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	<title>MondoEcoBlog.com &#187; Sviluppo Sostenibile</title>
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	<description>Il mondo dell&#039;ecologia a 360 gradi</description>
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		<title>Una tastiera per pc che abbatte i germi</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 06:30:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sviluppo Sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[anti-germi]]></category>
		<category><![CDATA[igiene]]></category>
		<category><![CDATA[microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[tastiera per pc]]></category>
		<category><![CDATA[vioguard]]></category>

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		<description><![CDATA[Avete mai pensato a quanti germi si possano depositare sulla tastiera del vostro pc? Pensate a quello personale, che tenete a casa, e magari quando ci lavorate, ci mangiate su, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="archive_1"></div><script type="text/javascript">
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</script><p><img class="aligncenter size-full wp-image-14548" title="tastiera" src="http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2012/02/106565080.jpg?9d7bd4" alt="" width="506" height="339" /></p>
<p>Avete mai pensato a quanti germi si possano depositare sulla <strong>tastiera</strong> del vostro pc? Pensate a quello personale, che tenete a casa, e magari quando ci lavorate, ci mangiate su, fumate, si annida polvere e quant&#8217;altro, insomma, è pieno di germi. Pensate, ancora, a quanti se ne possano accumulare nelle tastiere degli uffici o degli internet point, dove a toccarle non sono solo le vostre mani.<br />
<span id="more-14547"></span></p>
<p>I <strong>luoghi pubblici</strong>, chiaramente, sono quelli più soggetti ad una vera e propria &#8220;invasione&#8221; di germi: maniglie delle porte, i carrelli e poi, appunto, i mouse e le tastiere degli uffici. <strong>L&#8217;igiene</strong> non deve essere una mania, certo, ma bisogna pensare con cura anche a questo.</p>
<p>Questi tipi di oggetti, maneggiati da più persone nell&#8217;arco di una giornata, potrebbero essere a rischio infezione, soprattutto se consideriamo quelli presenti all&#8217;interno degli ospedali. Così due ex dipendenti della Microsoft hanno avuto un&#8217;idea che possa servire a risolvere il problema, ed è nata <strong>Vioguard</strong>.</p>
<p>Si tratta di una tastiera anti-germi: funziona tramite una lampada ultravioletta da 25 Watt, una volta finito di utilizzarla, viene rinchiusa in un box in cui  subisce un ciclo di <strong>disinfezione</strong>. Questo processo, a quanto pare, è in grado di uccidere il 70% dei germi secondo l&#8217;American Journal of Infection Control e addirittura il 99% secondo chi l&#8217;ha progettata.</p>
<p>Si tratta di un progresso davvero notevole, che potrebbe espandersi anche a tutti gli altri oggetti in cui i germi si annidano facilmente. Il problema, però, è che questa particolarissima tastiera ha un prezzo un po&#8217; troppo elevato, ammonta infatti a 900 dollari e si tratta di una cifra insostenibile anche per le aziende ospedaliere che di certo daranno la priorità ad altre macchine piuttosto che alla semplice tastiera di un <a href="http://www.mondoecoblog.com/2012/01/13/plantbook-latptop-si-innaffia/">computer</a>, anche perché fino ad ora non si sono mai presentati danni così gravi da dover cercare delle soluzioni immediate. Si spera solamente in un calo di prezzo che possa rendere Vioguard decisamente più accessibile.</p>
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		<title>Video: un omaggio ai ciclisti</title>
		<link>http://www.mondoecoblog.com/2012/02/05/video-omaggio-ciclisti/</link>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 18:48:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto bosio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sviluppo Sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[video divertenti bicicletta]]></category>
		<category><![CDATA[video tributo ciclisti]]></category>

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		<description><![CDATA[Sentito omaggio alla bicicletta ed ai ciclisti immaginato dal canadese Yves Blanchet. Lui che ama essere su una bici. Mi aiuta a sentirmi libero. E&#8217; una cosa che mi viene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="500" height="369" src="http://www.youtube.com/embed/0Rw3q32oPCk" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Sentito omaggio alla bicicletta ed ai ciclisti immaginato dal canadese Yves Blanchet. Lui che </p>
<blockquote><p>ama essere su una bici. Mi aiuta a sentirmi libero. E&#8217; una cosa che mi viene da mio padre.
