calabria. Sempre nell&#8217;ambito del giornalismo d&#8217;inchiesta è stato premiato Angelo Saso per &#8216;Quella nave insabbiata&#8217; il reportage di Rainews 24 sulla vicenda della nave Eden 5, arenata dal &#8216;88 sulla costa di Lesina nel Gargano. Un naufragio dai contorni misteriosi, che si inserisce a pieno titolo nel drammatico capitolo delle &#8216;navi a perdere&#8217; su cui, nel nostro Paese, ancora non è stata fatta piena chiarezza.<br />
Un premio anche al lavoro svolto da Claudia Salvestrini, direttrice del consorzio Polieco, la società nazionale per il riciclaggio di rifiuti dei beni a base di polietilene, per la coraggiosa e documentata attività di denuncia condotta nella qualità dei traffici illegali di rifiuti plastici, soprattutto di polietilene, contaminati da sostanze pericolose che dal nostro Paese vengono esportati in particolare verso la Cina. Tanti anche i premiati tra le forze dell&#8217;ordine. Tra questi al Capitano Florindo Rosa e al personale del Noe, Nucleo operativo ecologico dell&#8217;Arma dei carabinieri di Grosseto, per le indagini condotte nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione denominata &#8216;Golden Rubbish&#8217; che ha portato alla scoperta di una vera e propria organizzazione criminale impegnata nella gestione e nello smaltimento illegale di circa un milione di tonnellate di rifiuti, speciali e pericolosi.<br />
Riconoscimento anche al Comandante Giuseppe Gulli e al personale del Nipaf, il Nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale del Corpo Forestale dello Stato di Reggio Calabria, per le indagini condotte nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione &#8216;Leucopetra&#8217; che hanno portato all&#8217;accertamento di traffici e smaltimenti illeciti di ingenti quantitativi di rifiuti, speciali e pericolosi, circa 100mila tonnellate, provenienti dalla centrale termoelettrica di Brindisi e interrati in una cava vicina alla spiaggia di San Lazzaro, nel comune di Motta San Giovanni (Reggio Calabria).<br />
Sempre nell&#8217;ambito della lotta ai traffici illeciti di rifiuti il premio è andato a Maria Cristina Ribera, sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, per le numerose indagini condotte sui traffici illeciti di rifiuti in Campania, in particolare per l&#8217;inchiesta &#8216;Giudizio finale&#8217; che ha portato all&#8217;arresto di affiliati ai clan camorristici direttamente impegnati nella gestione illegale dei rifiuti, nonché per i più recenti provvedimenti giudiziari che hanno fatto emergere gli interessi dei clan criminali nelle ricostruzioni in Abruzzo, e a Vittorio Rizzi e al personale della Squadra mobile di Roma per le attività d&#8217;indagine che a più riprese, nel corso degli ultimi tre anni, hanno consentito di individuare e sequestrare ingenti quantitativi di rifiuti, costituiti soprattutto da plastica contaminata, esportati illegalmente in Cina e di merci contraffatte importate nel nostro Paese.<br />
L&#8217;elenco dei premiati prosegue con Mario Spagnuolo, procuratore capo di Vibo Valentia per il forte impulso impresso alle indagini giudiziarie sul fenomeno dell&#8217;abusivismo edilizio e più in generale per l&#8217;azione di contrasto messa in atto dagli uffici della Procura verso ogni forma di illegalità ambientale nel territorio della provincia di Vibo Valentia e al Comandante Angelo Pistorio, Capo ufficio del III reparto del Comando generale delle Capitanerie di Porto, per aver curato la redazione del &#8216;Dossier Spadare&#8217;, in cui sono stati raccolti ed elaborati, per la prima volta, i dati relativi all&#8217;attività svolta nel contrasto alla pesca illegale da parte delle Capitanerie di porto, in particolare per quanto riguarda i sequestri di reti derivanti, le cosiddette spadare.<br />
Per l&#8217;intensa attività svolta per la tutela della fauna e la repressione dell&#8217;attività venatoria illecita e, più in generale, per l&#8217;azione di contrasto dei fenomeni d&#8217;illegalità ambientale nel territorio della provincia di Roma, si è contraddistinta la Polizia provinciale della Capitale, mentre al Comandante del Corpo dei Vigili Urbani di Agrigento, Cosimo Antonica va il premio per l&#8217;ottimo lavoro svolto a partire dal suo insediamento, all&#8217;inizio del 2010, grazie al quale il Comando dei Vigili Urbani di Agrigento si è affermato come un organismo di efficace intervento a tutela dell&#8217;ambiente e della legalità.<br />
