”A Venezia proseguono i lavori del sistema Mo.S.E, con l’assegnazione di ulteriori 106 milioni di euro provenienti dalla revoca di mutui”. Lo annuncia una nota del Cipe spiegando che inoltre si e’ ”preso atto di una importante iniziativa per la realizzazione di un porto di altura al largo della laguna di Venezia, finalizzata a estromettere i traffici petroliferi dal delicato ambiente lagunare e a sviluppare i traffici portuali nell’area dell’alto Adriatico“.
I lavori programmati
Per lo sviluppo dei traffici portuali, il Cipe ha approvato il progetto definitivo del collegamento stradale di accesso al porto di Genova – Voltri, del valore di 35 milioni di euro, ed espresso parere favorevole sulla convenzione per l’affidamento in concessione del collegamento autostradale tra il porto di Ancona e l’autostrada A14, dando il via alla realizzazione di opere per 480 milioni di euro finanziate con fondi privati.
Nuovo progetto dell’Enea per gestire il rischio terremoti in Italia. Questa volta i ricercatori dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile puntano dritti ad una maggiore conoscenza del comportamento di edifici vecchi e nuovi alle sollecitazioni di un sisma. Obiettivo dello studio è mettere a punto soluzioni tecniche, nella progettazione del nuovo e nel ‘restauro’ del vecchio, che offrano sempre più garanzie di resistenza in caso di terremoto.
Realizzata dall’Enea la prima scuola antisismica dell’Emilia-Romagna. L’istituto per alunni delle elementari è stato inaugurato a Marzabotto ed è protetto da un sistema di isolamento antisismico realizzato dagli scienziati dell’Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo sostenibile. Il sistema di difesa “garantisce l’integrità assoluta dell’edificio, evitando, inoltre, situazioni di panico anche in caso di terremoti molto violenti” spiega l’Enea. Il Comune di Marzabotto ha inaugurato la nuova scuola elementare, di tre piani, in occasione dell’inizio dell’anno scolastico.
Una così imponente concentrazione di popolazione, aree urbanizzate, attività produttive, interessi economici, rende più complessi gli interventi di salvaguardia e protezione dell’ ambiente.
Se ne era parlato in occasione del terremoto in Abruzzo solo pochi mesi fa, eppure sono ancora 5.500 i comuni italiani a rischio calamità naturali. Un rischio che aumenta in modo vertiginoso nel sud e in Campania in particolare, dove almeno 82 comuni sono costretti a rivedere subito i loro piani regolatori.
La Liguria rimane una delle Regioni d’ Italia più interessanti e più belle dal punto di vista naturalistico e paesaggistico, caratterizzata da una ricca varietà di ambienti che spaziano dai suggestivi panorami della costa, con spiagge, scogliere, baie e promontori, al rigoglioso entroterra, dove la catena delle Alpi si congiunge con quella degli Appennini.
Aumentano gli eventi meteorologici estremi, come le piogge torrenziali e si alza il rischio idrogeologico in Italia, al punto che “se si fermassero le idrovore sarebbero a forte rischio di allagamento la città di Mantova, alcuni quartieri di Padova, gli aeroporti di Fiumicino e Venezia Tessera, la ferrovia Roma-Napoli e tratti dell’ autostrada del Sole e del Brennero“. Questo l’ allarme lanciato dall’ Anbi, l’ Associazione nazionale bonifiche che chiede una maggiore integrazione tra politiche private, quelle dei consorzi di bonifica e pubbliche, quelle dello Stato.
Dopo il terremoto di due giorni fa che ha colpito l’ Aquila, l’ allarme sale in tutta Italia per la conta delle aree a rischio idrogeologico e nelle zone sismiche. Sono infatti circa 80.000 gli edifici pubblici in Italia considerati ‘vulnerabili’ – tra scuole, ospedali e uffici – in quanto costruiti in zone ad alto rischio sismico. Tutti edifici che andrebbero adeguati e che in molti casi non sono stati pianificati secondo criteri antisismici. Ma la stima delle strutture vulnerabili è in realtà, secondo gli esperti, ben più ampia dal momento che andrebbero considerate anche le abitazioni civili, sulle quali un monitoraggio generale sul territorio è al momento parziale.