</p></blockquote>
<p><span id="more-14529"></span><br />
Il protagonista del video si lava, cucina, dorme, legge e seduce le donne di Montreal. Tutto su due ruote, pedalando 24 ore su 24 senza mai fermarsi &#8211; manco per una capatina al cesso. Realizzato con una camera GoPro Hero, con le musiche di Paul Maco, il video <em>The man who lived on his bike</em> &#8211; ovvero l&#8217;uomo che viveva sulla sua bici è un ottima dimostrazione dei risultati che si possono raggiungere con mezzi minimi. Basta avere delle idee.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>I criteri di biodegradabilità dei biosacchetti</title>
		<link>http://www.mondoecoblog.com/2012/01/29/i-criteri-di-biodegradabilita-dei-biosacchetti/</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 06:30:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sviluppo Sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[biodegradabilità]]></category>
		<category><![CDATA[bioshopper]]></category>
		<category><![CDATA[sacchetto biodegradabile]]></category>

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		<description><![CDATA[Ultimamente è esplosa la polemica sui bioshopper, sulla Gazzetta Ufficiale sono stati finalmente pubblicati i parametri di biodegradabilità dei sacchetti di plastica, è vietata la vendita dei sacchetti che contengono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-14429" title="bioshopper" src="http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2012/01/sb10068539ak-001.jpg?9d7bd4" alt="" width="457" height="373" /></p>
<p>Ultimamente è esplosa la polemica sui bioshopper, sulla <strong>Gazzetta Ufficiale</strong> sono stati finalmente pubblicati i parametri di biodegradabilità dei <strong>sacchetti di plastica</strong>, è vietata la vendita dei sacchetti che contengono additivi, le aziende rispetteranno la norma?<br />
<span id="more-14428"></span></p>
<p>Per avere un <strong><a href="http://www.mondoecoblog.com/2011/01/26/quibio-con-lobbligo-dei-biosacchetti-ci-guadagna-lambiente-ma-rischio-speculazione/">sacchetto biodegradabile</a></strong>, è necessario che venga garantita la sua compostabilità secondo la norma europea EN13432, quindi niente additivi, che invece in Italia sembrano andare per la maggiore. Lo spessore minimo è di 200 micron per le buste ad uso alimentare e 100 micron per tutte le altre. Se lo spessore è inferiore, invece, il sacchetto deve avere una composizione completamente compostabile, così non potrà provocare alcun danno ambientale.</p>
<p>Chi non dovesse rispettare tali parametri potrebbe incorrere in una multa che oscilla dai 2.500 € ai 25.000 € che in presenza di grandi quantità può essere anche quadruplicata. Stefano Ciafani di Legambiente ha dichiarato:</p>
<blockquote><p><em>Grazie all’impegno rispettato dal Ministro Clini, l’Italia completa nel migliore dei modi la rivoluzione iniziata con il bando dei sacchetti di plastica inserito nella finanziaria 2007, che ha già permesso una forte riduzione degli shopper usa e getta in tutto il Paese e la riscoperta della sana abitudine delle sporte riutilizzabili. Con la legge di ieri l’Italia si conferma paese leader al mondo nella lotta all’inquinamento da plastica e nella promozione di produzioni industriali innovative e rispettose dell’ambiente.</em></p></blockquote>
<p>Ma vediamo cosa prevede la suddetta norma e quali sono i parametri affinché un sacchetto possa essere realmente definito compostabile:</p>
<ol>
<li>Almeno il 90% deve degradarsi nell&#8217;arco di sei mesi se si trova in un ambiente ricco di anidride carbonica.</li>
<li>Se a contatto per almeno tre mesi con altri materiali organici, la massa del materiale deve essere costituita per il 90% da frammenti che devono avere dimensioni inferiori ai 2 mm.</li>
<li>I valori di PH devono rientrare nei limiti prestabiliti.</li>
<li>Il materiale non deve avere effetti negativi sul processo di compostaggio.</li>
<li>Anche il contenuto salino deve rientrare nei limiti stabiliti.</li>
<li>Lo stesso vale per la concentrazione di solidi volatili.</li>
<li>I metalli pesanti additivi al materiale devono essere presenti solo a bassa concentrazione.</li>
</ol>
<div>Photo Credits | Thinkstock</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Starbucks apre il primo caffè sostenibile</title>