E per finire, premio al Nucleo di polizia tributaria di Roma e al Gruppo tutela patrimonio artistico della Guardia di Finanza, per l&#8217;Operazione Augusto Imperatore&#8217;, grazie alla quale sono stati recuperati ben 1.670 reperti d&#8217;interesse archeologico trafugati illegalmente in Italia, attraverso scavi abusivi, e destinati al mercato internazionale, e non poteva mancare un riconoscimento al Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco per la professionalità, il coraggio e la sensibilità con cui tutto il personale dei Vigili del fuoco ha condotto delicate operazioni di intervento in Abruzzo, dopo il sisma del 6 aprile 2009 e dopo l&#8217;alluvione che ha colpito gli abitati di Scaletta Zanclea e Giampilieri nel messinese il 1 ottobre del 2009.</p>
<p><strong>LA LOTTA CONTRO L&#8217;AMIANTO</strong><br />
Nella settima edizione del Premio Ambiente e Legalità uno speciale riconoscimento per lo straordinario impegno per l&#8217;ambiente, la salute dei cittadini e la legalità va alla memoria di Luisa Minazzi, la donna che si è contraddistinta per aver lottato contro l&#8217;amianto. Figura di straordinarie qualità, Luisa Minazzi è stata il simbolo del movimento contro la fibra killer a Casale Monferrato (Al).<br />
Negli ultimi anni era diventata la voce pubblica dei malati e delle famiglie delle vittime di Casale, in particolare nel processo contro la multinazionale Eternit, nonché protagonista di importanti battaglie ambientaliste in qualità di una delle fondatrici del circolo di Legambiente a Casale Monferrato e assessore comunale all&#8217;ambiente. Luisa Minazzi ci ha lasciati lo scorso 6 luglio a soli 57 anni stroncata dal mesotelioma pleurico, una forma di cancro legata all&#8217;esposizione all&#8217;amianto, malattia che aveva combattuto in tutti i sensi.</p>
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		<title>Bellezze paesaggistiche: un quarto delle coste italiane occupate da stabilimenti balneari</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 22:10:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quasi un quarto della costa italiana idonea per la balneabilità, ovvero 900 km su 4.000 km complessivi, è occupata da 12.000 stabilimenti (più che raddoppiati in meno di dieci anni): una media di uno stabilimento ogni 350 metri con un&#8217;occupazione complessiva di circa 18 milioni di metri quadri, che ai gestori costano un canone di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2010/08/Bellezze-paesaggistiche-un-quarto-delle-coste-italiane-occupate-da-stabilimenti-balneari.jpg" alt="Bellezze-paesaggistiche-un-quarto-delle-coste-italiane-occupate-da-stabilimenti-balneari" class="left"/>Quasi un quarto della costa italiana idonea per la balneabilità, ovvero 900 km su 4.000 km complessivi, è occupata da 12.000 stabilimenti (più che raddoppiati in meno di dieci anni): una media di uno stabilimento ogni 350 metri con un&#8217;occupazione complessiva di circa 18 milioni di metri quadri, che ai gestori costano un canone di appena 50 centesimi al mese per metro quadro. E&#8217; la denuncia del nuovo dossier &#8216;Sabbia: l&#8217;oro di tutti a vantaggio di pochi&#8217; del Wwf Italia che a sostegno della tutela del mare e delle coste ha lanciato la campagna &#8216;Il Mediterraneo ti sta chiedendo aiuto&#8217;, a cui tutti possono dare il loro contributo su <a href="http://www.wwf.it/mare">www.wwf.it/mare</a>.<br />
<span id="more-5329"></span><br />
<strong>IRREGOLARITA&#8217; NELL&#8217;OCCUPAZIONE DELLE COSTE</strong><br />
Nello studio l&#8217;associazione ambientalista denuncia anche gli &#8220;introiti enormi&#8221; e &#8220;in gran parte irregolari&#8221; degli stabilimenti &#8220;a fronte solo 103 milioni di euro d&#8217;incasso per lo Stato&#8221;. Il dichiarato è di circa 2 miliardi di euro ma secondo l&#8217;analisi del Wwf, che considera i 600.000 lavoratori del settore, la cifra &#8220;non è credibile&#8221;. L&#8217;evasione è anzi &#8220;<em>talmente clamorosa che potrebbe essere in qualche modo programmata a tavolino: dei 573 controlli svolti nel 2009 dall&#8217;Agenzia del Demanio</em> &#8211; evidenzia &#8211; <em>551 hanno rilevato irregolarità, mentre nel 2008, le irregolarità rilevate sono state 403 su 439 controlli</em>&#8220;.</p>