		<link>http://www.mondoecoblog.com/2012/01/28/starbucks-apre-il-primo-caffe-sostenibile/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 06:30:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sviluppo Sostenibile]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche Starbucks ha deciso di portare avanti una politica green, scegliendo l&#8217;eco-sostenibilità. La celebre catena di caffè ha compiuto il primo passo, dando anche il buon esempio a molte altre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-14426" title="Starbucks_logo" src="http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2012/01/Starbucks_logo.jpg?9d7bd4" alt="" width="344" height="350" /></p>
<p>Anche <strong>Starbucks</strong> ha deciso di portare avanti una politica green, scegliendo l&#8217;eco-sostenibilità. La celebre catena di caffè ha compiuto il primo passo, dando anche il buon esempio a molte altre catene, senza dimenticare che anche la criticatissima multinazionale <strong>Mc Donald&#8217;s</strong> non è stata da meno.<br />
<span id="more-14425"></span></p>
<p>Nasce a Tukwila, nello Stato di Washington, il primo <strong>caffè sostenibile</strong> della catena <strong>Starbucks</strong>. L&#8217;edificio è stato realizzato con il riciclo dei container dismessi, peraltro gli stessi che venivano utilizzate per la distribuzione delle merci e secondo gli architetti che hanno lavorato al progetto, il nuovo locale rispetta in pieno i criteri per la certificazione <strong>LEED</strong> (Leadership in Energy and Environmental Design), un sistema che fornisce delle misure standard per valutare le <a href="http://www.mondoecoblog.com/category/bioedilizia-e-casa-ecologica/">costruzioni sostenibili</a>.</p>
<p>Il recupero dei container è solo una parte del lavoro, perché in questo nuovo <strong>Starbucks</strong> verrà praticato anche il recupero dell&#8217;acqua piovana, altra risorsa importante che troppo spesso viene sottovalutata, per evitare e controllare così gli sprechi idrici.</p>
<p>Tutte le risorse presenti nel locale, inoltre, verranno ottimizzate, quindi si farà attenzione alla capacità di adattamento climatico delle piante, controllando anche lo spreco di acqua, utilizzandone il minimo indispensabile. Ovviamente per costruire l&#8217;intero edificio sono stati utilizzati materiali <strong>a basse emissioni</strong>, con le insegne dipinte direttamente sugli edifici, evitando così quelle luminose che, sebbene sembri il contrario, consumano eccome.</p>
<p>Tutta la catena di caffè ben presto subirà dei cambiamenti all&#8217;insegna dell&#8217;<a href="http://www.mondoecoblog.com/category/sviluppo-sostenibile/">eco-sostenibilità</a>, infatti Starbucks ha annunciato di voler diminuire le emissioni del 25% entro il 2015, arrivando progressivamente ad utilizzare solo risorse rinnovabili nei locali. A quanto pare siamo sulla strada giusta, anche perché <strong>Starbucks</strong> è un marchio amatissimo dai giovani, visitato da milioni di persone tutti i giorni, i locali della catena sono presenti in oltre 55 Paesi in tutto il mondo. I celebri caffè e i prodotti da pasticceria, avranno un sapore tutto nuovo, perché saranno prodotti all&#8217;interno di locali eco-sostenibili con risorse sostenibili.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;etichetta per la frutta diventa biodegradabile e &#8220;magica&#8221;</title>
		<link>http://www.mondoecoblog.com/2012/01/25/letichetta-per-la-frutta-diventa-biodegradabile-e-magica/</link>
		<comments>http://www.mondoecoblog.com/2012/01/25/letichetta-per-la-frutta-diventa-biodegradabile-e-magica/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 06:30:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sviluppo Sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[biodegradabile]]></category>
		<category><![CDATA[etichette frutta]]></category>
		<category><![CDATA[fruitwash label]]></category>
		<category><![CDATA[frutta]]></category>