<p><strong>REATI FISCALI E PAESAGGISTICI</strong><br />
E anche i dati della Guardia di Finanza, secondo il Wwf, &#8220;<em>documentano una situazione di evasione diffus</em>a&#8221;. Su 4000 controlli annui sul litorale laziale, ad esempio, le irregolarità sono il 45%. Percentuale che sale al 61%&#8221; se si considera solo la parte relativa agli scontrini fiscali relativi alla somministrazione di bevande ed alimenti. Così mentre &#8220;<em>lo Stato di media incassa per ogni metro quadro di spiaggia data in concessione meno di 50 centesimi di euro al mese (5 euro e 72 centesimi l&#8217;anno), i privati fanno affari d&#8217;oro sotto gli occhi di tutti</em>&#8221; sostiene il Wwf.</p>
<p><strong>L&#8217;IMPATTO AMBIENTALE DEGLI STABILIMENTI</strong><br />
Oltre allo scandalo delle concessioni, il Wwf evidenzia gli impatti sull&#8217;ambiente degli stabilimenti, &#8220;<em>spesso vere e proprie cittadelle di servizi e strutture permanenti</em>&#8221; con piscine, negozi, centri benessere, parcheggi situati anche in ambienti delicatissimi come le dune costiere. Con il risultato che, sottolinea, &#8220;<em>questa speculazione ha irrimediabilmente compromesso l&#8217;inestimabile valore dei nostri litorali contribuendo a gravi impatti sull&#8217;ambiente come il fenomeno dell&#8217;erosione delle coste, che interessa ormai il 42% delle spiagge italiane</em>&#8220;.</p>
<p><strong>CEMENTIFICAZIONE E ABUSI</strong><br />
&#8220;<em>La proliferazione degli stabilimenti</em> &#8211; commenta il presidente del Wwf Italia, Stefano Leoni- <em>spesso irregolare e scandalosamente &#8216;economica&#8217; per i gestori, insieme alla cementificazione selvaggia, agli abusi e alle situazioni di degrado che caratterizzano il litorale &#8216;libero&#8217;, hanno sottratto alla natura e alla libera godibilità di tutti le nostre bellissime coste, un vero e proprio &#8216;furto&#8217; di ambiente e di paesaggio che hanno impatti e conseguenze spesso irreversibili</em>&#8220;.</p>
<p><strong>LA TUTELA DELLE SPIAGGE</strong><br />
Per questo, secondo il presidente, &#8220;<em>per fermare questo scempio, dobbiamo al più presto uscire dalla logica speculativa e privatistica con cui è stato gestito il patrimonio di tutti e rientrare nell&#8217;alveo dove le prime cose che si tengono in considerazione sono gli interessi collettivi e, tra questi, la tutela dello straordinario patrimonio ambientale costituito dalle nostre spiagge</em>&#8221; conclude.</p>
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		<title>Iran, dal 21 agosto al via la prima centrale nucleare made in Russia</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Aug 2010 22:10:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dal prossimo autunno l&#8217;Iran vedra&#8217; funzionare la sua prima centrale nucleare, dopo 35 anni di attesa. Mosca ha infatti annunciato oggi che dal 21 agosto cominceranno le operazioni per caricare l&#8217;uranio nell&#8217;impianto di Bushehr, nel sud del Paese. Notizia confermata dal capo del programma nucleare iraniano, Ali Akbar Salehi.
&#8221;Sara&#8217; un passo irreversibile&#8221;, ha spiegato Serghiei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2010/08/Iran-dal-21-agosto-al-via-la-prima-centrale-nucleare-made-in-Russia.jpg" alt="Iran-dal-21-agosto-al-via-la-prima-centrale-nucleare-made-in-Russia" class="left"/>Dal prossimo autunno l&#8217;Iran vedra&#8217; funzionare la sua prima centrale nucleare, dopo 35 anni di attesa. Mosca ha infatti annunciato oggi che dal 21 agosto cominceranno le operazioni per caricare l&#8217;uranio nell&#8217;impianto di Bushehr, nel sud del Paese. Notizia confermata dal capo del programma nucleare iraniano, Ali Akbar Salehi.<br />
&#8221;<em>Sara&#8217; un passo irreversibile</em>&#8221;, ha spiegato Serghiei Novikov, portavoce dell&#8217;agenzia federale russa per l&#8217;energia nucleare Rosatom che, dopo aver costruito la centrale, la gestira&#8217; fornendo il combustibile ed eliminando le scorie.<br />
<span id="more-5323"></span><br />
<strong>A OTTOBRE LA PRIMA FISSIONE</strong><br />
&#8221;<em>Il combustibile</em> &#8211; ha aggiunto &#8211; <em>sara&#8217; caricato nel reattore il 21 agosto, a partire da quel momento Bushehr sara&#8217; considerata una installazione nucleare: cio&#8217; significa che il periodo di prova e&#8217; finito e che e&#8217; cominciato quello dello &#8217;start-up&#8217; fisico, ma tale periodo prendera&#8217; due mesi e mezzo</em>&#8221;. La prima reazione fissile, quindi, avverra&#8217; all&#8217;inizio di ottobre, ha sottolineato. Tra sei mesi l&#8217;impianto sara&#8217; pienamente operativo.</p>
<p><strong>I SOSPETTI DI NATURA MILITARE</strong><br />
La Russia ha quindi tenuto fede all&#8217;impegno preso in primavera dallo stesso premier Valdimir Putin, sottolineando che la centrale esula dalle sanzioni inflitte dal consiglio di sicurezza dell&#8217;Onu a Teheran per il suo programma di ricerca nucleare, sospettato di avere una natura militare.<br />
La comunita&#8217; internazionale aveva invitato Mosca a rinviare comunque l&#8217;avvio di Bushehr. Recentemente il segretario di Stato Usa Hillary Clinton l&#8217;aveva giudicato &#8221;prematuro&#8221;: e&#8217; necessario, aveva sostenuto, che il regime iraniano &#8221;<em>rassicuri il mondo o che il suo comportamento cambi in virtu&#8217; delle sanzioni internazional</em>i&#8221;. Anche il Cremlino si e&#8217; allineato alle sanzioni Onu, avvicinandosi alla Casa Bianca e raffreddando la sua storica alleanza con Teheran. Ma Mosca e&#8217; convinta che Bushehr non abbia alcuna relazione con il controverso programma nucleare iraniano. E anche alcune diplomazie occidentali, nonche&#8217; esperti nucleari, ritengono che i rischi siano limitati perche&#8217; la centrale sara&#8217; gestita interamente dai russi, con il controllo dell&#8217;Aiea.</p>
<p><strong>LA CENTRALE NUCLEARE DI BUSHIR</strong><br />
La costruzione di Bushehr era stata avviata dalla tedesca Siemens oltre 30 anni fa, prima della rivoluzione islamica del 1979. Era stata poi interrotta dalla guerra Iran-Iraq del 1980. Mosca aveva ripreso il cantiere nel 1994, ma la conclusione dei lavori, prevista inizialmente per il 1999, e&#8217; stata piu&#8217; volte rinviata. Il Cremlino l&#8217;ha usata come leva politica, ma in Iran molti credono che i ritardi siano stati causati dal tentativo di ricavare piu&#8217; soldi da un progetto valutato un miliardo di dollari o dalle pressioni occidentali. In ogni caso, se e quando Bushehr partira&#8217;, Teheran potra&#8217; cantare vittoria solleticando l&#8217;orgoglio nazionale e celebrando l&#8217;evento come una parziale uscita dall&#8217;isolamento internazionale.</p>
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		<title>Golfo del Messico: arriva la conta dei danni ambientali per lo sversamento Bp</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Aug 2010 22:10:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il &#8221;delicatissimo&#8221; sistema ecologico ne soffrira&#8217; per almeno 30 anni, fino a che la natura non riuscira&#8217; a trovare un nuovo equilibrio e a &#8216;mangiare&#8217; quanto rimane del petrolio sversato nel Golfo del Messico a causa dell&#8217;incidente alla piattaforma della Bp. Questo il quadro del &#8221;disastro ecosistemico&#8221; della &#8216;marea nera&#8217; immaginato da Gianfranco Bologna, direttore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2010/08/Golfo-del-Messico-arriva-la-conta-dei-danni-ambientali-per-lo-sversamento-Bp.jpg" alt="Golfo-del-Messico-arriva-la-conta-dei-danni-ambientali-per-lo-sversamento-Bp" class="left"/>Il &#8221;delicatissimo&#8221; sistema ecologico ne soffrira&#8217; per almeno 30 anni, fino a che la natura non riuscira&#8217; a trovare un nuovo equilibrio e a &#8216;mangiare&#8217; quanto rimane del petrolio sversato nel Golfo del Messico a causa dell&#8217;incidente alla piattaforma della Bp. Questo il quadro del &#8221;disastro ecosistemico&#8221; della &#8216;marea nera&#8217; immaginato da Gianfranco Bologna, direttore scientifico del Wwf, a oltre 100 giorni di distanza dall&#8217;inizio della perdita e quando finalmente oggi il &#8216;tappo&#8217; static kill ha funzionato correttamente bloccando la fuoriuscita di greggio. La falla e&#8217; chiusa, ma il disastro ecologico e&#8217; evidente: 5 milioni di barili (come comunica ufficialmente la Bp) &#8211; pari a 780 milioni di litri &#8211; di petrolio che galleggiano in mare, 7 milioni di litri di solventi versati sulla marea nera che potrebbero aver portato (secondo gli ambientalisti) piu&#8217; danni che benefici, un&#8217;alterazione biologica dello spazio ecosistemico che la natura dovra&#8217; ricomporre, e il rallentamento della catena alimentare.<br />