		<category><![CDATA[Scott Amron]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi vuole rivoluzionare il mondo attraverso l&#8217;ecologia, deve ingegnarsi per trovare soluzioni a qualunque tipo di spreco o di possibile danno ambientale, limitando così i danni per quanto possibile. Tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-14392" title="fruitwash label" src="http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2012/01/5992845498_12fc1d6973.jpg?9d7bd4" alt="" width="500" height="330" /></p>
<p>Chi vuole rivoluzionare il mondo attraverso <strong>l&#8217;ecologia</strong>, deve ingegnarsi per trovare soluzioni a qualunque tipo di spreco o di possibile danno ambientale, limitando così i danni per quanto possibile. Tra le tante cose che si possono salutare e che non si immaginano come un grave danno per l&#8217;ambiente che ci circonda, ci sono anche le <strong>etichette</strong>, i classici bollini, che troviamo sulla frutta.<br />
<span id="more-14391"></span></p>
<p>Dagli Stati Uniti arriva un&#8217;idea innovativa e rivoluzionaria, anche se è ancora tutto da verificare con attenzione. Si tratta di un progetto di <strong>Scott Amron</strong>, che ha relalizzato un&#8217;etichetta tutta nuova, che risolverebbe così il problema della creazione e dello smaltimento dei bollini. Non si tratta di una questione della massima urgenza o davvero così preoccupante, ma l&#8217;idea che ha avuto il designer è assolutamente da considerare.</p>
<p>Le <strong>Fruitwash Label</strong> sono delle etichette molto particolari, infatti non appena entrano in contatto con l&#8217;acqua si disciolgono e si trasformano in un detergente che lava frutta e verdura. Si tratta di un <strong>eco-detergente</strong> che riesce a rimuovere pesticidi, colla o batteri che solitamente l&#8217;acqua non riesce ad abbattere e questa etichetta permette inoltre, quindi, di evitare di comprare prodotti appositi.</p>
<p>L&#8217;elenco dei <a href="http://www.mondoecoblog.com/category/sviluppo-sostenibile/">vantaggi</a> apportati da questa particolare soluzione è stato elencato sul <a href="http://www.amronexperimental.com/Fruit_Wash_Labels.html">sito del suo creatore</a> e questo rientra appunto tra i <strong>benefici</strong> che apporterebbe questa idea, il problema è che Amron non ha rivelato i dettagli del suo eco-detergente che potrebbe essere anche meno eco di quanto si pensa. L&#8217;etichetta, poi, può essere anche non utilizzata, se rimossa quindi non c&#8217;è alcun problema e si può buttare nel cestino come si fa normalmente, ma una volta acquistato il prodotto, perché non collaudarlo? Restiamo in attesa di scoprire se la ricetta della <strong>Fruitwash label</strong> è così pura come viene presentata o se sotto sotto si tratta di una fregatura.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>La Danimarca è un Paese green: anche le bare sono eco-sostenibili</title>
		<link>http://www.mondoecoblog.com/2012/01/24/la-danimarca-e-un-paese-green-anche-le-bare-sono-eco-sostenibili/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 06:30:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sviluppo Sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[danimarca]]></category>
		<category><![CDATA[ecosostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[green]]></category>

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		<description><![CDATA[La Danimarca è uno dei Paesi che più si impegnano in Europa per quanto riguarda il campo del sostenibile, questo impegno si traduce anche in scelte che potrebbero risultare un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-14383" title="grave" src="http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2012/01/grave.jpg?9d7bd4" alt="" width="507" height="338" /></p>
<p>La <strong>Danimarca</strong> è uno dei Paesi che più si impegnano in Europa per quanto riguarda il campo del sostenibile, questo impegno si traduce anche in scelte che potrebbero risultare un po&#8217; discutibili o ammirevoli, dipende dai punti di vista. Gli animi maggiormente dediti <strong>all&#8217;ecosostenibilità</strong>, per esempio, potrebbero trovare interessante l&#8217;idea che anche le bare adesso diventano green.<br />
<span id="more-14380"></span></p>
<p>Il suo nome è <strong>DanCof</strong>, è un&#8217;eco-bara, se così vogliamo chiamarla, peraltro anche dal design tutto moderno e al 100% sostenibile, a lanciarla è l&#8217;azienda Bendt Stof. La bara è una soluzione per chi segue uno stile di vita completamente <strong>ecologico</strong> e vuole portarlo fino in fondo, letteralmente. E&#8217; facile scadere in giochi di parole che possono risultare piuttosto grotteschi, ma è la verità.</p>
<p>Non è da sottovalutare, invece, l&#8217;<strong>impatto ambientale</strong> che hanno le bare. Una bara ecosostenibile potrebbe ridurre di gran lunga l&#8217;inquinamento, in quanto totalmente biodegradabile, peraltro queste nuove bare hanno forme diverse da quelle &#8220;classiche&#8221;. Non si tratta della prima iniziativa <strong>green</strong> in questo campo, infatti una giovane designer italiana si è fatta notare con un&#8217;altra idea piuttosto bizzarra: un&#8217;urna eco-sostenibile. Si chiama GAIA, è un cilindro di torba che contiene i semi di una pianta (prescelta). Quando viene sotterrata insieme alle ceneri del defunto, l&#8217;urna si decompone, le ceneri fanno da fertilizzante naturale e la piantina inizia a prendere vita. Per quanto macabra, l&#8217;idea in realtà lancia un messaggio molto più bello, che va anche oltre l&#8217;idea dell&#8217;ecosostenibilità e fa pensare alla vita dopo la morte, con la piantina che nasce e cresce, che ne è l&#8217;emblema.</p>
<p>Tornando alla <strong>Danimarca</strong> e alla sua passione green, c&#8217;è da prendere esempio da questo Paese, visto che l&#8217;80% della popolazione si muove in <strong><a href="http://www.mondoecoblog.com/2012/01/06/arriva-prima-autostrada-biciclette/">bicicletta</a></strong>, il Ministro dell&#8217;Economia e dell&#8217;Interno vuole incentivare l&#8217;uso della bicicletta, già molto diffuso, per rendere migliore la qualità dell&#8217;aria e quindi la salute pubblica ed il traffico urbano, che finisce per essere più che dimezzato.</p>
<p>Photo Credits | Thinkstock</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Le nuove batterie al Litio per abbandonare la benzina</title>
		<link>http://www.mondoecoblog.com/2012/01/22/batterie-litio-abbandonare-benzina/</link>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 08:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto bosio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sviluppo Sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[auto ad emissioni zero]]></category>
		<category><![CDATA[auto che possono circolare con il blocco]]></category>
		<category><![CDATA[auto elettriche]]></category>
		<category><![CDATA[IBM]]></category>
		<category><![CDATA[nuova batteria per auto]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo sanno anche i muri: l&#8217;ostacolo maggiore alla penetrazione sul mercato delle auto elettriche è rappresentato dalla loro limitata autonomia. Ora però sembra che la multinazionale USA IBM abbia trovato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="500" height="369" src="http://www.youtube.com/embed/HJrNCjVS0gk" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Lo sanno anche i muri: l&#8217;ostacolo maggiore alla penetrazione sul mercato delle <a href="http://www.mondoecoblog.com/2011/10/13/domande-frequenti-auto-elettriche-prima-parte/" title="FAQ auto elettriche">auto elettriche</a> è rappresentato dalla loro limitata autonomia. Ora però sembra che la multinazionale USA <a href="http://www.mondoecoblog.com/2010/08/05/bioedilizia-ibm-e-tridium-insieme-per-lefficienza-energetica-degli-edifici/" title="IBM efficienza energetica edifici">IBM</a> abbia trovato una soluzione al problema.<br />
<span id="more-14329"></span><br />
La compagnia a stelle e strisce, con il progetto <strong>Battery500</strong>, sta mettendo a punto una nuova forma di batterie che utilizzerebbe il carbonio al posto degli ossidi di metallo per l&#8217;elettrodo positivo. Il nuovo elemento è più leggero e soprattutto avrebbe una densità energetica che potrebbe arrivare ad essere fino a mille volte superiore agli accumulatori odierni.</p>
<p>Il risultato finale sarebbero delle <a href="http://www.mondoecoblog.com/2011/10/14/domande-frequenti-auto-elettriche/" title="seconda parte faq auto elettriche">batterie</a> in grado di viaggiare per distanze pari a 500 miglia &#8211; ovvero più o meno 800 chilometri &#8211; senza aver bisogno di una ricarica. La tecnologia non è ancora pronta per essere utilizzata su larga scala, visto che questo nuovo tipo di batterie presenta una certa instabilità che ne riduce sensibilmente la vita utile.</p>