<span id="more-5311"></span><br />
<strong>RIPERCUSSIONI DEVASTANTI</strong><br />
Secondo Bologna &#8221;<em>non e&#8217; mai successo nulla di simile: non c&#8217;e&#8217; mai stata una fuoriuscita di petrolio in modo cosi&#8217; continuativo</em>&#8221; con ripercussioni cosi&#8217; &#8221;devastanti&#8221;. Le perdite &#8216;economiche&#8217; dovrebbero sfiorare i 4 miliardi di dollari ma, avverte l&#8217;esperto, quello che dovra&#8217; pagare &#8221;la natura per recuperare&#8221; i danni al territorio, alla biodiversita&#8217;, e alla catena alimentare potrebbe durare &#8221;numerose decadi&#8221;: ci vorranno da 30 a 50 anni di &#8221;deficit ecologico&#8221; affinche&#8217; la natura possa &#8216;purgarsi&#8217;, anche se &#8211; rileva &#8211; per parlare del recupero ecologico con certezza servono &#8216;&#8217;studi e monitoraggi di almeno 3-4 anni&#8221;.</p>
<p><strong>I RISCHI PER LA POPOLAZIONE DEI CORALLI DEL GOLFO</strong><br />
E ora rischia anche la popolazione di coralli del Golfo &#8211; secondo uno studio del Mote marine laboratory in Florida &#8211; sconvolta dal liquido &#8216;tappante&#8217; usato dalla Bp per otturare la falla. In questo caso, per Bologna, &#8221;<em>il pericolo di perdita dei coralli e&#8217; lo stesso che coinvolge la catena alimentare, che rischia di venire rallentata: in particolare per molluschi, crostacei e pesci, che trascorrendo gli stadi della loro evoluzione in ambienti diversi, entrano in contatto con le larve dei coralli&#8221;</em>. Ora, pero&#8217; &#8211; secondo un rapporto pubblicato dal New York Times on-line &#8211; un&#8217;insolita mano a ripulire l&#8217;oceano, in cui continuerebbe a esserci meno petrolio del previsto (il 26% di quello fuoriuscito), giunge dai batteri presenti in mare: &#8221;<em>Sono forme di vita straordinarie</em> &#8211; afferma il direttore scientifico del Wwf &#8211; <em>possono vincere l&#8217;inquinamento riuscendo a riprodursi anche a oltre 120 gradi e sintetizzando molecole inquinanti</em>&#8221;, una capacita&#8217; che viene loro naturale. La situazione attuale, pero&#8217;, conclude Bologna, impone una riflessione sul &#8221;<em>declino dei combustibili fossili</em>&#8221; e sulla &#8221;<em>vulnerabilita&#8217; dell&#8217;intero processo: il petrolio ha, infatti, un impatto ambientale in tutta la sua filiera, dai danni dovuti alla sua estrazione fino a quello che combina con le emissioni di CO2</em>&#8221;.</p>
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		<title>Sogliole tossiche nel santuario dei Cetacei: concentrazioni di mercurio preoccupanti</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Aug 2010 22:10:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Allarme sogliole tossiche nel Santuario dei Cetacei: a lanciarlo oggi un nuovo rapporto di Greenpeace. Metalli pesanti, idrocarburi policiclici aromatici e bisfenolo A, in certi casi oltre il limite consentito dalla legge: questi gli inquinanti trovati nei pesci. In particolare &#8211; si legge nel rapporto dal titolo &#8221;Sogliole tossiche nel Santuario dei Cetacei: non ingerire!&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2010/08/Sogliole-tossiche-nel-santuario-dei-Cetacei-concentrazioni-di-mercurio-preoccupanti.jpg" alt="Sogliole-tossiche-nel-santuario-dei-Cetacei-concentrazioni-di-mercurio-preoccupanti" class="left"/>Allarme sogliole tossiche nel Santuario dei Cetacei: a lanciarlo oggi un nuovo rapporto di Greenpeace. Metalli pesanti, idrocarburi policiclici aromatici e bisfenolo A, in certi casi oltre il limite consentito dalla legge: questi gli inquinanti trovati nei pesci. In particolare &#8211; si legge nel rapporto dal titolo &#8221;Sogliole tossiche nel Santuario dei Cetacei: non ingerire!&#8221; che l&#8217;ANSA e&#8217; in grado di anticipare &#8211; le analisi, commissionate da Greenpeace al Dipartimento di Scienze Ambientali dell&#8217; Universita&#8217; di Siena, sono state effettuate su 31 esemplari prelevati in 5 aree al largo di Civitavecchia, Viareggio, Livorno, Lerici (La Spezia) e Genova.<br />
<span id="more-5314"></span><br />
<strong>LA CONCENTRAZIONE DI MERCURIO</strong><br />