<p>La multinazionale USA prevede però di riuscire a superare il problema e di arrivare sul mercato con questo nuovo prodotto entro il 2020. L&#8217;instabilità sarebbe determinata dall&#8217;ossigeno presente nell&#8217;aria che reagirebbe non solo con il carbonio, ma anche con il solvente elettrolitico presente nella batteria.<br />
I ricercatori dell&#8217;IBM hanno già individuato un nuovo solvente che potrebbe eliminare il problema, per cui contano di arrivare alla creazione di un primo prototipo funzionante entro il 2013.</p>
<p>Interessante scoperta che collego con una notizia di segno ben diverso. Il conflitto afgano non sarebbe determinato dalla lotta ad Al Qaeda, ma piuttosto dalla necessità di controllare le riserve di Litio presenti nel paese. La presenza di notevoli quantità di minerali di litio nel sottosuolo del paese asiatico è stata confermata dai geologi americani.</p>
<p>Le riserve di questo materiale &#8211; comparabili a quelle della Bolivia, primo produttore al mondo di questo minerale -, indispensabile per le pile dei pc e dei cellulari, farebbe del paese una sorta di Arabia Saudita del litio.</p>
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		<title>In Germania si studia l&#8217;AutoTram che abbatte le emissioni</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 06:30:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sviluppo Sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[autotram]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[mezzi pubblici ecologici]]></category>

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		<description><![CDATA[La Germania è più determinata che mai a dare una svolta green al Paese. Le iniziative e gli investimenti sono davvero molti, come AutoTram, un autobus elettrico che, a differenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-14351" title="Old Berlin Tram" src="http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2012/01/91861934.jpg?9d7bd4" alt="" width="505" height="339" /></p>
<p>La <strong>Germania</strong> è più determinata che mai a dare una svolta green al Paese. Le iniziative e gli investimenti sono davvero molti, come <strong>AutoTram</strong>, un autobus elettrico che, a differenza di ogni altro mezzo di questo tipo, si ricarica ad ogni fermata. Per adesso è solo un prototipo, ma sarebbe in grado di abbattere costi ed emissioni in maniera più che positiva.<br />
<span id="more-14350"></span></p>
<p><strong>AutoTram</strong> è una sorta di <strong>ibrido</strong> da un autobus e un tram, si muove su gomma ed è alimentato elettricamente. Le sue batterie non sono <a href="http://www.mondoecoblog.com/2012/01/22/batterie-litio-abbandonare-benzina/">al litio</a>, altrimenti non riuscirebbero a svolgere la funzione per cui questo particolare tipo di mezzo è stato inventato. Si tratta invece di batterie particolari, che si ricaricano ad ogni fermata, in tempi davvero molto brevi.</p>
<p>In ogni caso, <strong>l&#8217;AutoTram</strong> è attrezzato anche di serbatoio <strong>diesel</strong>, per emergenza, nel caso in cui una fermata fosse troppo lontana dall&#8217;altra, perché la ricarica non ha lunga durata. Questo progetto assolutamente <strong>green</strong>, è costato 34 milioni al governo tedesco, con la convinzione di poter recuperare il denaro investito tramite una notevole riduzione delle emissioni ed il <strong>risparmio energetico.</strong></p>
<p>L&#8217;idea ha preso vita nel Fraunhofer Institute for Transportation and Infrastructure Systems IVI di Dresda, che ha creato questo prototipo che oltre a non fare rumore, <strong>non inquina</strong>. A differenza degli altri tram, inoltre, questo un sistema di sterzo multi-asse, che lo rende molto più comodo alla guida, come un normale autobus di linea, visto che si tratta di un ibrido.</p>
<p>Tanto per concludere, è meglio fare qualche calcolo: stando alle prime statistiche, con un progetto del genere la Germania <strong>ridurrebbe i costi</strong> da 30 a 50 volte rispetto ad una comune metropolitana, ma non rispetto ad un autobus diesel, per cui la cosa è ancora tutta da vedere e, soprattutto, da studiare. Nel campo dell&#8217;energia, comunque, si compiono passi da gigante, i ricercatori non tarderanno a trovare un modo per ovviare anche a questo problema.</p>
<p>Photo Credits | Thinkstock</p>
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		<title>Misure per sostenere le eco-industrie in Francia</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 08:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto bosio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sviluppo Sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[industrie verdi francesi]]></category>
		<category><![CDATA[politica sviluppo eco-industrie]]></category>
		<category><![CDATA[politica sviluppo industrie verdi]]></category>
		<category><![CDATA[politiche verdi Francia]]></category>

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		<description><![CDATA[In Francia le eco-industrie rappresentavano nel 2009 1,1 milioni di impieghi, per un giro di affari complessivo di 64,4 miliardi di euro – equivalente al 2,5% del PIL francese. Numeri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2012/01/ecoindustrie.jpg?9d7bd4" alt="" title="dv2012025" width="500" height="333" class="alignnone size-full wp-image-14307" /></p>
<p>In Francia le eco-industrie rappresentavano nel 2009 1,1 milioni di <a href="http://www.mondoecoblog.com/2011/02/25/women-in-green-quando-le-politiche-verdi-promuovono-il-lavoro-in-rosa/" title="Politiche verdi lavoro rosa">impieghi</a>, per un giro di affari complessivo di 64,4 miliardi di euro – equivalente al 2,5% del PIL francese. Numeri limitati ma in crescita che mostrano come in <a href="http://www.mondoecoblog.com/2012/01/14/greenpeace-interviene-presidenziali-francesi/" title="video Greenpeace presidenziali francesi">Francia</a> – a differenza dell&#8217;Italia – sia presente ancora un&#8217;azione politica in grado di sviluppare in modo organico le industrie verdi.<br />
<span id="more-14294"></span><br />
Si prevede per esempio lo sviluppo di una dozzina di azioni faro che associno dei partner pubblici e privati per favorire la crescita delle eco-industrie. Per esempio è prevista la creazione di una o più federazioni professionali che strutturino le filiere verdi. Da qui all&#8217;estate verranno raggruppate una ventina di imprese che si dedicano alla preservazione ed allo sviluppo della biodiversità nell&#8217;Unione professionale del Genio ecologico.</p>
<p>Rientrano in questa filiera la preservazione ed il ripristino degli <a href="http://www.mondoecoblog.com/2011/09/24/campi-eolici-offshore-paradisi-marini/" title="ecosistemi campi eolici offshore">ecosistemi</a> in progetti d&#8217;infrastrutture. Rientrano in questa filiera uffici studi, imprese che sappiano lavorare in ambienti naturali senza lasciare segni, fornitori di materiali… Tra 150 e 200 piccole e medie imprese francesi possono rientrarvi. Il giro d&#8217;affari per questo settore è stimato in 2 miliardi di dollari nel 2012 &#8211; che diventeranno tre nel 2020. Un mercato che crescerà anche per la crescente regolamentazione nel campo della <strong>gestione dell&#8217;acqua</strong> e della <strong>preservazione</strong> delle <strong>risorse naturali</strong>.</p>
<p>Altre misure previste: l&#8217;identificazione dei mercati più promettenti in campo internazionale e l&#8217;aiuto alla strutturazione di un&#8217;offerta francese per la <strong>città sostenibile</strong>, o ancora l&#8217;inserimento di una serie di clausole ambientali negli acquisti della cosa pubblica, e la firma di un patto che impegni i grandi gruppi a rafforzare le loro relazioni con le piccole e medie imprese nel campo specifico delle eco-industrie.</p>
<p>Due altre misure riguardano ugualmente la filiera specifica alla valorizzazione industriale dei <strong>rifiuti</strong> di cui una mira a intensificare la lotta contro le <strong>discariche abusive</strong> e i traffici associati, mentre l&#8217;altra punta alla promozione dell&#8217;integrazione del riciclo delle materie prime nella domanda pubblica.</p>