Fra i risultati piu&#8217; preoccupanti c&#8217;e&#8217; il dato sul mercurio trovato oltre il limite di legge nel 25% dei campioni (7 esemplari su 31). La concentrazione piu&#8217; alta di mercurio &#8211; riferisce Greenpeace &#8211; e&#8217; stata registrata in un campione pescato al largo di Civitavecchia: 10 volte il massimo consentito dalla legge.<br />
A Viareggio, in una delle sogliole la concentrazione di mercurio supera del doppio il limite massimo per il consumo umano, mentre in altri due esemplari e&#8217; il livello di piombo a sforare i limiti consentiti (7% dei campioni). In un campione pescato a Lerici, la concentrazione di benzo(a)pirene (un idrocarburo policiclico aromatico accertato cancerogeno per l&#8217;uomo) supera del doppio il limite di legge. A Genova e&#8217; vicino ai limiti. </p>
<p><strong>I DANNI DA MERCURIO</strong><br />
&#8221;<em>Alcune sostanze, come piombo e mercurio, possono interferire</em> &#8211; spiega Vittoria Polidori responsabile delle campagna inquinamento di Greenpeace &#8211; <em>con il normale sviluppo del cervello dei bambini e arrecare danni al sistema renale, oppure essere addirittura cancerogene</em>&#8221;. Le sogliole, spiega quindi Greenpeace &#8221;<em>sono ottimi bioindicatori perche&#8217; conducono una vita stanziale a contatto con i sedimenti e sono fra le prime specie di pesce consigliate in fase di svezzamento dei bambini</em>&#8221;.</p>
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		<title>Petrolio e rifiuti nel Mediterraneo, il Mare Nostrum in pericolo</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Aug 2010 22:10:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8221;Sono il petrolio, i reflui zootecnici e industriali, i residui delle attività di pesca, le cicche di sigaretta e le buste di plastica gli inquinanti che stanno uccidendo il nostro mare e i suoi abitanti&#8217;&#8216;, questo il commento dell&#8217;Ente Nazionale Protezione Animali in merito ai dati del primo &#8221;Census of marine Life&#8221;. &#8221;L&#8217;allarme lanciato dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2010/08/Petrolio-e-rifiuti-nel-Mediterraneo-il-Mare-Nostrum-in-pericolo.jpg" alt="Petrolio-e-rifiuti-nel-Mediterraneo-il-Mare-Nostrum-in-pericolo" class="left"/>&#8221;<em>Sono il petrolio, i reflui zootecnici e industriali, i residui delle attività di pesca, le cicche di sigaretta e le buste di plastica gli inquinanti che stanno uccidendo il nostro mare e i suoi abitanti&#8217;</em>&#8216;, questo il commento dell&#8217;Ente Nazionale Protezione Animali in merito ai dati del primo &#8221;<strong>Census of marine Life</strong>&#8221;. &#8221;<em>L&#8217;allarme lanciato dal primo censimento delle specie animali marine non ci sorprende</em> &#8211; dice Ilaria Ferri, direttore scientifico dell&#8217;Enpa &#8211; <em>ma è perfettamente in linea con le nostre aspettative. Più volte abbiamo denunciato quanto siano fragili i nostri ecosistemi marini, aggrediti dallo sfruttamento indiscriminato, dall&#8217;inquinamento e da comportamenti irresponsabili</em>&#8221;.<br />
<span id="more-5291"></span><br />
<strong>IL CENSUS OF MARINE LIFE</strong><br />
Secondo i dati del &#8216;<strong>Census of marine life</strong>&#8216;, il 60% del commercio mondiale di petrolio e dei suoi derivati passa per il &#8216;Mare Nostrum&#8217; mentre sulle coste si concentra il 27% di tutta l&#8217;attività di raffinazione mondiale. Ogni anno nel Mediterraneo le petroliere compiono circa 3000 viaggi, trasportando circa 400 milioni di tonnellate di greggio. Solo tra il 1990 e il 1999, ci sono stati 250 incidenti e sono finite in mare 22.150 tonnellate di petrolio. I reflui di allevamenti e industrie, ma anche dei fertilizzanti e delle altre sostanze chimiche impiegate in agricoltura, poi, sono responsabili per il 70% dell&#8217;inquinamento marino.</p>
<p><strong>PLASTICA E MOZZICONI</strong><br />
&#8221;<em>Attenzione poi alla plastica e ai mozziconi di sigaretta</em> &#8211; prosegue Ferri &#8211; <em>Sono in molti a non sapere che una semplice disattenzione, come gettare a mare una cicca o una busta di plastica, può essere letale per tantissimi animali. Di fronte all&#8217;agonia del nostro mare</em> &#8211; conclude Ferri &#8211; <em>c&#8217;è purtroppo da registrare una sostanziale indifferenza della politica: moltissimi summit e pochissime azioni concrete. Con la campagna di sensibilizzazione &#8216;Salviamo il mare&#8217;, che proprio in questi giorni sta entrando nel vivo, l&#8217;Enpa sta facendo la sua parte. Ma i governi dove sono? E&#8217; forse necessario che si compia l&#8217;irreparabile prima che la politica si impegni fattivamente per la tutela della biodiversità marina?</em>&#8221;.</p>
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		<title>I grandi laghi italiani sempre più inquinati, maglia nera a quelli del Nord</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Aug 2010 22:10:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I grandi laghi italiani, nonostante le bellezze paesaggistiche e storiche, non brillano per salubrità. A confermare livelli di inquinamento soprattutto al Nord è Legambiente che con la Goletta dei Laghi anche quest&#8217;anno ha monitorato 11 laghi in sei regioni, prelevando 58 campioni, in collaborazione con il Coou (Consorzio Obbligatorio Oli Usati). Il bilancio è negativo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2010/08/I-grandi-laghi-italiani-sempre-più-inquinati-maglia-nera-a-quelli-del-Nord.jpg" alt="I-grandi-laghi-italiani-sempre-più-inquinati-maglia-nera-a-quelli-del-Nord" class="left"/>I grandi laghi italiani, nonostante le bellezze paesaggistiche e storiche, non brillano per salubrità. A confermare livelli di inquinamento soprattutto al Nord è Legambiente che con la Goletta dei Laghi anche quest&#8217;anno ha monitorato 11 laghi in sei regioni, prelevando 58 campioni, in collaborazione con il Coou (Consorzio Obbligatorio Oli Usati). Il bilancio è negativo, a conferma di quanto rilevato nel 2009, per i laghi lombardi di Como e d&#8217;Iseo, ma brutte sorprese riservano anche il lago di Garda e quello Maggiore trovati in condizioni più critiche rispetto agli anni precedenti. Minori criticità invece rilevate sui laghi laziali, mentre il Trasimeno supera l&#8217;esame.<br />
<span id="more-5288"></span><br />
<strong>L&#8217;ESAME DI GOLETTA DEI LAGHI</strong><br />
I dati sono stati presentati a Milano alla presenza di Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente, Barbara Meggetto, portavoce della Goletta dei Laghi, e Antonio Mastrostefano, direttore strategie, comunicazioni e sistemi del Coou. Sono 46 su 58 i campioni risultati fortemente inquinati, cioé con concentrazione di batteri fecali pari almeno al doppio del limite di legge, mentre sono 38 le foci di fiumi e torrenti risultate fuori legge a conferma che i problemi dei laghi sono causati anche dagli scarichi dei comuni dell&#8217;entroterra.</p>
<p><strong>LA NUOVA LEGGE SULLA BALNEAZIONE</strong><br />
Questa situazione di grave inquinamento è stata rilevata nonostante quest&#8217;anno sia entrata in vigore la nuova legge sulla balneazione con criteri molto più permissivi rispetto alla precedente normativa del 1982, che ha fatto perdere all&#8217;Italia il primato europeo sul sistema di monitoraggio delle acque detenuto fino ad ora.<br />
&#8221;<em>L&#8217;inquinamento da scarichi fognari non depurati nei laghi italiani rappresenta ormai una cronica emergenza nazionale</em> &#8211; commenta Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente &#8211; <em>l&#8217;Italia affronti seriamente questo problema invece di aggirarlo con operazioni furbesche, come fatto con la nuova legge sulla balneazione, molto più &#8216;generosa&#8217; della precedente. Per chiudere questa pagina vergognosa occorre procedere alla costruzione di fognature e depuratori ma serve la volontà politica da parte del Governo e degli enti locali, lo stanziamento di adeguate risorse economiche e la certezza normativa, che la nuova legge di riforma degli Ambiti Territoriali Ottimali purtroppo non garantisce</em>&#8220;.</p>
<p><strong>LA PROCEDURA D&#8217;INFRAZIONE EUROPEA</strong><br />
&#8220;<em>Non c&#8217;è più tempo da perdere: il nostro Paese è in procedura d&#8217;infrazione europea per il mancato trattamento delle acque reflue che interessa il 30% dei cittadini, pari a ben 18 milioni di italiani. La normativa diventa più permissiva ma l&#8217;inquinamento resta. Serve una task force Governo-Enti locali sulla depurazione anche per evitare le multe dell&#8217;Europa</em>&#8221;, puntualizza Ciafani.</p>
<p><strong>L&#8217;INQUINAMENTO DEL LAGO DI GARDA</strong><br />