<p>Altre misure riguardano lo sviluppo della filiera delle <strong>costruzioni</strong> a <strong>basso impatto</strong> ambientale. Sono previste l&#8217;elaborazione di una carta d&#8217;impegni “per una mutazione della filiera delle costruzioni” che promuova procedure innovatrici nell&#8217;edilizia, e la crezione di un&#8217;etichetta verde che mostrerà il diverso livello di qualità ambientale e sanitario della costruzione attraverso un numero diverso di stelle. </p>
<p><strong>Fondi pubblici</strong> verranno destinati a progetti di esplorazione geotermica e a produzioni di <strong>biocarburanti</strong> – per ora solo a livello di test, oltre alle misure prese per lo sviluppo dell&#8217;<strong>industria eolica</strong> in mare aperto. Non so voi cosa ne pensiate, ma io vorrei che la politica italiana prendesse esempio da quella francese&#8230;</p>
<p>Photo Credit | Thinkstock</p>
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		<title>Alimentazione: il Brasile multa gli happy meal</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 06:30:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sviluppo Sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione sana]]></category>
		<category><![CDATA[cibo vegano]]></category>
		<category><![CDATA[mc Donald's]]></category>
		<category><![CDATA[multinazionali]]></category>

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		<description><![CDATA[Mc Donald&#8217;s inizia a tremare, anche se il junk food continua a fare molta leva sul pubblico, diverse associazioni si stanno mobilitando per promuovere un tipo d&#8217;alimentazione sano, soprattutto per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-14326" title="junk food" src="http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2012/01/95068106.jpg?9d7bd4" alt="" width="506" height="338" /></p>
<p><strong>Mc Donald&#8217;s</strong> inizia a tremare, anche se il<strong> junk food</strong> continua a fare molta leva sul pubblico, diverse associazioni si stanno mobilitando per promuovere un tipo d&#8217;alimentazione sano, soprattutto per quanto riguarda i bambini, che crescono mangiando cibi grassi, dei quali spesso e volentieri non si conosce la provenienza.<br />
<span id="more-14325"></span></p>
<p>Il <strong><a href="http://www.mondoecoblog.com/2011/11/06/13412/">McDonald&#8217;s</a></strong> è uno dei fast food più diffusi al mondo e usa come strategia di marketing quella dell&#8217;<strong>Happy Mea</strong>l per attirare i <a href="http://www.mondoecoblog.com/2011/06/23/ristoranti-child-friendly-dove-il-menu-e-bio-e-a-misura-di-bimbo/">bambini</a>, senz&#8217;altro il pubblico più ghiotto. Un luogo ideale per trascorrere del tempo, per le famiglie, e la gioia dei bimbi che nel noto pacchetto trovano hamburger, patatine fritte ed un giocattolo. In Brasile, però, il Procon, fondazione in difesa del consumatore, di San Paolo, ha inflitto una <strong>multa</strong> di 1,3 milioni, poiché spinge i bambini verso un tipo di alimentazione tutt&#8217;altro che sana. Un esempio che forse dovrebbero seguire molti altri Paesi, soprattutto negli USA i casi di obesità infantile sono preoccupanti e non sono mai stati presi provvedimenti a riguardo.</p>
<p>Per quanto possa essere gustoso, il cibo dei fast food è stato il protagonista di diversi studi e documentari che dimostrano di quanto possa essere dannoso per la salute dell&#8217;uomo e non solo, anche l&#8217;ambiente, tanto per cambiare, ne risente. <strong>Grassi, additivi chimici, antiossidanti</strong> (tra cui uno, TBHQ, ricavato dal petrolio), il cosiddetto &#8220;<strong>cibo spazzatura</strong>&#8221; provoca conseguenze dannose, tra cui malattie cardiache ed anche il cancro, oltre che il diabete. I bambini sono una categoria a rischio, visto che i genitori spesso e volentieri pur di accontentarli non si preoccupano di dar loro del cibo sano piuttosto che portarli al fast food. In Inghilterra anziché evitare di incentivare la diffusione degli Happy Meal, sono stati sostituiti i giocattoli con dei libri: iniziativa del tutto apprezzabile, ma che non tiene in considerazione il fattore alimentare, assolutamente da non sottovalutare. Per noi e per le sostanze inquinanti che ingeriamo e che finiscono anche nell&#8217;ambiente.</p>
<p>Photo Credits | Getty Images</p>
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