Inaspettato l&#8217;inquinamento rilevato sul più grande lago italiano: sono 17 i punti sul Garda risultati inquinati. Dei 10 punti critici sulla sponda lombarda, sono risultati fortemente inquinati i campioni prelevati a Tignale, Toscolano Maderno, Salò, Moniga del Garda, 2 punti a Desenzano del Garda e 2 a Sirmione, mentre sono risultati inquinati quelli di Tremosine e Limone del Garda. In Veneto sono 6 le aree critiche: sono risultati fortemente inquinati i campioni di Bardolino, Peschiera del Garda, Lazise e 2 punti prelevati a Castelnuovo del Garda; inquinato il campione di Garda. In Trentino infine è stato rilevato un punto inquinato a Torbole.<br />
&#8221;<em>Anche sul Garda le foci dei torrenti e gli scarichi abusivi si confermano i nemici del lago</em> &#8211; spiega Barbara Meggetto, portavoce della Goletta dei Laghi e direttrice di Legambiente Lombardia &#8211; <em>sono anni che sentiamo parlare di adeguamento e potenziamento del depuratore Garda Uno, del problema irrisolto degli sfioratori di piena e dei rischi connessi all&#8217;ormai datato collettore sub-lacuale Maderno-Torri ma alle parole non sono seguiti i fatti. Lo stesso immobilismo lo abbiamo riscontrato sugli altri laghi lombardi a partire dal Lario, in particolare sulla sponda comasca, e dall&#8217;Iseo, senza dimenticare il Lugano e il Varese, il cui inquinamento cronico è davvero imbarazzante per la Regione più ricca del Paese. A proposito di depurazione ci piacerebbe che la Regione Lombardia e le amministrazioni locali dimostrassero la stessa determinazione manifestata negli anni scorsi per la realizzazione dell&#8217;ennesima autostrada o di un grande evento come l&#8217;Expo</em>&#8221;&#8217;.</p>
<p><strong>LA PROTEZIONE DEI LAGHI ITALIANI</strong><br />
Per il quinto anno consecutivo la Goletta dei Laghi di Legambiente ha preso il via grazie anche al contributo del Coou, il Consorzio Obbligatorio Oli Usati.<br />
&#8221;<em>Anche il Coou come Legambiente contribuisce alla protezione dei laghi italiani</em> &#8211; aggiunge Antonio Mastrostefano, direttore strategie, comunicazioni e sistemi Coou &#8211; <em>e lo fa raccogliendo su tutto il territorio nazionale l&#8217;olio lubrificante usato, un rifiuto molto pericoloso, che se non gestito correttamente rischia di inquinare anche i laghi dove a volte viene gettato a causa di comportamenti irresponsabili. 4 kg di olio lubrificante usato versati in acqua si spandono fino a coprire una superficie pari a sei piscine olimpiche. Raccogliendo l&#8217;olio lubrificante usato il Coou non solo libera l&#8217;ambiente da un pericoloso inquinante, ma lo rigenera trasformandolo in olio nuovo. In 26 anni di attività il Coou ha smaltito oltre 4 milioni di tonnellate di olio usato attraverso il processo di rigenerazione, riducendo così anche il fabbisogno di petrolio per un valore di circa 2 miliardi di euro</em>&#8221;.</p>
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		<title>La storia dell&#8217;acqua in bottiglia: un po&#8217; di numeri sull&#8217;inquinamento della plastica</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Aug 2010 22:10:26 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Inquinamento Ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo Sostenibile]]></category>
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		<description><![CDATA[Ci siamo occupati tante volte di acqua in bottiglia: ecco un filmato interessante che può dare un&#8217;idea di quanto sia inquinante l&#8217;utilizzo dell&#8217;acqua nelle bottiglie di plastica. 

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci siamo occupati tante volte di acqua in bottiglia: ecco un <a href="http://www.youtube.com/watch?v=caEd9CUQt0w">filmato interessante</a> che può dare un&#8217;idea di quanto sia inquinante l&#8217;utilizzo dell&#8217;acqua nelle bottiglie di plastica. </p>
<p><object width=”640″ height=”385″><param name=”movie” value=”http://www.youtube.com/v/Se12y9hSOM0&#038;hl=en_US&#038;fs=1&#038;”></param><param name=”allowFullScreen” value=”true”></param><param name=”allowscriptaccess” value=”always”></param><embed src=”http://www.youtube.com/v/Se12y9hSOM0&#038;hl=en_US&#038;fs=1&#038;” type=”application/x-shockwave-flash” allowscriptaccess=”always” allowfullscreen=”true” width=”640″ height=”385″></embed></object></p>
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